Serie A, virtuosi e virtuali: i due piani distinti del calcio

Serie A

Massimo Corcione

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Come ogni lunedì il commento al weekend di campionato che ha visto Napoli e Juventus vincere e scavare un solco ancora più ampio sulle avversarie e Gigi Buffon festeggiare i suoi primi 40 annI

40 ANNI BUFFON: LO SPECIALE

 

Il campionato è un affare privato tra Napoli e Juventus, le altre anziché accelerare, frenano, ma l’ottimismo sulla qualità del torneo continua a dominare tra chi per lavoro prova a dare giudizi e ad anticipare tendenze. Su Inter e Roma gli errori più evidenti: nessuno aveva previsto che a questo punto della stagione fossero tanto lontane dalla testa della classifica. Una valutazione tanto errata risente anche di contingenze ambientali: l’esaltazione delle prime giornate non è stata gestita benissimo e oggi si sopportano conseguenze non previste. Continua, poi, il processo al VAR, ed è solo questione di uomini, perché a prendere le decisioni sono sempre loro: le immagini ci sono, basta riguardare quelle giuste, magari sviluppando una competenza specifica che non sia solo duplicazione della figura arbitrale.

Ma, scusate se insisto, l’impressione è che il calcio viva ormai su due piani distinti, lontani anni luce l’uno dall’altro. Su quello più alto abitano i virtuosi: i calciatori, innanzitutto. Il calcio lo giocano loro, giusto che siano i protagonisti principali, gli autori e gli interpreti dello spettacolo. Radunano negli stadi folle di entusiasti, lentamente fanno riscoprire entusiasmi che parevano lontanissimi. Con loro i tifosi: costituiscono l’indispensabile anima popolare del fenomeno, la base senza la quale tutto crollerebbe, e non solo per una questione economica. Su questo livello si vive soprattutto di passione, insegui sogni spesso anche irrealizzabili, che ti regalano però momenti di estasi pura.

Si deve scendere molto più giù per vedere l’altra faccia: la prima differenza, quella che salta all’occhio, è la perenne assenza di sorrisi. Aspetto duro, ghigno feroce, mano spesso davanti alla bocca per evitare che il labiale possa tradire chi sa quali segreti. Gli abitanti di questa parte del pianeta li conoscete bene: vivono alimentandosi delle disgrazie altrui, godono se qualcosa non funziona, senza far nulla per riparare. Più che fare, molti di questi strani individui scrivono: in maniera preferibilmente anonima, usano la tecnica della condivisione social per partecipare maldicenze più che gioie. Contro tutto e contro tutti: hanno tentato di rovinare anche la festa di compleanno di Gigi Buffon, un eroe positivo che supera le divisioni. Almeno in questo hanno fallito.

Purtroppo sono anche la razza padrona, e non è assolutamente questione di geni o di colore della pelle. Stanno avvelenando l’ambiente e nessuno ha ancora trovato l’antidoto per ridurli all’impotenza. E così si precipita; purtroppo non si può prevedere quando la caduta si arresterà. L’unica certezza è che comincia oggi una settimana forse decisiva per provare a cambiare qualcosa. O per dimostrare che sia indispensabile cambiare tutto.

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