Serie A: Sarri e Spalletti, quando l'allenatore moltiplica i gol degli attaccanti

Serie A

Francesco Cosatti

Il rendimento degli attaccanti con i due allenatori è cresciuto in maniera esponenziale, fino a raddoppiare e, a volte, triplicare i gol sotto la loro gestione. Maccarone e Mertens con Sarri e Iaquinta e Dzeko con il tecnico toscano, solo alcuni esempi degli ultimi anni

In fisica il moltiplicatore è uno strumento usato per amplificare, appunto, una grandezza fisica. Nel calcio basterebbero le facce di Sarri e Spalletti per una definizione applicata al campo. In pochi come loro, fanno grandi i loro attaccanti. Moltiplicano gol e qualità delle prestazioni. L'esempio che fa scuola è Dries Mertens il falso nuove diventato vero nueve, capace di passare dagli 11 gol del 15/16 ai 34 del 16/17. Altro che falso nueve. L'anno del boom, è l'anno dell'addio di Gonzalo Higuain, uno che con Sarri è passato da dai 29 gol del 14/15 ai 38 dell'anno dei record in cui ha raggiunto il traguardo più alto mai toccato da un attaccante nel campionato italiano, un titolo di capocannoniere da 36 gol. Anche ai tempi di Empoli, il gioco di Sarri aveva permesso a Massimo Maccarone di più che raddoppiare le marcature dopo l'esperienza negativa alla Sampdoria.

Da Sarri a Spalletti, l'allenatore che attraverso un gioco molto diverso da quello del collega, fa crescere il valore dei suoi attaccanti. Oggi il totem è Icardi, più gol che presenze in campionato e la tripletta nel derby come manifesto dello stato di grazia. Quello che sta continuando a vivere Dzeko, che ha ritrovato i suoi super poteri proprio grazie a Spalletti nella stagione scorsa, una stagione da quasi 30 gol. Una crescita costante come quella di Vincenzo Iaquinta ai tempi di Udine con Spalletti in panchina capace di passare da 3 a 15 gol in tre anni, e così portare l’Udinese per la prima- e unica volta- ai gironi di Champions League. Nel moltiplicatore di Spalletti c’è poi un jolly da tenere in considerazione. Un jolly di nome Francesco Totti, che forse non ha moltiplicato i suoi gol con il toscano di Certaldo in panchina, ma di sicuro ha allungato e migliorato la sua carriera portandolo più vicino alla porta. Quasi una nuova vita per il re di Roma, grazie proprio alla intuizione di Spalletti. D’altronde è tutto più facile con un moltiplicatore come allenatore. 

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