Milan-Donnarumma: ecco cosa sta succedendo su clausola e PSG

Serie A

Donnarumma preoccupa ancora il Milan: senza clausola rescissoria, la sua permanenza in rossonero torna in discussione. Incontri continui con Raiola per definire la situazione

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Nuovo capitolo della vicenda Donnarumma Milan. I rapporti - è vero - si erano fatti più tesi, soprattutto qualche settimana fa visto che la mancata firma della clausola da parte del Milan aveva generato grande insoddisfazione. Tanto da indurre Raiola (attraverso l'avvocato Rigo) a informare il Milan che a loro modo di vedere il contratto addirittura poteva non essere ritenuto valido a causa di questa mancanza più che per le "pressioni ambientali".

Da allora però ci risultano almeno tre incontri fra Raiola e il Milan per cercare di risolvere la situazione. Perché, se da una parte la posizione di Raiola non è sostenibile, dall'altra una frattura del genere non sarebbe servita a nessuno. E così nelle ultime tre settimane, tre incontri. Il primo quando Montella era ancora allenatore, l'ultimo il 1 dicembre a casa Milan, con Fassone. Con il dialogo che è ripreso.

Ad ascoltare le parti anche in maniera proficua, nell'interesse di tutti. Per primo di Donnarumma che non ha mai manifestato, neanche a Raiola, la voglia di andar via. Di pretendenti in teoria ci sarebbero, ma nessuna pista, al momento è definita. In Italia l'unica che ha manifestato interesse era stata la Juventus, ma Donnarumma ha già detto no. All'estero c'è sicuramente il PSG (che però è ancora rimasto scottato dal "no" al contratto faraonico proposto quest'estate) e l'Atletico Madrid, dovesse cedere Oblak proprio al PSG. Sono piste eventualmente da approfondire nei prossimi mesi o nelle prossime settimane, visto che offerte concrete al momento non ce ne sono.

Caressa: "Donnarumma? Per me verrà ceduto a gennaio, ma…"

All’interno dello studio su Sky Sport 24 anche Fabio Caressa ha commentato la complessa situazione di fronte alla quale si ritrova la dirigenza rossonera, scartando l’ipotesi del possibile ricorso perché “fumoso dal punto di vista giuridico”. Riguardo le scelte che farà il portiere, nessun dubbio: “Quando Raiola voleva portare via Donnarumma dal Milan, fu poi sconfessato dalla firma del contratto e credo sia stata più un’iniziativa della famiglia per tenerlo tranquillo in una situazione in cui tutti, noi compresi, lo avevamo esortato a firmare. A quell’età è meglio che te ne stai un altro anno tranquillo. L’accordo non a caso è stato anche familiare, nel senso che poi è rientrato anche il fratello nella trattativa. Questo aveva fatto ipotizzare che la posizione di Raiola nei confronti del suo assistito non fosse più così forte, ma visto questo ritorno molto forte vuole dire che il sodalizio è molto unito. Se fossi al tavolo da poker con lui e avesse fatto all-in, sarei andato a vedere il bluff. L’obiettivo infatti non è mettere la dirigenza spalle al muro adesso, ma creare una strategia in cui si inizia a dire: ‘Eh, ma se non va via adesso, partirà tra un anno. Allora vendiamolo subito”. È un modo di fare pressione e la società potrebbe non avere l’interesse di tenere il ragazzo a queste condizioni. Il colpevole in quel caso sarebbe Raiola e questo mi fa pensare che Donnarumma verrà venduto a gennaio, ma resterà a Milano altri sei mesi”. 

Dovessero arrivare saranno naturalmente valutate. E in questi tre incontri Raiola e il Milan hanno cercato anche di risolvere la questione clausola. Magari ragionando di nuovo su un prezzo congruo di vendita, riflettendo anche sulle difficoltà che il Milan sta avendo in questo periodo. Partita aperta, più aperta del previsto. Forse con meno tensioni, ma con più spine…

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