Il portoghese, intervistato da Il Giornale, ha parlato dei suoi trascorsi nella Capitale: "Roma è stato il posto più bello della mia carriera. Mai sentito un ambiente così incredibile attorno a una squadra di calcio, ma la mia Roma è finita. E nessuno se la prenda con i tifosi dicendo che la colpa è loro". Sull'Italia: "Non avete bisogno di un Ct straniero: puoi avere Allegri, Conte, e potrei citarne anche altri"
"Roma è stato il posto più bello della mia carriera". Ha le idee molto chiare José Mourinho che, tornato a Milano per la presentazione dello spot pubblicitario di Prima Assicurazioni, ha ripercorso la sua esperienza in giallorosso in un'intervista a Il Giornale. "Non ho mai sentito un ambiente così incredibile intorno a una squadra di calcio. Quando abbiamo vinto la Conference la festa è stata pazzesca: nemmeno nei trionfi che ho avuto in Champions ho visto delle scene così. Ma la mia Roma è finita. Perché? Non voglio dire altro. Anzi, una cosa: nessuno se la prenda con i tifosi romanisti dicendo che è colpa loro se non si vince. Sono loro che aiutano la squadra, nessuno li deve toccare".
"Io andrei con M&M, Malagò e Max Allegri"
Lo Special One parla anche dell'Italia: "Qualcuno mi ha chiesto se allenerei la vostra Nazionale: la mia risposta è che non avete bisogno di un allenatore straniero. Avete Allegri, Conte e ne potrei citare altri. Molte persone si chiedono come il Portogallo, che ha 10 milioni di abitanti, riesca ad andare ai Mondiali e ad avere tanti giocatori così bravi che finiscono nelle migliori squadre in Europa. Venite a vedere come vengono organizzati i tornei giovanili, quali sono le condizioni dentro quelle squadre. Basta questo per capire. E, magari, copiare". In un'intervista su Sport Mediaset, poi, Mourinho ha parlato del futuro della nostra Federazione: "Quello di Malagò è un nome forte, a me piacerebbe tanto perché penso che con l'esperienza che ha può cambiare qualcosa. Io andrei con M&M, Malagò e Max".
"Chivu è stato bravo e intelligente"
Impossibile non parlare anche dell'Inter: "Mi fa piacere per Chivu, anche se quando lo allenavo non avrei mai pensato che potesse fare l'allenatore. Era un ragazzo per bene e tranquillo, però non sembrava un predestinato. Ma è stato intelligente: ha studiato, fatto la gavetta nelle giovanili, e imparato nel modo giusto". Poi Mou non si sbottona sui rumors che lo vorrebbero sulla panchina del Real Madrid nella prossima stagione: "Il mio prossimo traguardo è portare il Benfica in Champions. Questa è l'unica cosa che ho in testa".
