Napoli, Sarri: "Non siamo l'anti-Juve. Scudetto? 7 partite non sono indicative"

Serie A
Maurizio Sarri, allenatore del Napoli (getty)
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L'allenatore azzurro parla della lotta Scudetto: "Il mio Napoli è lanciato, ma di fronte abbiamo la Juve più forte degli ultimi anni: per me resta la favorita. Roma? Di Francesco è molto bravo". Sul futuro a Napoli: "A livello contrattuale resterò, ma c'è un clausola. Ora, però, non ci penso"

Sette partite, 21 punti e la vetta in solitaria della classifica di Serie A: l’inizio di stagione del Napoli è da record. Maurizio Sarri però non vuole sbilanciarsi, né concedersi entusiasmi troppo prematuri: “Calma, la Juve attuale è la più forte degli ultimi 7-8 anni, ha un organico di grande qualità insieme ad un allenatore straordinario”, ha raccontato l’allenatore toscano sulle pagine de La Gazzetta dello Sport. Come a dire: la lotta Scudetto è ancora lunghissima. "Per me, resta la favorita anche stavolta e sarebbe presuntuoso paragonarsi a loro - ha continuato - Non so ancora quale potrà essere il nostro 100%, ma so che non siamo l’anti-Juve che, adesso, è di un altro livello. Parlare di primato dopo sette partite è relativo, è un tratto di percorso talmente breve che non è da considerarsi indicativo. La sensazione è piacevole, ma il momento in cui si decide la stagione è ancora lontano”.

"Napoli nel futuro, ma c'è una clausola..."

Nella lunga intervista, Sarri ha parlato anche del suo futuro: “A livello contrattuale si, sarò ancora a Napoli in futuro”, ha detto. “Ma c’è una clausola che permette soluzioni alternative a me e alla società. In questo momento, però, è l’ultimo dei miei pensieri. Mi sento legatissimo alla città e a questo gruppo, poi so che le cose a un certo punto finiscono in maniera naturale”. Con De Laurentiis che vorrebbe il toscano in panchina per altri dieci anni: “Al presidente devo qualcosa. È stato l’unico ad aver avuto gli attributi ingaggiandomi. Per me questo è importante, spero che lo stia ripagando. Ci sono tante valutazioni da fare sulla clausola, è bilaterale, non è solo dalla mia parte”. Sull'idea di guidare la nazionale: "In questo momento no. Poi, l’età avanza, magari tra 2-3 anni potrei cambiare idea come è successo in tante altre cose”.

"Roma forte, ma il mio Napoli è lanciato"

Sulla sfida alla Roma, altra candidata per lo Scudetto, l’allenatore del Napoli è certo: “Di Francesco è molto bravo, la Roma è forte. Le insidie della trasferta sono palesi, la squadra forte ti mette in difficoltà sicuramente. Fin qui ne ha vinte 5 e persa una. E ha una partita da recuperare. È sicuramente competitiva, ma il mio Napoli è lanciato”. Parlando di calcio, quello degli azzurri è da considerarsi di alta classe. E c’è chi lo avvicina a quello di Sacchi: “Per me - ha continuato Sarri - il paragone è un insulto ad Arrigo. Lui, ha vinto tanto, io niente. La mia è un’innovazione parziale, la sua è stata totale, quindi è un accostamento per me gratificante, ma non penso sia possibile, in generale. Lui ha scritto la storia del calcio in risultati ed innovazioni e se non ci fosse stato lui, io non sarei esistito: il mio interesse tattico è nato grazie a lui”. Guardiola ha detto di apprezzare il calcio di Sarri: “Diciamo che il mio calcio è simile al suo, anche se lui si è evoluto negli anni. Con Bayern Monaco e Manchester City qualcosa è cambiato rispetto a Barcellona. La filosofia è rimasta la stessa, ma i movimenti li ha modificati, difende e attacca con moduli diversi. Trovarmelo di fronte sarà emozionante. Lui è un talento, un fenomeno in evoluzione, credo che il suo calcio segnerà quest’epoca. Fare punti nel doppio scontro col Manchester City potrebbe fare la differenza in questo girone”.

"Io lamentoso? Mai incolpato nessuno. VAR: sono dubbioso"

In conclusione, Sarri ha parlato di quell’etichetta di ‘lamentoso’ che spesso gli viene affibbiata: “Io non mi lamento mai di me e della mia squadra, sono innamorato del calcio e mi piacerebbe vederlo giocato nella sua massima espressione. Non ho mai incolpato nessuno quando perdo, se mi lamento di qualcosa lo faccio dopo una vittoria”. Una battuta, poi, anche sulla VAR, nuova tecnologia che sta cambiando il nostro calcio: “Io sono dubbioso, toglie spontaneità ed entusiasmo. Segni, ma l’esultanza è più contenuta, perché non sai se il gol viene convalidato. Qualche errore viene evitato, ma è in fase di sperimentazione. Comunque, sarei per un uso molto moderato”.

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