Inter-Spal, Rizzoli: "Troppi sei minuti per il Var"

Serie A
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Il Var ancora protagonista. Quest’oggi nel lunch match di San Siro tra Inter e Spal l’arbitro Gavillucci ha impiegato sei minuti, ritenuti troppi, per assegnare un calcio di rigore ai nerazzurri. Il designatore arbitrale Rizzoli ha spiegato che il ritardo si è verificato a causa di complicazioni tecniche: le sue parole.

Ancora discussioni legate al Var. Quest’oggi l’arbitro di Inter-Spal, il signor Gavillucci, grazie all’ausilio dello strumento elettronico ha assegnato un calcio di rigore ai nerazzurri per un contatto tra Vicari e Joao Mario, inizialmente giudicato fuori area e sanzionato solamente con un calcio di punizione. Processo di visione delle immagini e decisione arrivata dopo sei minuti di attesa, troppi secondo il designatore arbitrale Nicola Rizzoli. L’ex arbitro ha però spiegato che si è trattato di un ritardo dovuto ad alcuni problemi di comunicazione: "Mi sembra chiaro che sei minuti sono per concedere un calcio di rigore sono troppi, quindi questo non è un obiettivo soddisfacente. Però oggi ci sono state delle complicazioni tecniche – spiegato Rizzoli - che non hanno permesso delle corrette comunicazioni tra il Var e l’arbitro. Ci sono stati anche problemi di immagini e sicuramente in questo caso ha inciso la tecnologia non a supporto del fattore umano. Ma non è sempre così, ci sono state delle volte in cui il Var è riuscito ad arrivare alla soluzione giusta in quaranta secondi. Oggi si è verificato il problema della connessione con l'arbitro in campo. Se la tecnologia non ha funzionato, si è creato abbastanza scompiglio".

'L’arbitro decide se assumersi la responsabilità di vedere il monitor' 

A prendere la decisione finale e ad assegnare il rigore trasformato da Icardi è stato l’arbitro Gavillucci dopo aver visionato il monitor a bordocampo. "Perché non tutti gli arbitri non vanno ad osservare?  Soprattutto a  questi livelli, se un arbitro fa questo mestiere può assumersi delle responsabilità – ha aggiunto Rizzoli -. C’è da rispettare un protocollo rigido dell'Ifab per tutelare lo spettacolo, perchè non si può andare a verificare tutte le situazioni: il primo obiettivo è mantenere fluidità del calcio. Questo protocollo, non stabilito da noi ma dall'Ifab, prevede che solo in alcune situazioni l'arbitro possa ansare a verificare, mentre in altre no. Ma l'ultimo a decidere è sempre l'arbitro”.  E in chiusura una battuta sui minuti di recupero da assegnare: “L'arbitro di San Siro ha dato poco recupero? Se per il Var, ad esempio, si perdono 4 minuti – ha concluso il designatore -, poi questi devono essere tutti recuperati".

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