Napoli, Insigne: "Scudetto? Siamo pronti. Sul preliminare..."

Serie A
Lorenzo Insigne, 168 presenze in Serie A (Foto Getty)
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L'attaccante azzurro è partito carico in vista della prossima stagione: "Giochiamo il miglior calcio, è ora di vincere qualcosa. La Juventus con la cessione di Bonucci ha perso qualcosa, mentre il Milan..."

"Siamo pronti per lo scudetto. Lo abbiamo dimostrato già l'anno scorso, arrivando a un punto dalla seconda e a 5 dalla prima. Se non avessimo perso punti contro Palermo, Sassuolo e altre squadre alla portata non dico che avremmo vinto lo scudetto, però ce la saremmo giocata fino alla fine. La Juve non sbaglia mai le partite con le piccole, ma credo che il gap si sia ridotto". Lorenzo Insigne non teme la scaramanzia e lancia sfida per il titolo ai bianconeri e alle altre avversarie: "Il passaggio di Bonucci al Milan ha sorpreso anche me, soprattutto perché l'hanno chiusa in 24 ore - dice l'attaccante azzurro -. Con questa cessione la Juve ha perso una certezza in fase difensiva. I rossoneri invece hanno fatto acquisti importanti, anche se molti di loro sono stranieri e non sarà facile imporsi subito in Italia. Anche Kessié e Conti dovranno essere valutati perché hanno fatto una stagione fantastica all'Atalanta, ma giocare con il Milan è un'altra cosa. L'Inter ha preso l'allenatore che è arrivato avanti a noi lo scorso anno e vedremo a fine mercato che squadra farà. La Roma ha cambiato ciclo, vendendo giocatori importanti. Però credo che per prima cosa dobbiamo guardare in casa nostra e dare il massimo per capire realmente dove possiamo arrivare. Negli ultimi tre mesi della passata stagione ci siamo convinti di essere una grande squadra ed essere rimasti sempre gli stessi rappresenta un vantaggio. Si dice che il presidente De Laurentiis non fa sacrifici, invece con il rinnovo mio e di Mertens ha dato un segnale molto forte: qui tutti vogliono vincere qualcosa di importante. Il mio fioretto? Potrei farmi un altro tatuaggio, ho la schiena libera...".

"Il rinnovo un premio per tutti i sacrifici fatti"

A proposito del suo rinnovo contrattuale il talento di Frattamaggiore afferma: "Sono orgoglioso di questo passo importante che ha fatto la società nei miei confronti. È un premio per tutti i sacrifici che ho fatto per arrivare fin qui. È il momento di far felici i nostri tifosi. Spero di vincere qualcosa con il Napoli e di rimanerci il più a lungo possibile". Sulla sua crescita personale invece spiega: "Benitez mi ha reso più completo, facendomi curare la fase difensiva che prima trascuravo. Però c'è tanto merito di Sarri nelle mie ultime due stagioni. Mi ha dato fiducia e sto cercando di ripagarlo al meglio, con gol e assist, ma anche con tanto sacrificio per la squadra, che è la cosa che conta di più. Giochiamo il miglior calcio, ma è arrivato l'ora di far fruttare il lavoro e vincere qualcosa".

"Preliminare? Servirà anche un colpo di fortuna..."

L'attenzione principale del Napoli, prima del campionato, è però concentrata al preliminare di Champions: "L'eliminazione con il Bilbao è stata una mezzata dura da digerire, anche perché sbagliai un gol all'andata. Fu più brutta però la sconfitta con il Dnipro in semifinale di Europa League, perché potevamo batterli. A volte il preliminare lo decide anche un colpo di fortuna. Noi dovremo metterci la giusta mentalità perché possiamo mettere in difficoltà chiunque".

"Mertens fortissimo, tra di noi non c'è concorrenza"

L'argomento passa poi sui temi tattici: "Giocatori come me e Mertens hanno bisogno di giocare con continuità per essere sempre al 100%, ma tra di noi non c'è mai stata concorrenza. Abbiamo un ottimo rapporto. Così forte da centravanti non me lo aspettavo, forse neanche lui sebbene non c'erano dubbi sulle sue qualità. Un giorno anche a me piacerebbe giocare in un nuovo ruolo. Adesso preferisco l'esterno, fare assist, mentre un centravanti deve pensare sempre a buttarla dentro. Milik? L'anno scorso è stato sfortunato, ma rimane un grandissimo attaccante e ci risolverà tante partite quest'anno. La maglia numero 10? Non l'ho mai chiesta. Preferisco la 24, giorno in cui e nata mia moglie".

"Mondiale? Non possiamo fare brutte figure"

Insigne parla poi di due casi che hanno fatto molto discutere, il rinnovo di Donnarumma e l'addio al calcio, con tanto di successivo dietrofront, di Antonio Cassano: "Antonio è bravo e strano allo stesso modo. Ho letto che lasciava per motivi familiari e l'ho chiamato. Mi ha confidato che non aveva più la gioia di andare al campo, si sentiva quasi obbligato a "timbrare il cartellino". Poi ho sentito la conferenza e sono rimasto sorpreso anch'io. Ma non la considero una cassanata. A Gigio ho invece solo consigliato di ascoltare il cuore e fare la scelta migliore per lui. A quell'età è dura scegliere se ti fanno offerte grandi club". Infine una chiusura sulla Nazionale: "Il progetto di Ventura di puntare sui giovani è interessante. Noi dobbiamo pensare a battere la Spagna e qualificarci. Non possiamo fare brutte figure".

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