Benevento, salvezza possibile? Da Brignoli a Brignola: quanti colpi di... Coda

Serie A
Enrico Brignola, attaccante del Benevento (getty)

Due vittorie consecutive per i giallorossi, che si sono riportati a -8 dalla salvezza. La squadra di De Zerbi ci crede e lo fa grazie alle super giocate di Massimo Coda e al suo giovanissimo talismano Enrico Brignola. Storie di gol, speranze e segnali...

SERIE A, RISULTATI E CLASSIFICHE

E venne il giorno in cui, sì, il Benevento può forse tornare a crederci. La quota sette punti fino a solo poche settimane fa sembrava la vetta dell’Everest. Oggi, però, in giallorosso le cose sembrano cambiate: due vittorie consecutive e un il 2018 che può cominciare con un altro spirito e con altre, dolcissime speranze. Salvezza possibile? Chissà. Ciò che è certo è che la distanza dal quartultimo posto (attualmente a quota 15 punti) si è ridotta quasi del 50% nello spazio di sette giorni, grazie a due vittorie storiche: prima  l’1-0 rifilato al Chievo Verona, poi la clamorosa rimonta contro la Sampdoria. E le dirette concorrenti tutte a secco. Ecco che, quindi, per la truppa di De Zerbi non è ancora detta l’ultima parola: 18 giri al traguardo e 8 punti da recuperare, è ancora tempo di crederci.

Colpi di… Coda

Il Benevento non vuole morire, sebbene fino a due settimane fa i numeri raccontassero un altro tipo di situazione. Che oggi, va detto, è ancora critica, ma è da considerarsi un lusso rispetto al recente passato. Sette punti che garantiscono speranza e infondono nel gruppo di De Zerbi ancora più motivazioni. Che si sono viste eccome nella gara contro la Sampdoria: prima lo svantaggio, poi la rimonta - completata nel finale - di pura cattiveria e agonismo. A parti invertite: se prima era il Benevento a crollare nei minuti finali, ora riesce anche a vincere. Un 3-2, quello del Vigorito, che porta ancora una volta la firma di Massimo Coda, volto della rinascita delle Streghe che fino a pochi giorni fa era pronto a partire in direzione Serie B. Suo il gol contro il Chievo, sua la doppietta ai blucerchiati (completata poi dal gol di Brignola). E che doppietta: prima un super gol di sinistro a giro, poi la punizione di destro a battere Viviano. Chiamateli, se volete, colpi di… Coda.

Brignoli-Brignola: segnali e talismani

Nelle cronache dell’inseguimento del Benevento alla salvezza non può che comparire anche un elemento mistico, sovrannaturale. I “segnali”, quelli, di certo non sono mancati. Basti pensare al gol di Brignoli, storico quanto inimmaginabile: primo punto della storia in Serie A del club grazie a una rete segnata di testa del portiere di riserva, allo scadere e contro il Milan. Da tramandare nei secoli. Ma c’è di più: se da una parte Brignoli è ormai l’eroe del popolo giallorosso, dall’altra c’è un giovanissimo talismano che potrebbe presto diventarlo. E ha anche un cognome piuttosto simile: Brignola. Da Alberto a Enrico: storie di personaggi e gol. Il classe 1999 non fa il portiere ma l’attaccante, e a Benevento può essere a tutti gli effetti già considerato il volto della speranza. Quando gioca, infatti, la squadra di De Zerbi non perde mai: era in campo nel finale di gara con il Milan, ha giocato (e segnato) nei match contro il Chievo Verona e la Sampdoria. Un portafortuna speciale che può accompagnare il Benevento nella sua rimonta, oggi di nuovo possibile.

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