Napoli, quale terzino per sostituire Ghoulam?

Serie A

Francesco Lisanti (in collaborazione con "l'Ultimo Uomo")

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Con l'infortunio di Ghoulam il Napoli ha perso una delle sue più importanti fonti di gioco, ora che fare? Fidarsi di Mario Rui o puntare su un terzino più adatto al sistema di Sarri?

Prima di abbandonare il campo zoppicante nella partita di ritorno contro il Manchester City, Ghoulam aveva infiammato la fascia sinistra del Napoli dal primo all’ultimo minuto di ogni partita stagionale. Aveva giocato per intero i preliminari di Champions, per intero le partite del girone fino all’infortunio, e per intero (ad eccezione di 3 minuti contro il Cagliari, con il risultato sul 3-0) le prime undici giornate di campionato. Questo non significa necessariamente che l’affaticamento complessivo abbia influito sulla rottura del crociato, ma di certo significa che un Napoli senza Ghoulam non esisteva nei progetti di Sarri (che ha detto con tenerezza «mi manca anche in allenamento»), e diventa complesso costruirne uno in questa fase della stagione, in cui gli impegni sono molti e ravvicinati.

Tra un paio di mesi, il mercato di gennaio correrà in soccorso del Napoli, ma sarà difficile pareggiare la perdita. Nei cinque grandi campionati europei, finora, nessun terzino ha creato più occasioni di lui (31) e soltanto Davies del Tottenham e Juncá dell’Eibar hanno fatto meglio in rapporto ai minuti giocati. Nessun terzino viene coinvolto nell’azione quanto lui, neanche lontanamente: i terzini più forti tentano 50 passaggi a partita, i migliori al mondo arrivano a 60, Ghoulam giocava nell’ordine dei 70/80 passaggi con naturalezza. Sarà difficile rimpiazzare Ghoulam, e non tanto perché ci vuole tempo per assorbire le geometrie di Sarri, per sviluppare l’intesa con i compagni e per abituarsi alla pressione della lotta scudetto. Sarà proprio difficile trovare un terzino forte come Ghoulam. Quali sono, però, i nomi più affascinanti per provare a riempire il vuoto?

Mário Rui, la soluzione interna

Mário Rui ha un buon controllo, è disinvolto con entrambi i piedi, e ha giocato da titolare per due anni nell’Empoli di Sarri, di cui conosce concetti e schemi. Eppure, privata dei 188 centimetri di Ghoulam in favore dei suoi 170, quella fascia sinistra sembra un sequel dalla produzione scadente, una sceneggiatura riadattata con le toppe, una seconda stagione in cui il contratto dell’attore di punta non è stato rinnovato. Contro il Chievo, Mário Rui è stato costretto a subire un’ingenerosa quantità di bodycheck e lievi trattenute nel tentativo di replicare quei dai e vai lungo la catena laterale che hanno mandato in crisi qualunque tentativo di pressing ai danni del Napoli nelle prime undici giornate.

Com’è apparso subito evidente, il gioco a un tocco di Ghoulam non passava soltanto dalla sensibilità dell’interno del piede. Richiedeva la capacità di smaterializzarsi di fronte al marcatore dopo aver liberato il pallone, l’arte di apparire e scomparire lungo la fascia per creare continuamente i presupposti di una triangolazione. Al contrario, il gioco a un tocco di Mário Rui è fatto sì di passaggi molto precisi, alcuni anche particolarmente efficaci nel tagliare le linee avversarie, ma tende a scontrarsi con i limiti atletici che gli impediscono di proporsi in sovrapposizione con continuità.

Verdetto: Non è colpa di Mário Rui se pecca di passo e forza fisica, ma nell’economia del gioco del Napoli ogni mancata sovrapposizione toglie un po’ di spazio a Insigne per liberare il suo talento. Sarà interessante vedere come riuscirà a far fronte ai suoi limiti, ma sarà soprattutto interessante monitorare il processo di adattamento dei compagni.

Il triste destino di Mário Rui.


Masina, la promessa in ombra

Esattamente due anni fa, Masina esordiva nell’Under 21 di Di Biagio sulla scia di un grande impatto con la Serie A: 2 gol e 3 assist in 33 presenze. In una nazione che fatica a produrre esterni mancini di talento, l’incontenibile prestanza fisica distribuita su quei 191 centimetri sembrava una benedizione. Arrivato alla terza stagione da titolare in Serie A, non solo Masina non è mai stato preso in considerazione da Ventura, tuttora costretto a schierare terzini destri a piede invertito, ma è rimasto persino fuori dai convocati per gli Europei di categoria, finendo alle spalle di Barreca e Murru nelle gerarchie. «Masina è una mia sconfitta, forse non gli ho fatto sentire la giusta fiducia», ha detto con malinconia Di Biagio.

Nel frattempo, Masina è rimasto più o meno lo stesso giocatore: dominante di testa (è il terzo giocatore del campionato nel totale dei duelli aerei vinti, e anche la percentuale di riuscita è eccellente), veloce quando accelera, ma con alcuni limiti di tecnica pura e visione di gioco. Forse troppi per gli standard molto elevati del Napoli. Non è un attaccante monodimensionale, tenta spesso di cambiare passo e correre in diagonale verso l’interno del campo, ma quando prova a muoversi negli spazi stretti è disastroso. Il secondo gol segnato sabato dal Crotone nasce proprio da un suo avventato tentativo di dribbling in mezzo a tre uomini, che finisce con una palla recuperata e un lancio per Budimir. È anche discretamente impreciso nei passaggi, e finora non è riuscito a sollevare il terribile 73% della passata stagione oltre un pallido 78%.

Verdetto: Per struttura fisica, esperienza acquisita e potenziale tecnico, Masina ha un telaio su cui Sarri può modellare un ottimo terzino. Al momento, però, non è abbastanza forte da coprire il vuoto lasciato da Ghoulam.

La forza fisica di Masina, che qui chiude su El Shaarawy e guadagna la rimessa.

 

Barreca, il profilo più completo

In questo campionato, Barreca ha avuto diversi problemi fisici e ha collezionato soltanto 278 minuti in 4 partite, utili a raccogliere qualche dato numerico e poco altro. Gli esami effettuati dallo staff medico hanno fin qui escluso che possa celarsi un principio di pubalgia dietro le infiammazioni della regione adduttoria che continuano a precludergli la possibilità di giocare. Di fatto, Barreca sta vedendo il campo a intermittenza, e si trova ancora al centro di quella delicata fase di recupero in cui ad ogni rientro segue una puntuale ricaduta, più fastidiosa della precedente. Dovesse recuperare la condizione nei prossimi due mesi, sarebbe un validissimo candidato per il mercato del Napoli, anche perché il Torino in quella posizione può già alternare Ansaldi e Molinaro, e potrebbe voler rientrare degli investimenti estivi.

Barreca non è veramente eccezionale in nessun aspetto del gioco, ma è nel complesso un giocatore sopra la media. Non è velocissimo sulla lunga distanza, ma ha un’accelerazione bruciante nei primi passi; non ha un cross preciso, e in generale fatica a mandare in porta i compagni (nel computo delle due stagioni, ha una media di 0,6 passaggi chiave), però ha ottime proprietà di palleggio, anche a ritmi elevati (viaggia su medie di 40 passaggi con l’80% di precisione); non è un difensore sempre concentrato, soprattutto nelle situazioni a palla lontana come le diagonali difensive, però è solido fisicamente e regge bene l’uno contro uno se si tratta di accompagnare l’avversario. In estate l’aveva cercato la Roma, ma Cairo e Petrachi s’erano opposti strenuamente, chissà che il Napoli non riesca ad essere più convincente.

Verdetto: Barreca non è molto incisivo nell’attaccare la porta avversaria e non è sempre impeccabile nel difendere la propria, ma è un ottimo giocatore in tutto quello che succede in mezzo. Cioè quello che si può allenare, e sarebbe bello vederlo allenato da Sarri. Tra i profili che può permettersi di inseguire il Napoli, è probabilmente il giocatore più completo.

Barreca passa da una fase all’altra con naturalezza.

 

Vrsaljko, ma può giocare a sinistra?

Nella lista di giocatori accostati al Napoli, Vrsaljko è l’unico terzino che non gioca titolare, ed è l’unico terzino destro di piede destro. In passato gli è capitato molto raramente di giocare a sinistra: tre partite in totale con i club, un altro paio in  Nazionale. Il croato ha dei movimenti abbastanza rigidi e non si trova bene a piede invertito. Nel 2017 ha sofferto anche lui una lesione del crociato anteriore del ginocchio: è successo a marzo, proprio quando stava ormai entrando stabilmente nelle rotazioni di Simeone, fino a prendere il posto del fedelissimo Juanfrán. La stagione di Vrsaljko è finita in quel momento, e lo abbiamo rivisto in campo soltanto con l’inizio di questa.

Nell’Atlético, che come il Napoli costruisce prevalentemente a sinistra per liberare la fascia destra, Vrsaljko è un ottimo giocatore di sistema. È molto forte di testa, ha delle letture difensive brillanti, che ha affinato da quando è allenato da Simeone, e ha una corsa molto veloce e potente che lo facilita quando deve coprire la profondità. Sotto questo aspetto, non avrebbe difficoltà ad assorbire la transizione ai meccanismi della linea alta di Sarri. Nelle ultime due stagioni, ha collezionato in media più del doppio degli intercetti e più del doppio dei contrasti vinti rispetto a Ghoulam. In fase offensiva, e in questo consiste l’aspetto più tradizionale del suo gioco, è un corridore dedito alle sovrapposizioni esterne, senza grandi mezzi tecnici, ma in grado di garantire una presenza costante. In una squadra che gioca il pallone spesso di prima, velocemente, ricercando l’uscita bassa pulita dal pressing usando anche la qualità degli esterni, un terzino a piede invertito sarebbe forse troppo penalizzato.

Verdetto: La fascia sinistra del Napoli e la fascia destra dell’Atlético sono mondi troppo distanti perché Vrsaljko possa sentirsi a suo agio nei panni di Ghoulam. Sarebbe invece il giocatore perfetto da schierare sull’altra fascia, tanto che in caso di un suo arrivo converrebbe riprovare Hysaj a sinistra, come negli ultimi sessanta minuti contro il City.

 

Grimaldo, un investimento importante

A un certo punto il Benfica si è ritrovato in casa due terzini dal valore complessivo totale vicino agli 80 milioni di euro, e ha deciso di fare quello che farebbe il Benfica, metterli sul mercato. Così Semedo si è accasato al Barcellona quest’estate, mentre Grimaldo, nei piani dei dirigenti. avrebbe dovuto finanziare la campagna acquisti dell’estate successiva. Probabilmente serviranno circa 40 milioni di euro per portarlo via da Lisbona, e non è detto che il Napoli possa inserirsi in quest'asta con i più grandi club d’Europa. Riuscisse a giocare d’anticipo, e a strapparlo alla concorrenza già nel mercato di gennaio, avrebbe acquistato uno dei pochi terzini sulla piazza più tecnici di Ghoulam, un allievo de La Masia già formato per sostenere un gioco di possesso ad alta intensità.

Grimaldo è da tempo sui radar degli osservatori di tutta Europa, oltre che un pupillo di Pep Guardiola. Come scriveva Ricciardi su L’Ultimo Uomo, circa un anno fa, «Grimaldo è un giocatore raffinato, tanto nelle scelte quanto nelle esecuzioni tecniche. Possiede un’ottima sensibilità nel piede sinistro e ha un controllo di palla sempre molto pulito e preciso. Con il pallone si muove come il protagonista di uno di quei platform games per gli smartphone: evita gli avversari come se fossero ostacoli inermi: vira verso gli spazi liberi, cambia direzione al tempo giusto, dimostrando di possedere una visione periferica e verticale superiore alla media». Grimaldo è soprattutto un giocatore elegante, sarebbe bello vederlo in una delle squadre più eleganti d’Europa.

Verdetto: Anche Grimaldo è stato spesso frenato dagli infortuni in passato, per ultimo quello che gli ha fatto perdere gli Europei U-21 con la Spagna, ma quando sta bene, come in questo momento, è un giocatore fantastico. L’unico dubbio per il Napoli è che non valga la pena un simile investimento: il terzino titolare sarebbe Ghoulam, piuttosto urge un sostituto.

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