Elezioni Figc, i programmi dei candidati: le idee di Gravina, Sibilia e Tommasi a confronto

Serie A

Tre candidati alla presidenza della Figc: Gabriele Gravina (Lega Pro), Damiano Tommasi (Assocalciatori) e Cosimo Sibilia (Dilettanti). In attesa delle votazioni ecco i loro programmi elettorali e le posizioni su alcuni temi fondamentali come la governance del calcio, le riforme e la Nazionale

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I programmi dei candidati in ordine alfabetico

GRAVINA

1) Il Club Italia gestirà tutte le nazionali, comprese quelle femminili e di calcio a 5, sarà organizzato come una società, con un Consiglio d’amministrazione, un Direttore generale che si occupa della gestione operativa e delega compiti precisi a un referente tecnico e a un referente amministrativo. Tra gli obiettivi non solo rilanciare la Nazionale e tutto il movimento, ma anche promuovere il “brand” FIGC
2) Il candidato della Serie C ha promesso di rivedere gli anacronistici pesi elettorali, magari studiando un sistema di golden share, cioè di voto privilegiato, su argomenti di interesse per le relative componenti, in modo da dare più peso alle Leghe di A e di B ma riconoscere più potere decisionale ai dilettanti o alle componenti tecniche su questioni a loro care.
3) Gravina è l’unico che parla di format nuovi: 20 club di serie A e 20 per la serie B che quindi dovrebbe ridurre il suo attuale campionato. E’ prevista inoltre una revisione dello status della Serie C che passerebbe nella condizione “nuova” del semiprofessionismo: sgravi fiscali per rendere meno traumatico il passaggio dal dilettantismo al professionismo, soluzione che per il candidato aiuterebbe a limitare i fallimenti di tanti club.
4) Le società per iscriversi devono avere conti e carte in regola. Per questo al sistema attuale di controlli si aggiunge il Casellario di onorabilità per le proprietà.
5) Il programma di Gravina ha l’ambizione di portare i grandi eventi calcistici in Italia. Non basta Euro2020, il prossimo campionato europeo itinerante che partirà da Roma, ma l’ambizione è quella di riuscire ad ottenere l’organizzazione di Euro 2028.
6) Per questo serviranno degli impianti all’altezza e allora grande supporto verrà dato ai club per realizzazione di stadi “smart” attraverso il Tavolo Permanente “Stadio Italia”, che si occuperà di sostenere le società a livello burocratico, legislativo, logistico oltre che aiutarle a reperire i fondi necessari per la costruzione e la manutenzione degli impianti sportivi.
7) Ma la crescita passa anche attraverso l’insegnamento del calcio. Ecco perché Gravina ha pensato a una sorta di “Erasmus” per i settori giovanili, stimolati attraverso scambi tecnico-culturali con altre federazioni estere. Gravina punta a trasformare i Centri federali territoriali in Accademie aperte anche giovani dei club professionistici.
8) In questo senso si inquadra la volontà di chiedere alle istituzioni scolastiche di inserire l“Ora del calcio” obbligatoria nella scuola dell’ordine. Sport, educazione e salute: tra gli altri progetti c’è quello della cartella clinica digitale per tutti i tesserati, un modo per dedicare maggiore attenzione alla salute degli atleti

SIBILIA

1) Anche per Sibilia il Club Italia deve essere gestito come un club vero e proprio, con il Presidente che delegherà gli aspetti tecnici a un Responsabile. Un ex calciatore? Nel programma di Sibilia i grandi ex vengono chiamati in causa come testimonial ma eventuali accordi elettorali possono aprire le porte del Club Italia a chi ha fatto la storia della Nazionale
2) Con Sibilia presidente sarà difficile ipotizzare a una modifica dei pesi elettorali attuali: la LND dovrebbe tenersi stretto il 34 % con cui si presenta a queste elezioni
3) Percentuale che potrebbe essere messa in discussione da un discorso più ampio sui format dei campionati che però Sibilia rimanda al post-elezioni: nel suo programma, sintetico per autodefinizione, ritiene non opportuno addentrarsi in questione che vanno discusse e condivise
4) Nessuna modifica sostanziale neppure per i Centri Federali territoriali, se non la volontà di incentivarne lo sviluppo anche attraverso il finanziamento di una capillare attività di scouting per scovare giovani talenti da coltivare nei Centri.
5) Giovani che potrebbero crescere anche attraverso le Seconde squadre dei club di A, costruite solo con i giovani Under 21, che parteciperebbero al campionato di Serie C
6) Per Sibilia resta fondamentale incentivare e gratificare i settori giovanili efficienti con un sistema di rating che conceda dei bonus economici ai più brillanti
7) Non a caso il programma prevede un’Anagrafe dei dirigenti sportivi, utile a segnalare quelli virtuosi e più preparati e allo stesso tempo controllare chi si macchi di irregolarità o addirittura reati sportivi.
8) Al centro del programma di Sibilia c’è soprattutto la Riforma della Giustizia Sportiva, con la modifica della responsabilità oggettiva dei club per arrivare a una responsabilità effettiva. Non solo, la LND vorrebbe una scuola di formazione per chi andrà a comporre gli organi di giustizia sportiva e l’introduzione del Processo Sportivo Telematico

TOMMASI

1) Il Club Italia è centrale nel progetto di Tommasi ma soprattutto lo è il ruolo degli ex calciatori e delle calciatrici, che occuperebbero ruoli chiave e di responsabilità, oltre che offrire la propria immagine per le sponsorizzazioni. Anche in questo caso la gestione è simile ai club e prevederebbe le figure classiche: un presidente dedicato, un direttore a supporto del commissario tecnico, degli staff strutturati e dei responsabili organizzativi simili ai segretari.
2) Ma quello che marca la differenza con gli altri programmi è il progetto dettagliato sulle Seconde squadre: rose formate da Under 21, Under 23 e fuoriquota, iscritte al campionato di Serie C con possibilità per la prime squadre di utilizzare solo i giocatori under per un numero limitato di partite da stabilire. 
3) Tommasi sogna una nuova Coppa Italia allargata ai Dilettanti ma con un torneo preliminare estivo facoltativo 
4) La Federazione guidata da lui si impegnerebbe con la FIFA per modificare il numero delle sostituzioni anche tra i professionisti, portandole da tre a 5.
5) Come Gravina, Tommasi vorrebbe aprire i Centri federali ai club professionistici che sarebbero parte attiva nella crescita dei ragazzi. Crescita che passa, per il candidato dell’AIC, dalla revisione del vincolo sportivo, del premio di preparazione e dell’obbligo di schierare i giovani. Obbligo non vuol dire fiducia, è lo slogan di Tommasi, e non significa formazione: l’attuale sistema prepara i giovani alle categorie inferiori è spesso è causa di abbandono.
6) Per insegnare calcio però servono “aule”, cioè strutture. Ecco perché un centro sportivo di qualità diventerebbe condizione indispensabile per l’iscrizione ai campionati
7) Nell’ottica dei controlli severi delle proprietà delle società, Tommasi propone un Casellario sportivo per chi ha una quota almeno del 10%.
8) Come Gravina è pronto a ridiscutere i pesi elettorali del sistema FIGC, restituendo centralità alla Lega di Serie A, ipotizzando di riequilibrare i voti tolti ad alcune componenti attraverso una ridistribuzione della mutualità.

Il senatore, il professore e l'ex calciatore, tre profili diversi per una sola poltrona. Sibilia è il politico navigato, sia in Parlamento che tra i palazzi del calcio, e da onorevole sullo scranno prova a intrecciare alleanze. Tramontata l'ipotesi AIC, almeno sino al primo scrutinio, la sua speranza si chiama soprattutto Serie A, alla quale ha strizzato l'occhio facendo appello allo storico asse tra il calcio di base e il calcio di vertice. Interessi evidentemente opposti. Sarà per questo che il suo programma, sintetico per autodefinizione e molto attento al tema della giustizia sportiva, promette di ridisegnare il format dei campionati solo dopo un tavolo di confronto, al contrario di Gravina - che propone A e B a 20 squadre e il nuovo status di semiprofessionismo per la C - e di Tommasi, che non modifica il numero delle società ma aumenta i paletti per le iscrizioni. Sibilia è l'unico a non voler ripartire il peso politico delle componenti, al contrario di Gravina che propone nuove percentuali ma con voti privilegiati, la classica golden share, su temi sensibili. Esempio? Sul Var gli arbitri potrebbero pesare più del 2%. Ecco perché, a sorpresa, il professor Gravina potrebbe veder crescere il suo gradimento, anche grazie agli asset strategici che potrebbero sedurre A e B: impianti, da sviluppare attraverso il tavolo permanente chiamato "Stadio Italia", e settori giovanili, trasformando i Centri Federali in Accademie aperte anche agli atleti dei club professionistici. Va cauto invece sulle seconde squadre, al contrario di Tommasi che dedica al tema un progetto articolato, con rose formate da fuoriquota più Under 21 e 23 che potrebbero essere schierati in prima squadra per un numero limitato di partite. Questo sì che potrebbe far gola alla serie A, ma agli occhi dei presidenti il binomio ex calciatore + sindacalista gioca contro Tommasi. Dribblare i pregiudizi non sarà semplice.

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