In campo durante le feste: l’ultima volta nel '90 andò così

Serie A

Vanni Spinella

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Si torna a giocare durante le feste, in Serie A: non accadeva dalla stagione 1990/1991, quando si scese in campo il 30 dicembre. Un turno di campionato che vide sfidarsi le prime quattro in classifica: decisivi Vialli e Ancelotti

Correva l’anno 1990. O meglio, stava finendo di correre, quando la Serie A per l’ultima volta non andò in vacanza e scese in campo tra Natale e Capodanno: 30 dicembre 1990, per la precisione, quattordicesima giornata di campionato. Anche allora, come oggi, regnava l’equilibrio in testa alla classifica. Uno scherzetto del calendario poi fece il resto, disegnando per l’ultima giornata dell’anno solare un doppio scontro incrociato tra le prime quattro, che ribaltò le gerarchie nel giro di 90’.

Era la stagione post-Mondiale italiano, quello delle Notti magiche fino a quella maledetta sera; campione in carica il Napoli di Maradona, tantissime le stelle che brillavano in campo, da Van Basten a Matthaus, dal Baggio neo-juventino a Careca, senza dimenticare le mitiche coppie-gol delle genovesi, Vialli-Mancini da una parte e Aguilera-Skuhravy dall’altra. E poi Voeller (Roma), Caniggia (Atalanta), Fonseca (Cagliari), Ruben Sosa (Lazio)…

In panchina sedevano Sacchi (Milan) e Trapattoni (Inter), Boskov (Sampdoria) e Maifredi (Juventus), Bianchi (Ottavio, non Carlos; Roma), Bigon (Napoli), Zoff (Lazio), Ranieri (Cagliari), Mondonico (Torino), Bagnoli (Genoa), Scala (Parma) e, tra le novità, Boniek su quella del Lecce e il brasiliano Lazaroni su quella della Fiorentina. Solo Scoglio, licenziato dal Bologna dopo 5 sconfitte nelle prime 6 giornate, non aveva mangiato il panettone, che di lì a poche settimane rimarrà indigesto a un futuro fenomeno della panchina, Marcello Lippi, esonerato dal Cesena al termine del girone d’andata.

Ma torniamo a quel 30 dicembre. Inter 19, Juventus 18, Sampdoria 17, Milan 16, dice la classifica prima del fischio d’inizio, con blucerchiati e rossoneri che hanno però una partita in meno (c’erano da recuperare Samp-Roma non disputata per maltempo e Milan-Pisa, rinviata per l’impegno della squadra di Sacchi in Coppa Intercontinentale). Al termine di Sampdoria-Inter e Milan-Juventus, i due big-match di giornata, la classifica verrà riscritta così: Sampdoria 19, Inter 19, Milan 18, Juventus 18. Le prime 4 iniziano l’anno nuovo raccolte in un punto: si può chiedere di meglio a un campionato?

SAMPDORIA-INTER 3-1 (1’ Vialli, 50’ Berti, 82’ rig. Vialli, 86’ Mancini)

Vittorie preziose nel derby (1-0, Berti) e contro il Napoli (2-1), imbattuta in casa ma sconfitta già due volte, entrambe a Torino (4-2 con la Juventus, 2-0 con il Torino), nelle prime 13 giornate: non si può certo dire che l’Inter che va a Genova da capolista abbia convinto pienamente, nella prima parte di campionato. Eppure eccola lì davanti a tutte, compresa la bella Samp di Boskov (quinta l’anno prima) che nel corso del suo cammino è inciampata solo una volta, nel derby, quello della punizione di Branco, che regalerà tante cartoline di Natale per i tifosi blucerchiati. È l’Inter che inizia con Zenga-Bergomi-Brehme e finisce con Klinsmann-Matthaus-Serena. La formazione della Samp non è da meno, destinata a entrare nella storia: dall’1 all’11, Pagliuca, Lanna, Katanec, Pari, Vierchowod, Pellegrini, Mikhailitchenko, Lombardo, Vialli, Mancini, Dossena. Bastano 23 secondi per accendere la gara: lancio lungo dalla difesa per Vialli, che in corsa lotta con Bergomi, si scrolla di dosso lo Zio e in diagonale infila Zenga.

Colpito a freddo, il portiere nerazzurro avrà modo di scaldarsi i guanti sui successivi attacchi doriani, specialmente con la parata sul sinistro al volo di Mancini. Un gol annullato a Vialli per un fallo su Paganin e poi al 35’ l’episodio che potrebbe cambiare le sorti della gara: Mikhailitchenko, atterrato in area, protesta e si vendica con una manata in faccia a Bergomi, che gli costa il rosso. Samp in 10 per tutto il secondo tempo, che si apre con il pareggio nerazzurro: Pagliuca respinge alla grande un colpo di testa di Berti, ma sul secondo tentativo del centrocampista interista non può nulla. Uno a uno, che ha l’effetto però di tranquillizzare troppo la squadra del Trap: la Sampdoria torna alla carica, sfiora il gol con Vialli in almeno due occasioni e nel finale viene premiata. Lo stesso Vialli fa 2-1 al minuto 82 trasformando un rigore regalato da un ingenuo fallo di mano di Paganin, poi è Vierchowod a salire in cattedra con un’imperiosa discesa palla al piede chiusa con l’assist per Mancini, che non sbaglia. Il segreto del successo riassunto a fine gara da Boskov, che spiega come la sua squadra abbia accettato il rischio dell’imbarcata, pur di vincere: “Nel secondo tempo abbiamo cambiato la difesa: senza libero, dietro di loro solo Pagliuca”. Per fortuna che non lo sentiva Sacchi.

MILAN-JUVENTUS 2-0 (46’ Ancelotti, 55’ Gullit)

L’Arrigo, infatti, era impegnato a San Siro contro la spumeggiante Juventus di Maifredi. Formazione rossonera con Massaro al posto di Van Basten, bianconeri che si presentano con il tridente Schillaci-Baggio-Di Canio. Quasi capelliano il Milan, che incassa pochissimi gol (6 in 12 partite, nettamente la miglior difesa del campionato) e spesso porta a casa il risultato con un gol di scarto, come testimoniano gli 1-0 contro Genoa, Cesena e Lecce. Pesano, però, le sconfitte (sempre per 1-0) con Inter e Sampdoria. Sono 20, invece, i gol messi a segno dalla Juventus, che ha battuto 4-2 l’Inter e 5-0 la Roma nei suoi picchi massimi, ma conosciuto anche momenti bui come il 2-0 incassato a Bari. L’unico ingrediente non all’altezza di una sfida del genere è il campo di San Siro, su cui la classe di gente come Donadoni, Gullit, Baggio o Hassler resta impantanata. Così, il gol che sblocca la partita è una perla di Carletto Ancelotti, che dal limite dell’area scarica un fortissimo destro al volo sotto l’incrocio dei pali e sotto lo sguardo dell’impietrito Tacconi. Il resto del copione è presto scritto: Juve alla ricerca del pari e Milan che fa 2-0 in contropiede, trafitta da Rijkaard che serve in profondità Gullit.

Gli altri risultati

Terza e quarta battono e appaiano prima e seconda, dunque, mentre sugli altri 7 campi non regna certo lo spettacolo: appena 8 gol in tutto, di cui la metà a Bergamo nel 2-2 tra Atalanta e Roma (Bordin e Caniggia nei primi 25’ per il 2-0 atalantino, rimonta giallorossa nella ripresa con l’autogol di Bigliardi e la rete di Giannini). Un’autorete del portiere Braglia regala la vittoria al Cagliari contro il Genoa, Fuser firma l’1-0 della Fiorentina sul Bologna, il derby pugliese tra Lecce e Bari finisce 1-1 (Morello e Soda). Terminano 0-0 Cesena-Napoli, Lazio-Pisa e Torino-Parma.

Si ripartirà a gennaio, nel giorno della Befana, con un nuovo ribaltone: vincono Inter (2-1 sul Genoa) e Juve (1-0 al Napoli), perde la Samp (1-2 in casa con il Torino), il Milan pareggia 1-1 a Bologna. E a maggio? Finisce con Vialli in mutande che sventola una bandiera tricolore.

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