Serie A, una poltrona per tre: quando accadde poi vinse...

Serie A

Vanni Spinella

allegri-sarri-spalletti

Juve, Napoli, Inter: dopo tre giornate tre squadre in vetta a punteggio pieno. Per ritrovarle insieme in testa alla classifica bisogna tornare indietro nel tempo di molti anni: quando l'Inter aveva un terzino sinistro super e il Napoli vinceva con cinismo

Non hai Sky? Guarda lo Sport che ami subito e senza contratto su NOW TV! Clicca qui

LE PROBABILI FORMAZIONI

“Luciano, stringiti un po’!”

“E perché non ti levi tu, Max? Sono anni che la occupi!"

"Guarda come si sta allargando Maurizio… Finirà che se la prende tutta per sè”

La poltrona per tre che accoglie Juventus, Napoli e Inter in cima alla classifica inizia a farsi scomoda per allenatori con grandi ambizioni: d’altra parte non siamo abituati a un campionato così equilibrato da avere tre squadre al comando a punteggio pieno dopo tre giornate. Nelle ultime quattro stagioni, a questo punto della corsa, c’era già chi aveva staccato le altre. Una capolista, al massimo due. Ma tre (e tutte a punteggio pieno) sono una rarità, una coincidenza che nell’era dei tre punti si è verificata solo altre due volte, nel 2009/2010 e nel 2012/2013.

Tra Juve e Genova spunta Mou

Stagione 2009/2010: alla terza giornata al comando la Juventus più Genova, ovvero Genoa e Sampdoria a braccetto. Ad essere pignoli, la differenza reti premia il Grifone: +5 come la Juventus, ma 8 gol segnati (il miglior attacco del campionato) contro i 6 dei bianconeri. L’Inter, che aveva perso due punti alla prima giornata pareggiando 1-1 in casa contro il Bari, riuscirà a recuperare chiudendo quella stagione con il famoso trionfo mourinhano su tre fronti. Sempre alla prima, avevano faticato anche le tre capoliste: 1-0 (Iaquinta) stiracchiato per la Juve in casa col Chievo, imprese da “ultimo minuto” per le genovesi, con i blucerchiati che vincono a Catania (1-2) con un gol di Gastaldello al 94° e i rossoblù che ribaltano la Roma (da 1-2 a 3-2) con rete di Biava nel finale. Alla seconda, mentre l’Inter si riprende strapazzando i cugini rossoneri (4-0), la Juve trascinata da Diego (doppietta) affossa la Roma (3-1, giallorossi ancora a 0 punti), la Samp di Pazzini&Cassano fa 3-1 con l’Udinese e il Genoa torna vittorioso 1-0 da Bergamo. Terza giornata: Lazio-Juventus 0-2,  Genoa-Napoli 4-1, Atalanta-Samp 0-1 ed ecco il terzetto che si conferma in vetta. Alla giornata successiva si sgancerà il vagone del Genoa (perdendo con il Chievo), alla quinta molla anche la Sampdoria (sconfitta dalla Fiorentina) e l’Inter riaggancia la Juve bloccata sul pari dal Genoa.

Tre giornate Con...te  

La stagione 2012/2013 è invece quella del secondo scudetto di Conte, e a fare 3x3 sono Juventus, Napoli e Lazio. Alla prima giornata la Lazio ne fa uno (a zero) all’Atalanta, la Juve 2 (sempre a 0) al Parma, il Napoli 3 (a 0) al Palermo. Sette giorni dopo Lazio (3-0 al Palermo) e Juve (4-1 all’Udinese) esagerate, il Napoli doma la Fiorentina (2-1). Alla terza sono ormai così sincronizzate da fare tutte lo stesso risultato: 3-1 (Chievo-Lazio, Genoa-Juve, Napoli-Parma). Con 9 gol fatti e 2 subiti, la differenza reti premia i bianconeri, che alla giornata successiva si sono già sbarazzati delle due compagne di viaggio, restando da soli a punteggio pieno.

3x3x3

Adesso ci risiamo, con la Juventus onnipresente accompagnata da Napoli e Inter: 27 punti in 3, ma anche 27 gol (sommando quelli dei vari Dybala, Mertens, Icardi e compagni). Negli ultimi 10 anni non è mai successo che le prime 3 della classe, insieme, segnassero tanto; e il dato è ancora più impressionante se si guarda la “differenza reti globale”. Ventisette gol fatti, 5 subiti (Juve e Napoli 2, Inter 1), per un +22 mai visto prima che spiega bene quanto le prime 3 della classe, quest’anno, si stiano staccando dal resto del gruppone.

Il precedente con Juve-Napoli-Inter

La curiosità ci spinge però alla ricerca dell’ultimo campionato che, dopo 3 giornate, ha visto proprio quelle 3 – Juve, Napoli, Inter – tutte insieme in testa alla classifica. Si deve tornare alla stagione 1989/1990: altri tempi, quelli dei pantaloncini cortissimi e delle discussioni da Var nei bar, quelli di Rui Barros, Maradona e Matthaeus. In quella stagione (che curiosamente avrebbe condotto al Mondiale come questa), le nostre tre pretendenti arrivano alla terza giornata insieme ma non a punteggio pieno, avendo lasciato tutte qualcosina per strada.

La Juventus ha pareggiato all’esordio contro il Bologna prima di battere Verona e Fiorentina e ha in Giancarlo Marocchi un centrocampista capace di segnare 2 reti nelle prime 3 partite. Un genere di giocatore che farebbe comodo anche ad Allegri, se si considera che per adesso il 70% dei gol della Juve di oggi è stato segnato dalla coppia Dybala-Higuain e che i centrocampisti sono ancora a secco (Pjanic finora ha infilato solo la propria porta, contro il Genoa).

Anche l’Inter era inciampata nel Bologna (2-2 alla seconda giornata); prima e dopo, le due vittorie contro Cremonese e Lecce, con Brehme sempre protagonista. Due gol per il biondo terzino tedesco (e a fine stagione saranno 6): entrambi su rigore, è vero (diciamo che si allenava per il più importante della sua carriera, che calcerà qualche mese dopo contro l’Argentina), ma trovateci un interista che non rimpianga i tempi in cui la fascia sinistra era una certezza.

Infine il Napoli: 1-0 all’Ascoli, 1-0 all’Udinese, 0-0 con il Cesena. Risultati da squadra tosta, cinica, capace di vincere di misura, e senza subire gol, aspettando Maradona (che rientrerà solo alla quinta giornata). Un po’ quello che è sempre mancato allo spettacolare Napoli di Sarri, e che adesso si intravede dopo le vittorie di nervi di questo inizio di stagione. Quell’altra finì con il gol di Baroni alla Lazio: un altro 1-0 che significava scudetto.

Arriva sempre primo

Ricevi live da SkySport le breaking news sui principali eventi sportivi. Per accettare le notifiche devi dare il consenso nel successivo popup.

Ricevi le notifiche