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Evra: "Ho lasciato la Juventus perché la rispetto"

Serie A

L'ex difensore della Juventus ha spiegato in esclusiva a Sky Sport 24 le motivazioni che l'hanno spinto a lasciare i bianconeri: "Una partita al mese non mi bastava e con la testa non ero al 100% nel progetto Juve: sono andato via perché rispetto troppo questa squadra e questa società"

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"Non è stata una scelta facile quella di lasciare la Juventus, nemmeno io mi sarei aspettato di andare via questa estate". Sono parole da leader quelle rilasciate da Patrice Evra in esclusiva a Sky Sport. Parole di un campionissimo che la Juventus ha voluto fortemente della sua rosa e che ha aiutato i bianconeri ad acquisire una mentalità vincente anche in Europa. Ma sono anche parole di un ex, che oggi è tornato a Vinovo a salutare i suoi vecchi compagni ma che ha deciso a malincuore di lasciare i bianconeri per trovare maggior spazio in campo e ritornare così a poter dare tutto per una maglia. 

Voglia di giocare - "Dopo l’Europeo sono tornato molto carico, con tanto entusiasmo, pronto a ricominciare e voglioso di vincere la Champions, come ho detto anche in alcuni video che ho pubblicato su Instagram. Quando è cominciata la stagione però la prima partita non ho giocato, la seconda nemmeno e dopo la terza, con molta educazione, sono andato da Allegri a chiedere spiegazioni. Il mister mi ha detto di non preoccuparmi, che avrei trovato spazio in Champions e anche i miei compagni hanno cominciato a prendermi in giro chiamandomi ‘l’uomo della Champions’, solo che per me giocare una partita al mese non era sufficiente. Dopo la prima sosta per le Nazionali ho sentito qualcosa e ho capito che in questo modo non sarei stato felice: la gente può dire che la mia sia stata una scelta egoistica, però preferisco essere onesto con me stesso e andare via invece di restare senza motivazioni e senza più riuscire a dare il massimo per la mia maglia. Io devo dare il 100% per una squadra e se sento che non riesco a farlo, se sento che sto dando anche solo il 90%, per me non va bene: la Juventus è una squadra che rispetto tantissimo e per non fare un torto ai dirigenti, che sono dei veri gentiluomini, ho deciso di lasciare e loro hanno capito il mio discorso. Non posso che ringraziarli per la loro comprensione e per tutto quello che mi hanno dato".

Dall'ipotesi United alla realtà Marsiglia - Uno dei desideri di Evra, una volta deciso di lasciare la Juventus, era quello di tornare allo United, squadra nella quale il francese ha giocato 273 partite di Premier in 8 stagioni. Alla fine però il ritorno non c'è stato e Evra ha accettato di buon grado la corte spietata del Marsiglia: "Sono stato molto vicino a un ritorno al Manchetser United: avevo parlato anche con Mourinho, ma c'era una persona, della quale non dirò il nome, che probabilmente non gradiva il mio ritorno. Anche i tifosi erano entusiasti e sarebbero stati felicissimi, ma siccome avevo capito che non si sarebbe fatto nulla allora ho chiesto al mio agente di cercare altre squadre. Ce ne erano tante che mi volevano, tra queste anche il Marsiglia che mi ha subito conquistato con il suo progetto e con il quale si è subito creato un gran feeling. Ci abbiamo messo solo un giorno per chiudere la trattativa: la mattina ero ad allenarmi a Vinovo e nel primo pomeriggio, alle 15.00, ricevo un messaggio del mio agente che mi avvisa che avevo un aereo solo due ore dopo per raggiungere Marsiglia e fare le visite con il club. Ma come è possibile? mi sono chiesto. A quel punto sono corso a casa, ho radunato in fretta le mie cose, sono partito, alle 21.30 ho completato le visite e alle 23.00 ho firmato il contratto, perché loro mi volevano subito in campo contro il Montpellier. Mi hanno trattato veramente come un Dio, facendomi capire che avevano vramente bisogno di me e questa cosa mi ha fatto molto piacere".

Il derby d'Italia - Non poteva mancare, poi, un pronostico su quello che è il big match della prossima giornata, quello Juventus-Inter che siamo certi Evra avrebbe voluto giocare da protagonista: "Vincerà la Juventus, ne sono certo. L'Inter è una squadra forte, è vero, ma ho troppa fiducia nei miei compagni e nei metodi di lavoro di Allegri per dire il contrario. Alla fine credo che con la personalità e la grinta che hanno i nostri giocatori sarà veramente difficile per l'Inter: poi è normale che può accadere di tutto, ma non mi posso immaginare la Juve che non batta i nerazzurri, con tutto il rispetto per la squadra di Pioli"