Pallotta: "Una Roma con la mentalità della Juve"

Serie A
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Il presidente giallorosso guarda al "modello Juve" per migliorare e diventare sempre più competitivi. Ma avverte: "Saremo l'avversario più duro da affrontare"

Vacanze finite per la Roma che a Trigoria si è ritrovata agli ordini di Luciano Spalletti per riprendere gli allenamenti. La squadra, priva ancora dei sudamericani (si aggregheranno il 2 gennaio al resto del gruppo, ad eccezione di Fazio, Paredes e Perotti già tornati al lavoro) e di Salah (impegnato con l'Egitto per la Coppa d'Africa), aprirà il 2017 domenica prossima affrontando a Marassi il Genoa.

Genoa, prossimo avversario - La sfida coi rossoblu farà ripartire la caccia alla Juventus capolista, punto di riferimento in campo e fuori, come ammesso dal presidente James Pallotta: "Non siamo lontani. Parte del gap e' dovuto al fatto che Spalletti è qui solamente da un anno e che la Juventus ha dimostrato molta stabilita' in termini di giocatori, strategia, tattica e mentalità - il parere del businessman di Boston riportato dal sito ufficiale del club -. Ci vuole tempo per costruire una squadra e penso che Luciano abbia fatto un ottimo lavoro. L'aspetto mentale del gioco non si può ridurre a un anno o a sei mesi. Devi pensare che 'Siamo la Roma e saremo l'avversario più duro da affrontare. Possiamo vincere o perdere, ma possiamo giocarcela con tutti'. Credo che la Juventus abbia questa mentalità e questa stabilità da anni. E noi puntiamo a questo".

Il desiderio di Pallotta - E a un campionato che i bianconeri monopolizzano ormai da un quinquennio. "Saro' sincero: vorrei essere primo. Credo che all'inizio abbiamo buttato via troppi punti. Punti che avremmo invece dovuto conquistare - il rammarico di Pallotta osservando la classifica -. Ne sono convinto guardando alle partite prima di Natale: abbiamo vinto nettamente contro Lazio, Milan e Chievo e credo che dopo i primi 10-15 minuti della gara contro la Juventus, abbiamo giocato alla pari se non meglio dei bianconeri". "Credo che se qualche situazione fosse andata a nostro vantaggio sarebbe stata una partita diversa. Se avessimo conquistato i tre punti la corsa scudetto sarebbe stata più avvincente" conclude il presidente.

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