Corsa scudetto Serie A, Napoli-Juve. Chi è avvantaggiato dalle coppe europee?

Serie A

La Champions e l'Europa League influiranno sul duello per la lotta al titolo? Il Napoli avrà un calendario sulla carta più facile e meno pressione per la Coppa, ma potrebbero pagare la partita del giovedì

SERIE A, RISULTATI E CLASSIFICA

Il Napoli sabato ha battuto la Lazio con un nettissimo 4-1 e ha effettuato il controsorpasso ai danni della Juventus, vittoriosa 24 ore prima su un campo ostico come quello di Firenze. Una prova di maturità da parte di entrambe che continuano a viaggiare a ritmi altissimi e rendono ancora più avvincente ed equilibrato il campionato. Con questo trend difficilmente la lotta per il titolo si risolverà prima delle ultimissime giornate. Dopo questo weekend un altro passaggio fondamentale della stagione è rappresentato dai prossimi 30 giorni, nel corso del quale si giocheranno 4 turni di Serie A che potrebbero dare una prospettiva più chiara al duello scudetto. Il Napoli, capolista con 63 punti, affronterà ora due sfide contro formazioni in piena lotta per la salvezza, SPAL e Cagliari. Il prossimo appuntamento prevede il match contro la squadra ferrarese, una delle poche in grado di mettere in difficoltà gli azzurri fino a questo momento. Nella gara d'andata infatti fu necessaria una rimonta d'orgoglio (una delle 7) e un guizzo di Ghoulam, costretto a saltare tutto il prossimo mese a causa dell'infortunio alla rotula, per mettere al tappeto i ragazzi di Semplici. A senso unico fu invece la partita contro il Cagliari, terminata 3-0, ma questa volta gli uomini di Sarri dovranno giocare in trasferta e Lopez non si sente tranquillo con 8 punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Dopo questa coppia di partite per il Napoli arriveranno gli incontri più ardui: prima la Roma al San Paolo, poi l'Inter lontano da casa. Entrambe puntano alla Champions e a fare la differenza potrebbero essere proprio i punti raccolti negli scontri diretti. Quattro gare in cui saranno assenti, oltre al terzino argentino, anche Milik, Chiriches e con un Hamsik non al 100%.

Forse anche più complicato il cammino che attenderà la Juve nei prossimi 4 turni. I bianconeri potranno a loro modo decidere la corsa per l'Europa League. Si scontreranno infatti con Atalanta, Udinese e Torino e questo mini ciclo inizierà propro con il derby contro i granata, reduci da 11 punti in 5 partite sotto la gestione Mazzarri. Tra la sfida ai ragazzi di Gasperini e a quelli di Oddo ci sarà poi l'impegno più probante per i bianconeri: la gara esterna sul campo della Lazio, l'unica squadra quest'anno capace di vincere all'Allianz Stadium. Allegri in questo mese non potrà contare invece su Cuadrado, Matuidi, Howedes e forse Dybala.

Fattore Coppe

Nel mezzo di queste quattro partite non andrà sottovalutato poi l'impegno delle due squadre nelle coppe, fattore che potrebbe indirizzare di conseguenza anche l'andamento del campionato. La Juve se la vedrà, nel doppio incontro degli ottavi di Champions, contro il Tottenham, mentre il Napoli affronterà il Lipsia nei sedicesimi di Europa League. Gli azzurri avranno lo svantaggio, in ottica scudetto, di giocare sempre di giovedì e avere meno tempo di preparare la sfida successiva, ma a differenza della squadra di Allegri non hanno l'ossessione di vincere la Coppa europea e potranno concentrare le loro energie principalmente sul sogno tricolore, avendo un calendario sulla carta anche meno complicato. La Champions è invece un pallino della Juve, forse anche più del campionato, e potrà garantire lo stesso rendimento in entrambe le competizioni solo con una condizione fisica eccellente da parte di tutti i suoi effettivi. Allegri ha a disposizione una rosa più ampia rispetto a quella di Sarri e potrà quindi usare maggiormente il turnover, mentre l'allenatore del Napoli potrà anche fare a meno delle prime linee in Europa League e preservare due giocatori come Callejon e Insigne che hanno bisogno di recuperare energie per dare il meglio.

Il Napoli ricorda...

Il Napoli visto contro la Lazio, in particolare il secondo tempo, ha incantato tutti. Non è stata la prima prestazione spumeggiante offerta dalla squadra di Sarri, che nel corso di questo triennio napoletano e non solo ha ricevuto elogi per il bel calcio da tantissimi colleghi, in primis da un vincente come Pep Guardiola. Durante lo "Sky Calcio Show Countdown" è stato chiesto agli ospiti a quale squadra del passato potrebbero essere paragonati gli azzurri. A Giancarlo Marocchi ad esempio ricorda la prima Roma di Spalletti, quella del 2005-2009, che regalava spettacolo a tutta Europa con Totti nel ruolo di centravanti. Quella formazione tuttavia riuscì a conquistare solo due Coppe Italia e una Supercoppa. "Dovesse vincere ci sarebbe un evoluzione" ha affermato l'ex giocatore. Marchegiani ha invece paragonato l'allenatore del Napoli a Sacchi e Zeman, due innovatori che hanno cambiato il modo di giudicare il calcio a cavallo degli anni '90. Una similitudine condivisa anche da Paolo Condò che ha aggiunto una distinzione: "Dipende dal risultato finale. Se vincerà lo scudetto assomiglierà più a Sacchi, altrimenti seguirà più il filone di Zeman che ha fatto belle cose, ma non ha vinto". L'opinionista, nonostante questa premessa, ha scelto per il suo paragone una squadra che non è riuscita a vincere nulla: l'Olanda del 1974, quella di Cruyff, Rep, Krol e Jansen. La squadra prototipo del calcio moderno e spettacolare che però, al Mondiale tedesco, perse la finale contro i padroni di casa della Germania. Non megliò andò all'Europeo disputatosi due anni dopo in Jugoslavia, quando gli Oranje conclusero al terzo posto il torneo. Amara fu anche la sconfitta al Mondiale argentino del 1978, senza Cruyff, perso di nuovo in finale contro l'Albiceleste

La maturità raggiunta dagli azzurri

La grande forza del Napoli in questa stagione è quella di saper portare a casa la vittoria dopo una situazione di svantaggio. Con il poker rifilato alla squadra di Simone Inzaghi, gli azzurri hanno messo a segno la 7^ rimonta stagionale, la seconda contro la Lazio. Alla 100esima in A Sarri ha raccolto il 71° successo e ora la media alla guida del Napoli è di 2.3 punti a partita, con 11 giocatori andati in rete in stagione. Capacità di reggere la pressione. Una maturità, quella raggiunta dal Napoli, sottolineata anche da Marocchi: "La vittoria rappresenta un'altra prova della sua forza - ha detto -. L'anno scorso solo una volta su dieci ha rimontato da situazione di svantaggio a vittoria, questa stagione l'esatto contrario. Solo contro la Juve non ce l'ha fatta. È una squadra che mantiene la calma nei momenti difficili, lo ha imparato anche il suo allenatore, un integralista. Adesso l'importante deve essere il risultato, non il gioco quindi si può anche soffrire una mezz'ora contro la Lazio, non è un dramma". Dello stesso avviso anche Condò che ha affermato: "È stato un successo di incancolabile importanza perché nel primo tempo la Lazio tatticamente era superiore ed è andata più vicina lei al raddoppio che il Napoli al pareggio fino all'episodio del gol di Callejon. Capacità quindi anche di difendere lo 0-1, nel secondo tempo poi non è rimasta pietra su pietra dei biancocelesti".

Momento bianconero

Se Sarri e il Napoli registrano numeri record, non da meno è Massimiliano Allegri che, rispetto al suo collega, vanta una media punti sulla panchina bianconera ancora migliore (2.4 a partita). 13 sono invece i giocatori andati a segno, ma la statistica impressionante è rappresentata dall'andamento della Juve nelle ultime 11 giornate: 31 i punti raccolti con appena un gol subito. Alcuni contestano però la bellezza del gioco dei bianconeri, meno spettacolare rispetto a quello del Napoli. "Anch'io come la maggior parte dei commentatori ritengo più bello il calcio del Napoli - ha dichiarato in studio Paolo Condò -. Premesso questo, dico anche che il calcio non è il balletto. Alla fine non c'è una giuria che deve alzare una paletta e dare i voti all'estetico di ciò che ha visto. L'estetica conta zero o meglio conta soltanto per come quel tipo di estetica ti fa arrivare a un determinato risultato. Quindi trovo stucchevoli questi discorsi sul calcio bello o calcio brutto. Conta il calcio efficace e lo intrepretano entrambe". Due tipi di gioco differenti quindi, una teoria condivisa anche da Marocchi e Marchegiani. "La Juve di Firenze mi è sembrata una squadra centrata per quello che deve essere l'obiettivo - le parole dell'ex portiere -. Ha sofferto in alcuni tratti della partita la Fiorentina, ma non ha mai dato la sensazione di essere in affanno. Per assurdo mi è sembrato più in affanno il Napoli del primo tempo contro la Lazio, ma sono due squadre che stanno facendo il loro cammino secondo la loro fisionomia di gioco". Sulla stessa linea di pensiero anche Marocchi: "Anch'io sono d'accordo, sono differenti - sostiene in chiusura -. La Juve è padrona fisicamente e tecnicamente del campo. A Firenze c'erano 3-4 giocatori che pensavano già al Tottenham perché tra di loro pensavano che comunque la difesa non prende gol, qualcuno in avanti là giocata la trova e quindi sono tranquilli. Li ho visti un po' pigri e in tal senso non sempre ti può andar bene".

 

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