Inter-Fiorentina, Spalletti: "Mi aspettavo questa prestazione"

Serie A
Il sorriso di Luciano Spalletti (Getty)

Questione di approccio, testa e cuore. I nerazzurri partono forte grazie alla classe di Perisic e Icardi: "Ho dei giocatori disponibili e carichi di voglia: mi aspettavo questa prestazione", le parole di Spalletti ai microfoni di Sky Sport

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E adesso si fa sul serio. Tra certezze e novità, stupendo: con la coppia Borja Valero e Vecino a giocare contro il proprio passato. Storie Viola oggi trasformate in nerazzurro. Un colore intenso, pieno di passione: come quella di Icardi, bravo a spaccare subito la partita con una doppietta da attaccante nato. Rigore dopo sei minuti, e va bene. Ma è il secondo gol a far esplodere davvero San Siro, taglio preciso e via: colpo di testa a scaraventare l’assist di Perisic in gol. Perché il croato, adesso, è sempre più al centro del progetto di Spalletti. Assist e rete del tre a zero per lui, Fiorentina battuta: "Non avevo detto bugie, insomma: ho dei gioctori vogliosi e disponibili. Mi aspettavo questa prestazione. In alcuni momenti, però, non abbiamo mantenuto lo stesso ritmo: soprattutto per merito della Fiorentina. Abbiamo creato tanto e costruito bene in mezzo al campo". Già, qualità e densità: "Entrare nella tre quarti crea difficoltà di marcatura, il terzino deve fare profondità, senza giocare con la difesa avversaria in faccia"

Questione di approccio

In un gruppo di giocatori da maneggiare con cautela e intelligenza. Perché l’obiettivo, da oggi, sarà rimanere sempre sul pezzo: belli compatti. Questione di valori e mentalità, quella che Spalletti ha portato con sé: "Dobbiamo entrare nella gara da subito. L'apertura dello spazio deve essere tutto per noi. Ah, l'incontrista fine a sé stesso è una razza in via di estinzione, serve di più: bisogna fare la doppia fase, sempre. Un po' come fa Gagliardini, anche se a volte si lascia attrarre troppo dal pallone. Con la Fiorentina che avrebbe meritato di fare un gol". Entusiasmo, ok, ma la costanza? Ci saranno dei rovesci nel corso della stagione? "Domani farò subito 'casino', prima dei complimenti chiederò spiegazioni sulla fase centrale della gara: quella in cui siamo stati più spenti. Quando ci hanno tolto il palleggio per circa mezz'ora non ero conento, non deve succedere: ma ho una squadra con qualità e forza.  Il dettaglio deve essere la nostra cultura, se poi ci saranno segnali differenti non lo so". Fino al pubblico, "che oggi ci ha dato un messaggio davvero importante". Intanto il presente, imprezisito dai soliti protagonisti: Icardi e Perisic, come se nel pianeta Inter non fosse cambiato nulla.

L'analisi di Pioli

A San Siro scendeva in campo il destino, storie e duelli invertiti. Intrecci e musiche passate pronte a rinnovarsi. Dal campo alla panchina, sì: proprio con Pioli, alla prima volta in Serie A con la Fiorentina, ma davanti a quel nerazzurro. Lanciando nuovi giocatori, come Simeone e Gil Dias, e guidando una formazione nuova dopo le numerose partenze. Ma il campo è stato subito una sentenza: letale la doppietta di Icardi, prima un rigore dopo sei minuti e poi uno splendido colpo di testa. Già, "Ci siamo scontrati con la realtà, loro sono superiori: anche a livello di valori di campo. Il passivo è pesante, sì, tre gol sono tanti. Ma la volontà c’è stata. Il materiale su cui lavorare c’è, senza dubbio. L’ambiente è positivo, oggi avevamo tanti sostenitori. Ma siamo noi a scendere in campo. Peccato per Saponara, lo sto avendo poco. Lui ha molto talento, è intelligente, potremo ottenere ottimi risultati assieme. Oggi con più fortuna avremmo potuto riaprire la gara. Serve tempo e pazienza, ho qualche dubbio".

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