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Marani: "Roma il laboratorio del calcio italiano"

Serie A
Matteo Marani, direttore di Sky Sport 24

Il direttore di Sky Sport 24, Matteo Marani, ha passato in rassegna i temi di attualità, a cominciare dal capitolo sui giallorossi: "È una piazza che negli ultimi anni ha dimostrato di saper fare calcio". Sul mercato: "Nainggolan può essere l'uomo fondamentale per la rinascita dell'Inter. Milan? Meglio Biglia che Keita". Riapre lo storico Filadelfia: "Luogo dell'identità granata"

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“Roma, il laboratorio del calcio italiano”

Il pensiero del direttore di Sky Sport 24, Matteo Marani, va subito al recente passato dei giallorossi: “La Roma, in parte insieme al Napoli, è stata in questi ultimi 20 anni il laboratorio del calcio italiano, soprattutto nella produzione di talenti. Lì c’è stata molta conoscenza di pallone, anche a livello territoriale: si è posta molta attenzione e questa capacità di fare calcio a Roma si è come autoalimentata. Penso a tutti i giocatori che sono usciti, sia dalla prima squadra che dal settore giovanile: una serie lunghissima. È una piazza che ha dimostrato di saper fare calcio. Cosa che, per esempio, a Milano in questi ultimi anni non è riuscita”.

"Nainggolan l'uomo giusto per ricostruire l'Inter"

Matteo Marani ha poi affrontato uno dei temi caldi di mercato, ovvero quello di Nainggolan possibile nuovo acquisto dell'Inter: "Nainggolan sa quanto Spalletti è stato importante nella sua carriera, l’affinità tra i due è evidente e risaputa. C’è sintonia. Spalletti ha portato grande beneficio a Nainggolan spostandolo così avanzato: quella del trequartista è una posizione che solo Spalletti poteva immaginare per il belga, che rispetto a 5 anni fa, quando era a Cagliari, ora si diverte molto di più. Quindi Nainggolan penso sia l’uomo fondamentale per ricostruire l’Inter, lo dico perchè appunto ci sarà Spalletti in panchina: Nainggolan sarebbe perfetto per i nerazzurri perchè ha l’età giusta e la giusta maturazione per fare quel ruolo in mezzo al campo. Sarebbe ideale per l'Inter e potrebbe essere il grande colpo di Spalletti”.

"Milan: Biglia per il salto di qualità"

Restando in tema mercato, il direttore di Sky Sport 24 ha analizzato il possibile asse estivo tra Milan e Lazio: "Io credo che Biglia e Keita possano essere utili nel progetto del Milan. E penso molto più il primo che il secondo. Nel senso che Keita è un giocatore eccezionale quando ha metri e spazio, quando può giocare in una squadra che ha quella concezione di gioco. Il Milan del futuro sarà invece una squadra chiamata a vincere il 90% delle partite, quindi non avrà così tanto campo a disposizione per giocare. Biglia invece potrebbe essere fondamentale: il Milan ha bisogno di un costruttore di gioco davanti alla difesa. Montolivo ha fatto bene ma in questo momento non è nel suo apice di forma; Locatelli è ancora troppo giovane. Se vuoi fare un salto di qualità, un giocatore di livello mondiale come Biglia potrebbe essere una grande scelta".

"Filadelfia luogo dell'identità granata"

Marani ha voluto poi concludere omaggiando il Filadelfia, che oggi ha riaperto le sue porte: "In queste settimane abbiamo celebrato molto lo Juventus Stadium: il Filadelfia è stato questo. Solo che lo è stato nel 1926, quando è nato, e soprattutto dal 1943 al 1949, quando ha ospitato la più grande squadra del calcio italiano per distacco: quel Toro aveva vinto cinque scudetti di fila e avrebbe potuto vincerne anche di più se non ci fossero state di mezzo la tragedia di Superga e la Seconda Guerra Mondiale. Il Filadelfia è stato il primo vero luogo dell’identità di una squadra di calcio italiana. Talmente forte come messaggio che è continuato dopo la fine fisica dell’impianto, che dal 1998 non c’è praticamente più stato. Ricordo i tifosi anziani che negli anni '90 andavano ogni mattina a vedere il Torino allenarsi: è stata l’identità. Il Filadelfia è stato anche un grande spazio di innovazione: lì sono nati i Balon Boys, il primo vivaio della storia del calcio italiano, 'invenzione' che ha avuto i suoi effetti fino agli anni ‘80. La verità è che uno può pensare a una cosa antica, ma il principio che vale oggi per la Juve valeva anche per il grande Torino, che rimase imbattuto al Filadelfia in quei sei storici anni. Quella del Filadelfia è uno storia attualissima e la sua riapertura dell'impianto ci restituisce una pagina di storia eccezionale".