Udinese-Juventus, Pepe: "Dybala può arrivare ai livelli di Del Piero e Tevez"

Serie A
Simone Pepe con Carlos Tevez ai tempi della Juventus, foto Getty
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Avendo vestito entrambe le maglie... bianconere, Simone Pepe ha analizzato la sfida tra Udinese e Juventus, valida per la nona giornata del campionato di serie A: "Questi sono i club a cui sono più legato"

La nuova vita da procuratore non può cancellare i ricordi e le emozioni di una carriera da calciatore. Simone Pepe continua a respirare a pieni polmoni il mondo del calcio, cambiando adesso obiettivo. Prima le vittorie e i trofei, adesso i giovani da scovare e da lanciare sul palcoscenico italiano e, perché no, europeo. La nona giornata del campionato di serie A regala un particolare Udinese-Juventus, un match che stuzzica qualcosa in Simone Pepe che, in carriera, ha vestito entrambe le maglie bianconere. "Udinese e Juve sono i club a cui sono più legato – le parole di Simone Pepe alla Gazzetta dello Sport - conosco l’ambiente della Juventus: non si abbatte e non si esalta, semplicemente lavora sodo e solo alla fine festeggia. Non hanno la pancia piena perché là vincere è il pasto normale, il contrario è anormalità. L'Udinese, invece, ha cambiato tanto e ci vuole tempo per amalgamare gli ingredienti: come nel caso del Milan, la partenza non può essere facile. Differenze tra Allegri e Delneri? Il secondo l’ho avuto di più, ma sono affezionato a entrambi: li accomuna il sorriso, la positività e il bel rapporto con i giocatori. Un clima disteso che aiuta tutti a fare bene. Delneri, forse, è più 'maniaco' del suo sistema di gioco, ma ciò deriva dal fatto che ha giocatori meno forti: Allegri può permettersi di dare più libertà. Il campione agevola sempre il lavoro, chi ha più giovani da plasmare deve mettere naturalmente più paletti".

No al paragone Dybala-Messi

Simone Pepe poi si lascia andare ai ricordi: "Partiamo dall’Udinese: il primo anno Marino mi dice che sono il settimo attaccante, ma decido di restare a tutti i costi e alla fine il mio lavoro viene ripagato. Secondo, l’arrivo ai quarti nell’Europa League 2009: che rimpianti con il Werder Brema! Terzo, la prima convocazione in nazionale. Capitolo Juve: l’inizio con Delneri, l’impatto difficile, ma decisivo perché ho capito il senso di una maglia unica. Aggiungo il primo scudetto con l’arrivo di Conte, un elettroshock per il gruppo, e chiudo col ritorno al calcio giocato con Allegri dopo l’infortunio. Quasi un ritorno alla vita. Dybala? Può arrivare ai livelli di Del Piero e Tevez: ha talento e testa giusta. Non vedo suoi cali, ma paragonarlo a Messi non lo aiuta di certo: Dybala è un essere umano, fortissimo ma umano; l’altro arriva da chissà quale pianeta. Per quanto riguarda la partenza di Bonucci, penso che Leo e la Juve si manchino a vicenda. Leo è un fenomeno, che giocava in mezzo a fenomeni, ma non possiamo metterci né a discutere le sue decisioni né quelle di un club abituato a veder partire campione senza mai patire. Non dimentichiamoci che la Juve ha perso Pogba e Vidal ed è ancora là. Buoni giocatori ce ne sono anche all’Udinese, so che Jankto ha molti corteggiatori, ma se devo fare un nome, dico Fofana: è forte sotto ogni punto di vista. Se arrivasse in una grande squadra, eleverebbe il suo livello di allenamento e allora crescerebbe ancora".

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