Milan, il bilancio di fine 2017: Calhanoglu sale, Bonucci scende

Serie A

Marco Salami

Calhanoglu e Bonucci (foto Lapresse/getty)

Il Milan chiude il 2017 con il pareggio 1-1 contro la Fiorentina. Per Gattuso sarà un capodanno di bilanci: chi sale e chi scende nei rossoneri? Calhanoglu ha segnato e convinto contro i viola. Suso è una costante. Passo indietro invece per Bonucci. Da dove ripartirà il 2018 del Milan?

GUARDA TUTTI GLI HIGHLIGHTS DI SERIE A

CLICCA QUI PER RISULTATI E CLASSIFICA

C’è chi sale e c’è chi scende nel Milan che saluta un 2017 pieno di cambiamenti. La nuova proprietà cinese è stato un cambio epocale per i rossoneri, mentre il mercato, ricco e con tanti soldi da investire, sembrava tornato quello di un tempo. Poi, però, ha parlato anche il campo, e se invece c’è qualcosa che non sembra affatto cambiato rispetto al passato più recente è proprio quello, se non in peggio. Il primo posto in classifica, ma dalla parte destra, fotografa la prima parte di stagione di una squadra che ancora non c’è, ma che può ripartire proprio da questo finale di annata per le nuove speranze del 2018. Le ultime due partite, tra Coppa Italia e il pareggio 1-1 a Firenze aprono infatti qualche spiraglio su un futuro migliore. Dopo il primo gennaio di riposo, la squadra tornerà ad allenarsi a Milanello martedì 2 all’ora di pranzo. Gattuso per quel momento avrà già fatto alcuni bilanci, partendo magari dagli aspetti positivi degli ultimi giorni. Su tutti la crescita fisica, ma soprattutto mentale della squadra. Eliminare l’Inter dalla Coppa Italia ha sicuramente portato una scarica di adrenalina nello spogliatoio, ma non poteva certo una sola vittoria risolvere tutti i problemi rossoneri. Aver riacciuffato la Fiorentina con il gol di Calhanolgu è però già un secondo inizio. Il Milan aveva infatti sempre perso in questa stagione una volta andato sotto nel punteggio, otto volte su otto. Al Franchi il primo sussulto, la prima rimonta. In più Gattuso è stato più che mai pragmatico. Più che mai allenatore, vero. Sapeva dei 120 minuti nelle gambe dei suoi giocatori. Sapeva che la squadra aveva sempre perso, fin lì, contro tutte le squadre che la precedevano in classifica. Ebbene il pari sarebbe stato un risultato ottimo. Quello che voleva e quello che ha ottenuto, indovinando il cambio che è valso un punto prezioso, e che fa morale. Già, il primo vero elemento di speranza targato 2018 è questo, parola sua: “Mi sta piacendo la mentalità di questo gruppo - ha detto l’allenatore del Milan dopo la partita - Non siamo bellissimi ma stiamo cominciando a fare le cose da squadra”.

Doppie punte

Sale la mentalità, dunque. Quelli che non aumentano però sono i gol degli attaccanti. Altro spunto di riflessione per tutto l’universo Milan. Vero, l’attaccante centrale che gioca da titolare lavora sempre molto per la squadra, ma segna poco. Cutrone ha sgomitato per tutta la partita contro i centrali della Fiorentina, così come Kalinic uscito malconcio dal derby di Coppa Italia. Le punte lavorano per i compagni, certo, così come aveva nei suoi piani Vincenzo Montella nell’acquisto proprio di Kalinic: bravo soprattutto in quello. Eppure i gol servono, più che mai. Il Milan è undicesimo in classifica, e ha anche l’undicesimo attacco della Serie A. I gol totali sono 24, e solo 6 sono arrivati dalle punte (4 Kalinic, 2 Cutrone, che in campionato non segna dalla terza giornata). André Silva è ancora a secco e segna solo in Europa League. Questione di precisione ma anche e soprattutto di costruzione del tiro. Al giro di boa della Serie A il Milan è la quarta squadra per numero di tiri tentati in campionato (325, dati Opta), ma quintultima per percentuale realizzata (7,38%). Serve ancora più lavoro delle punte per la squadra, o - all'opposto - più lavoro della squadra per le punte? E' probabilmente questo uno dei problemi che Gattuso avrà in testa nei primi giorni e nei primi mesi del nuovo anno. Esattamente come il numero di attaccanti da mettere in campo, dopo che contro i viola il pari è arrivato con Cutrone e André Silva a far reparto contemporaneamente. L’unica certezza è che i gol servono, tremendamente, per risalire in classifica.

Chi sale e chi scende

Contro la Fiorentina ci ha quindi pensato Hakan Calhanoglu a riacciuffare il pari, con una volée di destro nata dal solito squillo del solito (e spesso solo) Suso. In Coppa Italia contro l’Inter il turco era entrato bene in partita, tra corsa in mezzo al campo e qualità in attacco. Eppure il periodo era di quelli più neri per lui: 3 volte in campo e 4 fuori nelle ultime 7 partite di Serie A, e mai titolare. La stagione, invece, la aveva iniziata nel migliore dei modi. Fedelissimo del centrocampo di Montella e subito in gol, nella prima di Europa League contro l’Austria Vienna: una sassata sotto l’incrocio condita da due assist. Poi il blackout: mai decisivo, sempre timoroso di sbagliare, quasi a voler nascondere quel talento che invece ha. Nel mese del mercato, quello di gennaio, verosimilmente senza grandi acquisti, può essere proprio Calhanoglu il nuovo-vecchio colpo del Milan di Gattuso, che è felice per lui e di lui: “Come è rinato? Grazie al lavoro, alla passione e alla sua voglia. Interpreta gli allenamenti in modo positivo, ha delle doti incredibili, ma per giocare a calcio bisogna allenarsi sempre al massimo”. Sale Calhanoglu, ma salgono in realtà anche Montolivo - titolare nelle ultime otto e sempre in campo dal primo minuto con Gattuso in panchina - Suso e Donnarumma. E se lo spagnolo è in realtà una costante di tutto il 2017 rossonero, Gigio Donnarumma è rinato dopo le nuove polemiche sulla sua permanenza al Milan. Contro la Fiorentina 100 presenze in Serie A, numero mostruoso per un classe ’99, buone parate e poi, non da ultimo, le parole, positive: ”Il mio futuro? Ho quattro anni di contatto”. Per quattro che salgono, però, anche uno che scende, oltre ovviamente ai tanti stazionari che devono ancora riscattare una pessima prima parte di stagione. Leonardo Bonucci contro la Fiorentina ha fatto un passo indietro, dopo una partita di Coppa Italia sembrava aver restituito al Milan un Bonucci rinvigorito, soprattutto in fase difensiva, sebbene non straordinario in quella di impostazione. Contro i viola il nuovo flop è fotografato dall’incornata di Simeone che avrebbe potuto decidere il match, proprio su una sua mancata marcatura. “Non deve crescere solo Bonucci - ha detto lo stesso Gattuso dopo la partita - tutta la squadra deve migliorare nelle convinzioni”. Vero, perché solo così il Milan può ripartire. Sempre in meno a scendere, e sempre in più a salire. Per un 2018 totalmente diverso.

Arriva sempre primo

Ricevi live da SkySport le breaking news sui principali eventi sportivi. Per accettare le notifiche devi dare il consenso nel successivo popup.

Ricevi le notifiche