Giorgio Porrà racconta Gattuso: "Un fighter rimasto paisà"

Serie A

Giorgio Porrà

La rabbia sana e costruttiva. Le origini calabresi mai dimenticate. E la milanesità. Questi ingredienti fanno di Gattuso un campione, prima sul campo "un mediano sopravvissuto alla decimazione della specie", ora in panchina. Arsenal? "Dal punto di vista del talento ha perso parecchio"

Gattuso è un formidabile valore aggiunto. Per parlare di Ringhio è giusto partire dalle sue origini, che lui, orgogliosamente, rivendica di continuo. C’è questa rabbia sana, costruttiva. Lui dice “da terrone che l’ha spinto in alto”. Nonostante non avesse il piede sopraffino si è spinto lassù e adesso è arrivato al naturale approdo, cioè la panchina del Milan. Gattuso ci fa capire che il talento è qualcosa che non è per forza innato, ma è qualcosa che si può anche costruire. È un processo evolutivo, spingendo al massimo le proprie potenzialità. Ed è quello che ha fatto da giocatore, e poi da allenatore. Gattuso è sempre stato una specie di “fighter”, è sempre entrato in scivolata, nella vita e anche sul campo. Ha avuto anche il coraggio in andare a giocare all’estero, un’esperienza che lo ha formato e temprato. Ma Gattuso è rimasto “paisà” dovunque, a Glasgow, a Berlino con Lippi e continua ancora ad essere così ed a picchiare duro sempre sugli stessi concetti: fatica, lavoro, intensità. Cerca di spigarlo a questi ragazzi del Milan che hanno un’età media molto bassa e cerca di spiegare loro che occorre non fare mai confusione tra diritti e doveri. E che devono imparare a crescere in una comunità gerarchica, come era la sua ai tempi di quando giocava.

Gattuso, mediano sopravvissuto alla decimazione della specie

Gattuso si è formato a Milanello, non soltanto a Schiavonea o Glasgow: se qualcuno della squadra dovesse sgarrare sono sicuro che avrebbe una serie di episodi ed aneddoti da citare…come quello di quando Costacurta lo prese per la collottola dopo che lui si era fatto la barba lasciando il lavandino sporco. Allora Costacurta gli diede uno schiaffo, obbligandolo a lavare tutti i lavandini dello spogliatoio. Gattuso è diventato quello che è anche per questo, formandosi sull’esempio dei grandi mediani di un tempo, ispirandosi soprattutto a Salvatore Bagni. Poi è diventato Gattuso, un caposcuola, sopravvivendo alla decimazione della specie: un mediano come Gattuso non esiste più da tempo, e neppure pallidi surrogati.

Milan-Arsenal: "Febbre a 90°" contro "Se uno nasce quadrato non muore tondo"

Wenger sta lì piantato come un semaforo, però credo che il suo carisma sia oggettivamente sfiorito nel tempo: l’ultimo grande Arsenal che io ricordi risale alla finale di Champions del 2006, vinta poi dal Barcellona. Wenger non molla perché credo abbia degli appoggi di un certo tipo in società, ma mi pare che l’Arsenal in classifica non sia messo proprio benissimo e che continui a perdere pezzi…ha Lacazette rotto, Aubameyang fuori dalla lista per l’Europa: quindi una squadra che dal punto di vista del talento puro ha perso parecchio.
Una sfida che mi piace ed è anche carica di suggestioni, su tutta una letteraria. Loro hanno “Febbre a 90°” di Nick Hornby e quell’incipit meraviglioso: “Mi innamorai del calcio come mi sarei poi innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sé.”. A questo noi possiamo contrapporre “Se uno nasce quadrato non muore tondo “, opera prima di Rino Gattuso e che Diego Abatantuono, nella controcopertina, definì un'opera fondamentale della letteratura calabrese.
 

Giorgio Porrà racconta Rino Gattuso, campione del mondo nel 2006, plurititolato in rossonero, oggi allenatore che sta riaccendendo le ambizioni europee del Milan. Con i contributi di Massimo Ambrosini, Daniele Adani e Lorenzo Amoruso. Ed i richiami letterari di Anna Billò.

"L’uomo della domenica- Gennaro Gattuso" andrà in onda su Sky Sport 1 HD sabato 24 febbraio alle 19.15 e 23.45 e domenica 25 febbraio alle 13.30.
 

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