Chievo-Napoli 0-0: ora la Juve è a -1. Gli highlights

Serie A

La squadra di Sarri non va oltre lo 0-0 contro un concentratissimo Chievo. Partita bloccata, con gli uomini di Maran, reduci da due sconfitte consecutive, capaci di chiudere ogni varco al super attacco del Napoli. E la Juventus ringrazia...

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CHIEVO-NAPOLI 0-0

TABELLINO

Chievo (4-3-1-2): Sorrentino; Cacciatore, Gamberini, Tomovic, Gobbi; Depaoli (76' Bastien), Radovanovic, Hetemaj; Castro; Birsa (61' Meggiorini); Inglese (85' Stepinski)

Napoli (4-3-3): Sepe; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui (66' Maggio); Zielinski (72' Allan), Jorginho, Hamsik; Callejon (78' Ounas), Mertens, Insigne

Un Napoli non preciso come al solito, un Chievo concentratissimo che non concede imbucate né varchi: il risultato è uno 0-0 senza grandi emozioni che non può certo fare felice Sarri, avvicinato in classifica dalla Juventus, ora a -1.

Resta a -2 l’Inter, su cui il Napoli pensava di poter allungare dopo l’1-1 dei nerazzurri contro il Torino nell’anticipo di mezzogiorno: sarebbe servita una vittoria, con cui il Napoli avrebbe anche stabilito un nuovo record (mai nessuna squadra nella storia della serie A ha collezionato 34 punti nelle prime 12 partite), ma il Chievo reduce da due sconfitte di fila ha rialzato la testa ed eretto un muro. Nessun catenaccio, per carità, e contro il super attacco del Napoli non ci sarebbe stato nemmeno nulla di cui vergognarsi. La squadra di Maran, semplicemente, gioca una partita attenta, non concede quasi nulla dietro e intasca un punticino che finisce in cascina, buono per quando verranno tempi più difficili.

Nel tentativo di fare 11 (vittorie) su 12, Sarri opta per Zielinski al posto di Allan; occhi puntati su Mario Rui, che sostituisce l’infortunato Ghoulam sulla sinistra, mentre in porta Sepe sostituisce Reina, fermato da un problema alla schiena. Per il secondo portiere del Napoli, seconda presenza con la maglia azzurra: l’unico precedente nel gennaio 2009 in Fiorentina-Napoli 2-1, quando aveva 17 anni e Reja lo mandò in campo alla mezz’ora per sostituire Gianello infortunato.

Maran risponde con un 4-3-1-2 in cui il trequartista è Castro, con Birsa avanzato in attacco accanto a Inglese, giocatore di proprietà del Napoli e probabile innesto per gennaio. In difesa non c’è Dainelli (appena diventato papà del piccolo Edoardo), coppia di centrali Tomovic-Gamberini; ma la vera novità è a centrocampo, dove gioca il ’97 Depaoli, al Chievo dai pulcini e alla prima da titolare dopo una manciata di apparizioni a gara in corso.

Venti minuti di paziente ricamo, ascoltando i risultati provenienti dagli altri campi (Fiorentina che subito pareggia dopo il gol della Roma, ma soprattutto Benevento avanti a Torino contro la Juve), prima di assistere alla prima vera fiammata con la classica azione corale che libera lo spazio a destra per l’accorrente Callejon: diagonale che sfila di poco accanto al secondo palo. Conclusione che è lo specchio del primo tempo del Napoli, non preciso come al solito nelle sue trame, anche per merito di un Chievo concentrato, che non si scopre mai e capace di bloccare la gara su ritmi bassi. Altro segnale di come il Chievo si sia preparato a disinnescare le mosse di Sarri è la classica giocata con cui Insigne taglia la “sua” palla dal vertice sinistro dell’area per imbeccare Callejon che sbuca dalla parte opposta, dietro ai difensori: il Napoli la prova, ma Sorrentino, aspettandosela, vanifica tutto con una semplice uscita in presa alta.

Per non parlare di quando, a inizio ripresa, Callejon batte un corner cercando il tocco corto per Insigne chiamato ad andargli incontro ma anticipato dalla difesa del Chievo: anche sulle palle ferme, soluzione a cui il Napoli si è aggrappato nelle difficoltà (ad esempio per battere il Sassuolo nell’ultimo turno), la squadra di Maran non concede un centimetro.

Al 60’, poi, esce fuori anche la vena folle di una squadra quadrata come il Chievo: Radovanovic conquista un pallone dietro la linea di centrocampo, con il binocolo vede Sepe fuori dai pali e senza pensarci su prova a sorprenderlo con una parabola, diretta all’incrocio dei pali, che il portiere napoletano riesce a deviare in angolo all’ultimo. Un quasi-gol da Puskas Awards. E, nel frattempo, la Juve ha prima pareggiato e poi capovolto il risultato contro il Benevento, portandosi a -1 in classifica.

Sarri prova a cambiare qualcosa inserendo Maggio (per Mario Rui, appena sufficiente alla prima da sostituto di Ghoulam; prova che evidenzia quanto l’algerino fosse fondamentale nelle trame di questo Napoli), Allan (per Zielinski) e infine Ounas al posto di Callejon, con il ragazzo classe ’96 che entra subito col piglio giusto. Numero sulla fascia e palla in profondità per Insigne, su cui il Chievo vigila ancora una volta bene. L’ultima emozione la regala proprio Insigne, con un altro dei suoi colpi, il tiro a giro dal vertice dell’area, ma Sorrentino manda in angolo. Il muro Chievo regge, il Napoli frena. Alle sue spalle ride la Juventus, rosicchia punti la Roma (che ha una partita in meno), aspettando la Lazio. Non è un campionato bellissimo?

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