Inter, le mosse di Suning per uscire dalla crisi

Serie A
Zhang Jindong col figlio Steven (Lapresse)
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Dopo le sette gare senza vittoria, che hanno quasi definitivamente compromesso la corsa all'Europa, l'Inter pensa già a programmare il futuro dopo Pioli: Conte e Simeone restano i sogni per la panchina, ma attenzione alle possibili sorprese. Rivoluzione anche nella rosa, in attesa del mercato: almeno cinque giocatori partiranno, Icardi resta invece tra le certezze per la prossima stagione

Sette partite senza vittoria: l’Inter è finita in una crisi all’apparenza irreversibile. A Genova l’ennesima brutta figura del 2017, altra occasione persa per puntare a un’Europa che, adesso - a tre giornate dalla fine della Serie A - sembra sempre più difficile da raggiungere. La sconfitta contro il Genoa di Juric dovrebbe aver definitivamente messo la parola fine all’avventura sulla panchina nerazzurra di Stefano Pioli, che traghetterà la squadra fino al termine della stagione, per poi verosimilmente cedere il testimone al suo successore, che è però ancora da definire.

Punto panchina: da Conte a Simeone

Il grande sogno della dirigenza nerazzurra - di Zhang, in primis - porta il nome di Antonio Conte. Per l’ex allenatore della Juventus l’Inter si è già mossa, ma la strada è inevitabilmente in salita. Conte, a un passo dal vincere la Premier League nel suo primo anno alla guida del Chelsea, ha infatti ancora due anni di contratto (oltre che un progetto) con il club di Abramovich, contratto che, salvo occasioni irrinunciabili, dovrebbe rispettare per ancora almeno una stagione. La sua permanenza a Londra sembra, dunque, giorno dopo giorno più sicura. L’Inter, al momento, sembra quindi essere un’ipotesi remota. Più realistica, invece, la possibilità che Diego Simeone scelga i colori nerazzurri, anche se anche in questo caso il ventaglio di scelte a disposizione dell’allenatore argentino è molto ampio. Al momento, in attesa anche della semifinale di ritorno contro il Real, l’intenzione del Cholo sarebbe quella di restare all’Atletico Madrid, anche se il PSG - deciso tra le altre cose ad assumere Andrea Berta, attualmente direttore dell’Atletico, come nuovo direttore sportivo - preme con insistenza per averlo già dalla prossima estate sulla propria panchina. Non dovesse concretizzarsi questa opzione, all’Inter rimarrebbero diverse possibilità: provare a scegliere un giovane allenatore italiano di prospettiva, come Eusebio Di Francesco; oppure uno più esperto, vedi ad esempio Luciano Spalletti; oppure ancora trovare un allenatore di respiro più internazionale (come è stato de Boer) che possa indirizzare in quel senso gli investimenti della nuova dirigenza nerazzurra.

Chi resta e chi va

Oltre alla ricerca del nuovo allenatore, il primo passo che l’Inter dovrà fare per uscire dalla crisi e rilanciarsi tra le big italiane (e non) sarà quello di trovare la giusta alchimia in rosa. Per questo motivo sono stati già fatti piani per il futuro - in attesa che la società si muova sul mercato, solo però dopo aver trovato l’uomo giusto per la panchina - soprattutto in relazione a chi sarà ceduto e chi invece farà parte della squadra che comincerà la prossima stagione. Tra le certezze c’è, ovviamente, il capitano Mauro Icardi. Con lui, a comporre lo scheletro da cui l’Inter sicuramente ripartirà, anche i due acquisti più onerosi delle ultime finestre di mercato, ovvero Joao Mario e Gagliardini; così come Samir Handanovic, pedina fondamentale dello scacchiere nerazzurro. Tra coloro che non sono certi del futuro Ivan Perisic e Joao Miranda, entrambi possibili partenti nel caso di offerte davvero convincenti. Almeno in cinque, infine, saluteranno sicuramente l’Inter: Brozovic, Nagatomo e Murillo quelli già certi dell'addio.

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