Atalanta Fiorentina 1-1, gol e highlights: Petagna risponde a Badelj

Serie A

Petagna, al suo primo gol di testa in campionato, dopo Badelj. Le squadre di Gasperini e Pioli non vanno oltre l'1-1 nel posticipo delle 18 della 25^ giornata di A. I viola chiudono in 10 per l'espulsione di Milenkovic. Nerazzurri con tanti cambi: giovedì il ritorno di Europa League contro il Borussia Dortmund 

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ATALANTA-FIORENTINA 1-1

16' Badelj(F), 46' pt Petagna (A)

TABELLINO:

Atalanta (3-4-1-2): Gollini; Palomino, Caldara, Mancini (75' Hateboer); Castagne, Freuler, de Roon, Gosens; Cristante (70' Ilicic); Petagna (82' Haas), Gomez.

Fiorentina (4-3-3): Sportiello; Milenkovic, Pezzella, Astori, Biraghi; Benassi (69' Dabo), Badelj, Veretout; Gil Dias (83' Thereau), Simeone (59' Falcinelli), Chiesa.

Ammoniti: Simeone (F), Badelj (F), Benassi (F), Mancini (A), Petagna (A), Milenkovic (F), Veretout (F)

Espulso Milenkovic (F) all'84'

Petagna dopo Badelj. Atalanta e Fiorentina pareggiano 1-1 nel posticipo delle 18 della 25^ giornata di Serie A. Partita bellissima, dai ritmi alti, ricca di occasioni da rete da una parte e dall’altra. I due gol arrivano entrambi nel primo tempo: al 16’ il secondo stagionale di Badelj. Al 46’ la prima rete in carriera, di testa, di Andrea Petagna. La Fiorentina la chiuderà in dieci uomini: espulso per doppia ammonizione in due minuti Milenkovic che ha sofferto per tutto il match l’ottima vena del Papu Gomez, tornato a rendersi pericoloso come nei giorni migliori. È stato proprio lui a servire l’assist decisivo per il compagno d’attacco di sempre: è il suo settimo stagionale, di cui due casalinghi proprio a Petagna. Dopo la beffa nel finale (3-2) a Dortmund nell’andata dei sedicesimi di Europa League, giovedì è in programma il ritorno a Reggio Emilia (diretta esclusiva Sky). A spingere i ragazzi di Gasperini sarà un’intera città. La Fiorentina, dal canto suo, ha mostrato comunque di essere tornata in perfetta forma e di potersi levare importanti soddisfazioni da qui alla fine del campionato.

Le scelte

Dopo la sconfitta di misura al Signal Iduna Park, e a pochi giorni dal ritorno di Europa League contro il Borussia Dortmund, Giampiero Gasperini ne cambia sei. Sette rispetto all’ultimo match di campionato. Solo il 29 ottobre scorso, contro l’Udinese, l’allenatore nerazzurro aveva fatto tante “sostituzioni” tra una gara e l’altra. In porta allora ecco Gollini. In difesa con Caldara ci sono Mancini e Palomino. Fuori i due esterni titolari Hateboer e Spinazzola, in campo ci sono Castagne a destra e Gosens a sinistra. In mezzo De Roon e Freuler. In avanti Papu Gomez e Cristante giocano a sostegno di Petagna. Rispetto alla gara persa contro la Juventus, invece, la Fiorentina non cambia nulla. Stefano Pioli conferma Sportiello tra i pali; Milenkovic, Pezzella e Astori in difesa. A centrocampo Benassi, Badelj e Veretout. Davanti Gil Dias, Chiesa e il Cholito Simeone.
 

Fiorentina subito in vantaggio, poi Petagna

La Fiorentina viene da tre sconfitte in quattro gare, contro la Juventus ha però dimostrato di essere viva. Allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo, la squadra di Pioli parte subito con grandissima aggressività. Nei primi minuti riesce a chiudere perfettamente le linee di passaggio dell’Atalanta e, in fase di possesso palla, a creare grossi problemi a Gollini. Al 6’ Simeone riceve da Badelj: il Cholito entra in area, si libera di Caldara ma il suo tiro di sinistro finisce alto. Passano pochi minuti (dieci) e i viola passano in vantaggio con Badelj: il croato tira da fuori, Gollini non trattiene. Chiesa rimette in mezzo ma una involontaria deviazione di Mancini rimette la palla tra i piedi ancora di Badelj che segna col mancino il suo secondo gol in questo campionato. Con la rete di oggi, il centrocampista ha già eguagliato la sua miglior stagione in termini di reti (2016/2017). Per il giocatore che si sta dimostrando importantissimo per gli ingranaggi della sua squadra (ha partecipato attivamente a due gol nelle ultime due gare), è il primo gol assoluto fuori casa in sei totali in Serie A. L’Atalanta prova a reagire col palleggio, ma a costruire le migliori occasioni è la Fiorentina, soprattutto con Gil Dias al 28’ e con Astori al 42', di testa su cross proveniente da Veretout dalla bandierina. Il raddoppio però è solo sfiorato. Al 46', l’Atalanta pareggia: assist di Gomez e Andrea Petagna segna il suo primo gol in Serie A di testa. Il centravanti non segnava in campionato dal 20 settembre scorso (contro il Crotone). Un dato fondamentale: è il quinto gol messo a segno dall’Atalanta sugli sviluppi di una punizione indiretta. Con altrettante reti (5), la Fiorentina è la squadra che ne ha subiti di più.
 

Ritmi alti, la Fiorentina resta in 10

Nella ripresa i ritmi sono alti come nella prima parte di gara. L’Atalanta, che nella prima parte di gara ha effettuato solo tre tiri (ne aveva fatti meno in un primo tempo solo col Napoli il 21 gennaio scorso) torna in campo con la volontà di completare la rimonta e andare a vincere la gara. Al 50' un Papu Gomez tornato per larghe parti del match ai suoi colpi geniali, va via sulla sinistra e mette in mezzo un cross insidiosissimo: Astori anticipa Petagna salvando la sua porta. Passano tre minuti e la Fiorentina va vicina al raddoppio con Benassi. Le occasioni piovono da una parte e dall’altra: al 58’ ancora Petagna di testa, traiettoria del pallone pericolosissima, Sportiello va a togliere la palla dal "sette" più lontano. Poi si scatenano i tiratori: al 62' ci prova Castagne da fuori, al 75' Biraghi. Nel finale succede di tutto, nel giro di due minuti l’arbitro dà due gialli a Milenkovic per fallo su Papu Gomez. Rosso e Fiorentina in dieci. L’Atalanta ci prova in ogni modo e va vicina al gol con Freuler. Al 91’ Falcinelli approfitta di un errore della difesa avversaria e ha un’occasionissima addirittura per portare i viola in vantaggio: il suo tiro finisce alto. Il risultato non cambia più: l’Atalanta sale a 38 punti. La Fiorentina a 32. La squadra di Gasperini continua a inseguire la qualificazione all’Europa anche nella prossima stagione. Per quella di quest’anno, invece, non è ancora detta l’ultima parola.
 

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