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30 dicembre 2017

Inter-Lazio, che partita dobbiamo aspettarci

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luciano spalletti, simone inzaghi

La squadra di Spalletti vive un momento di difficoltà e affronta una delle migliori squadre del campionato: quali sono i temi tattici e cosa è in palio davvero per Inter e Lazio

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Questo è il momento più critico dell’esperienza di Luciano Spalletti a Milano: la squadra non vince da tre partite, le riserve non riescono a rendersi utili, le stelle hanno perso la forma di inizio stagione. Il tecnico dà la colpa a un livello di prestazioni inferiore dei giocatori, investendoli della responsabilità di far uscire l’Inter dallo stallo in cui si trova: sono i giocatori migliori che hanno fatto l’ottimo inizio di stagione, quindi sono loro che possono tornare a giocare a quel livello. Tanto più vero se si considera che con le brutte prestazioni di Joao Mario e Brozovic nelle ultime uscite, e la serie di infortuni in difesa, Spalletti ha poco da modificare dal punto di vista tattico. Proprio gli infortuni porteranno ad alcune scelte forzate, come Cancelo, Ranocchia e Santon che giocheranno tutti titolari contemporaneamente, ma Spalletti può lavorare più che altro su alcuni meccanismi e sull’aspetto mentale che dovrà senz’altro cambiare.

Anche la Lazio non si trova nel suo miglior momento in stagione, ma la squadra di Simone Inzaghi non si trova neanche in un periodo che possiamo definire brutto: ha tenuto botta all’assenza di gol di Immobile in questi ultimi due mesi, perdendo soltanto il derby e la controversa partita contro il Torino. Contro il Crotone, Immobile si è finalmente sbloccato e paradossalmente il problema per Inzaghi è quello dell’abbondanza di opzioni, visto che anche Felipe Anderson ha dimostrato di essere tornato a pieno regime. Per questo, in conferenza stampa, Inzaghi ha parlato dell’importanza di Parolo: un modo per far capire che anche se sembra lui il candidato principale a lasciare il posto al brasiliano, non è arrivato ancora il momento. A meno di sorprese dell’ultimo minuto, la Lazio che affronta l’Inter si presenta con la formazione ideale di questa prima metà di campionato. Gli unici dubbi riguardano il ballottaggio tra Wallace e Bastos per il posto di centrale destro della difesa a 3, e quello tra Marusic e Basta come esterno basso destro.

L'impatto di Felipe Anderson contro il Crotone

Il ritorno a pieno regime di Felipe Anderson è fondamentale per la Lazio.

Partita ad alto ritmo?

Nella conferenza stampa pre-partita Spalletti ha fatto capire che si aspetta una Lazio che lascia il pallone all’Inter, felice di proteggere il centro. Anche perché la capacità di attaccare nella fascia centrale non è una delle caratteristiche migliori dell’Inter: “Bisogna saper penetrare di più nel settore centrale, sono caratteristiche che dobbiamo completare. La Lazio è bravissima a ribaltare l'azione a campo aperto. Sono giocatori messi insieme nella maniera corretta in un modulo tattico in piena simbiosi con le caratteristiche dei calciatori”, ha detto il tecnico toscano.

E in effetti la Lazio è perfettamente a suo agio lasciando la palla agli avversari e giocando in transizione ad alto ritmo, anche perché la precisione tecnica dei suoi due rifinitori e il gioco di Immobile danno il meglio proprio con questa strategia. Anche l’Inter preferisce i ritmi alti, costretta dalla natura dei suoi giocatori prevalentemente meccanici nell’approccio al gioco, non abbastanza creativi per gestire il pallone contro una difesa schierata e attenta. Nel derby, l’unica grande azione arrivata nella fascia centrale è comunque arrivata in transizione, con la pausa di Vecino e l'apertura per Icardi (quella che ha portato all’errore di Joao Mario per intenderci). Per il resto, appena i ritmi si abbassano la pericolosità della squadra viene meno. Anche perché la squadra fatica a liberare gli esterni per il cross e più in generale a far girare il pallone con rapidità e raziocinio nella trequarti avversaria.

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Nell’unica volta in cui nel derby l’Inter ha creato qualcosa nella fascia centrale che non fosse meccanico è arrivata l’azione più importante della partita.

Come si difende la pericolosità della Lazio?

La Lazio è una delle squadre in Serie A con la più efficace fase di transizione offensiva: merito del lavoro di Inzaghi, ma anche delle caratteristiche dei suoi giocatori, che aggiungendo ognuno il suo mattoncino, contribuiscono a renderla fluida ed efficace su più fronti. Dove la Lazio fa veramente la differenza in transizione offensiva è nella combinazione tra il movimento in profondità della punta, Immobile, e la versatilità di chi ha la palla, Milinkovic-Savic o Luis Alberto, negli spazi di mezzo in zona di rifinitura.

Difendere le transizioni è tanto una cosa atletica che mentale, serve lettura e concentrazione. Il problema principale di Spalletti, quindi, sarà quello di scegliere chi far giocare nei propri spazi di mezzo difensivi per rendere il più complicato possibile a Milinkovic e Luis Alberto stoppare il pallone e alzare la testa. Con Borja Valero davanti alla difesa l’Inter guadagna nella lettura, ma soffrirebbe nel mismatch fisico con Milinkovic-Savic. È immaginabile, quindi, che Spalletti preferisca avere Borja Valero più avanzato, perché il confronto fisico tra i due rischia di spazzare via il talento spagnolo. In questa Inter, lo spagnolo deve giocare sempre, ma bisogna anche metterlo in condizione di non dover pensare continuamente a cosa fare senza palla, liberandolo da compiti difensivi che ne limiterebbero la partecipazione in costruzione e rifinitura. Con un cliente come Milinkovic-Savic da tenere d’occhio, Borja rischierebbe davvero di scomparire.

L’Inter potrebbe difendere più comodamente con una mediana Gagliardini-Vecino, così da provare almeno a reggere fisicamente sempre Milinkovic-Savic. Rimane la questione Parolo, che quando si alza può essere preso da uno dei due centrocampisti, rischiando così di liberare Luis Alberto. Ovvio che la coperta sia particolarmente corta per l’Inter, considerati i momenti di forma non ottimali di Joao Mario e Brozovic, ma il problema principale resta come difendere Milinkovic-Savic, ed è normale che le attenzioni di Spalletti vadano prima di tutto in quella direzione.

Come si difende contro Icardi?

L’Inter è di gran lunga la squadra che prova più cross a partita della Serie A (28), tre in più a gara rispetto alla Roma seconda (statistica che però si è abbassata dalla partita con la Juventus). Il motivo è dato dalle caratteristiche dei giocatori, primo fra tutti la stella della squadra, Mauro Icardi, il primo finalizzatore, che per fare il suo gioco deve ricevere il pallone in area di rigore, possibilmente proveniente dai lati. Bloccare Icardi in area non è certo facile e il modo è non fargli arrivare l’ultimo passaggio. È quello che hanno fatto alcune avversarie dell’Inter, difendendo con un blocco basso che tiene sempre almeno due giocatori nella zona di ricezione di Icardi per togliergli quei vantaggi nelle letture e nei movimenti che a inizio stagione ne esaltavano il talento di finalizzatore.

La Juventus, ad esempio, contro l’Inter è riuscita a combinare la difesa dell’area di rigore con le schermature sull’esterno, rendendo sterile l’Inter proprio dove ha più difficoltà, in zona di rifinitura. Quando la manovra della squadra di Spalletti non può verticalizzare per vie centrali diventa leggibile, arenandosi nella ricerca del cross di Candreva con ostinazione. Se difesa posizionalmente e con attenzione, l’Inter fatica tantissimo anche solo a far arrivare il pallone in area di rigore, se non appunto con una giocata in fascia. Per come difende la Lazio, grazie alla difesa a 5, la ricerca della superiorità numerica in area con almeno un uomo che si allarga sempre su Candreva e Perisic dopo la ricezione è la strategia più probabile e naturale. Ma, come detto, Spalletti sembra saperlo: quindi resta da vedere quale strategia avrà pensato per non sbattere contro il muro biancoceleste.

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Candreva ha il pallone e Cancelo si sovrappone per dare l’opzione di passaggio e poi arrivare al cross. L’italiano vorrebbe anche crossare, ma Icardi è marcato e in generale il Sassuolo ha una schiacciante superiorità numerica in area. Andrà quindi a un tiro da fuori facile per il portiere.

Una partita psicologicamente delicata

Inzaghi ha detto in conferenza stampa che questa partita non conta ai fini della classifica: il campionato è ancora lungo e l’allenatore non pensa che il quarto posto verrà giocato su questi tre punti. La Lazio sta facendo la sua stagione puntando al quarto posto ragionando però di partita in partita, visti anche gli impegni europei. Ha perso con Napoli e Roma, ma ha battuto la Juventus e in generale una sconfitta contro l’Inter minerebbe più l’orgoglio che la classifica finale.

Però questa gara è veramente importante sia per le ambizioni di classifica che per il momento della stagione che sta affrontando Spalletti. Paradossalmente, anche accettando la lettura di Inzaghi per quanto riguarda la classifica, dal punto di vista psicologico perdere per la quarta volta consecutiva rischierebbe di minare seriamente le ambizioni di un gruppo che forse ha avuto successo troppo in fretta, quando i progetti solitamente sono ancora in fase di consolidamento. Spalletti è un grande motivatore e dovrà dare fondo a tutta la sua abilità per far reagire la sua squadra e tenere fede a quelle promesse che, volendo o no, anche solamente sul piano del gioco e dei risultati, l’Inter ha creato nei propri tifosi. Non si parla di Scudetto, ovviamente, ma l’Inter ha dimostrato di poter giocare alla pari contro le prime quattro o cinque squadre del campionato.

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