Juventus, Allegri: "A Dybala devono girare le scatole. Scudetto? Temo la Roma"

Serie A

La Juventus vince a Bologna con una prova autoritaria: segnano Pjanic, Mandzukic e Matuidi. I bianconeri scavalcano in classifica l'Inter e si portano a -1 dal Napoli primo in classifica. Massimiliano Allegri commenta la prestazione dei suoi nel post-partita: "Non c'è una Juve ideale, ma una Juve che deve vincere giocando bene e restando solida"

La Juventus domina a Bologna e con una prova autoritaria si porta via i tre punti dallo stadio Dall'Ara. La partita non è stata quasi mai in discussione, la vittoria permette alla squadra di Massimiliano Allegri di scavalcare l'Inter in classifica e portarsi al secondo posto a una sola lunghezza dal Napoli. Decidono Pjanic, Mandzukic e Matuidi, ma tutti giocano ampiamente sopra la sufficienza. Una prestazione che soddisfa Massimiliano Allegri, intervenuto ai microfoni di Sky Calcio Show nel post-partita: "L'equilibrio ritrovato dipende dalla disponibilità di tutti. Questa è la mia Juve ideale? Non c'è una Juve ideale, ce n'è una che deve vincere le partite giocando bene ed essendo anche solida: adesso è così, piano piano arriveremo alla condizione fisica e mentale ideale. A Bergamo avevamo smesso di giocare, a Genova abbiamo chiuso senza segnare un primo tempo in cui potevamo fare quattro gol, con la Lazio abbiamo allentato la tensione e così le partite si riaprono".

"Dybala? Troppe responsabilità su di lui, i paragoni gli hanno fatto male"

Come prevedibile, il capitolo Dybala è molto ampio: "E' entrato bene in campo, così come si era allenato bene in settimana. L'ho tenuto fuori due partite per scelta, perché ne ho tanti lì davanti e le scelte devo farle. Finora le aveva giocate quasi tutte. Troppa smania di far gol? Non deve pensare solo al gol, perché non sarà mai uno da trenta gol in campionato, deve pensare a giocare e anche a fare assist. Mi dispiace lasciarlo fuori, perché è un ragazzo giovane che ha tante qualità, ma non lo metto in panchina perché è scarso: forse certi paragoni che sono stati fatti gli hanno fatto male, perché i giocatori vanno valutati dopo un tot di partite. Gli sono state caricate responsabilità troppo grandi, ma la società è molto vicina a Paulo. Le parole di Nedved? Erano dei consigli, lui qualche partita direi che l'ha giocata. E ogni tanto una tiratina d'orecchie ci sta anche...". Infine Allegri risponde sui cambi tattici e sulle scelte che a volte lo costringono a lasciar fuori il potenziale bianconero in attacco: "Ci sono dei momenti in cui hai bisogno di certi tipi di giocatori, momenti in cui devi dare certezze alla squadra, che ha bisogno di tranquillità. Al Milan dovevo scegliere tra Robinho, Ronaldinho, Ibra, Pato e Cassano. E per un periodo giocammo con tre mediani".

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