Juventus-Napoli, 10 anni fa un distacco "monstre": poi cambiò tutto

Serie A

Alfredo Corallo

16 marzo 2008, all'Olimpico di Torino la Juventus batte il Napoli e allunga +22 punti in classifica. Dieci anni dopo il "gap" si è ridotto sensibilmente (foto Ansa)
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In attesa di sapere se il Napoli riuscirà a battere il Genoa al San Paolo per tornare a -2 dalla Juventus, abbiamo raccolto un po' di dati sul confronto tra le due squadre concentrandoci soprattutto sulla crescita degli azzurri che, "appena" 10 anni fa, a questo punto del campionato, avevano 22 punti di svantaggio dalla Juve e 34 dalla capolista Inter. Poi arrivò Mazzarri e...

"Questa squadra è nata con me, altro che 1926. Ho comprato un pezzo di carta per 33 milioni di euro, il Napoli non esisteva più, se avessi voluto avrei potuto anche chiamarlo Partenope...". Alla mitologia preferì il "pop" Napoli Soccer, che faceva più "States", ma il punto è un altro: in questi anni Aurelio De Laurentiis si è spesso raccomandato di non trascurare il passato: il "suo" passato. "Mai accontentarsi: bisogna puntare in alto, ai traguardi più ambiziosi. Allo stesso tempo, però, guai a dare per scontato o sminuire un secondo posto. Ricordiamoci sempre da dove siamo partiti: dalla serie C...". Una volta - per la verità - il presidente utilizzò anche un'espressione "leggermente" più colorita, rivolto a un giornalista, ma non è il caso di rivangarla, il concetto era quello: è giusto che il Napoli ci creda - a maggior ragione dopo lo 0-0 della Juve a Ferrara con la Spal - ma i tifosi non possono dimenticare (come potrebbero?) che soltanto nel 2004 la loro squadra fu cancellata dalla geografia del calcio e che - oggettivamente - il lavoro fatto da allora è andato oltre le più rosee aspettative, specialmente se associate a una realtà complicata come quella napoletana (a partire dalle divergenze sullo stadio, la "monnezza", problematiche sottolineate a più riprese da ADL). 

E pensare di trovarsi a -5 (e una partita in meno) dalla capolista, a marzo, con la possibilità di giocarsi ancora uno scontro diretto, appena un decennio fa era ragionevolmente irrealistico. In tal senso il match con il Genoa di stasera richiama alle più svariate suggestioni, l'immagine condivisa su Instagram dalla società partenopea rievoca il pomeriggio "speciale" di Marassi, il 10 giugno del 2007: la festa della promozione, l'inizio di una nuova avventura che ha elevato la squadra a vette insperate, dalle notti magiche di Champions ai trionfi in Coppa Italia, la Supercoppa, ma poi torniamo sempre lì: "non" scurdámmoce 'o ppassato, paisà... 

Juve-Napoli 1-0: gol di Iaquinta...

16 marzo 2008, 28^ giornata. Gli azzurri si presentano in casa della Juventus a distanza di 8 anni dall'ultima volta in Serie A (in realtà si erano affrontate nella stagione precedente, ma in B), e ci arrivano forti della vittoria d'andata per 3-1, la "notte di Domizzi", autore dei due rigori decisivi. Ma diamo un'occhiata alle formazioni, per vedere l'effetto che fa. La Juventus con Buffon; Grygera, Stendardo e Chiellini; Nocerino (14' st Molinaro), Tiago, Sissoko e Salihamidzic (14' st Iaquinta); Nedved; Del Piero e Trezeguet (47' st Birindelli). In panchina Belardi, Castiglia e Ariaudo. Quel Napoli? Agli ordini di Edy Reja ecco Gianello in porta; Santacroce, Paolo Cannavaro e Domizzi; Garics, Gargano, Pazienza, Hamsik (18' st Bogliacino) e Savini (36' st Contini); Lavezzi e Calaiò (26' st Sosa). A disposizione Navarro, Grava, Dalla Bona e Montervino. La serata - per non farci mancare nulla - era "serena", terreno in buone condizioni, spettatori 22mila circa. I bianconeri di Claudio Ranieri vincono 1-0 con una rete di Iaquinta nel finale, favorito da una mezza magia della premiata ditta Nedved-Del Piero. 

Non occorre ricordare ai napoletani che i punti di svantaggio dalla Juve, terza, non erano 5, bensì 22; e che quelli dall'Inter capolista erano addirittura 34; e ancora... che gli azzurri navigassero nelle parti medio-basse della classifica (ma che finirono comunque con un "onesto" 8° posto). Insomma, in 10 anni di acqua sotto i ponti ne è passata, giocatori compresi ("per fortuna", direte). 

Non può piovere per sempre

In effetti... se ci fosse stato Callejon su quella palla invece di Garics... il Napoli non avrebbe certo vinto lo scudetto: la distanza con i top-club italiani era davvero abissale, e il 2008-09 segnò addirittura un'involuzione, da ottavo a dodicesimo, malgrado il cambio della guida tecnica (da Reja a Donadoni). Ma "perfino" la Juve - che pure ottenne due terzi posti consecutivi al ritorno dalla B - nelle stagioni successive dovrà fare i conti con altrettante delusioni prima di trovare l'assetto definitivo, e l'uomo giusto (Antonio Conte). La figura che per gli azzurri venne incarnata da Walter Mazzarri: l'impatto del tecnico toscano - subentrato nell'ottobre del 2009 - fu davvero devastante e ridisegnò gli obiettivi della società, alzò l'asticella: la vittoria a Torino in rimonta da 0-2 a 3-2 proprio con la Juve - allenata dal napoletano doc Ciro Ferrara - rappresentò lo spartiacque della nuova storia del Napoli e del suo prossimo capitano Marek Hamsik, autore di una doppietta.

Il ritorno in Europa (sulle orme di Maradona)

Gli uomini di Mazzarri si ripetono il 25 marzo del 2010 al San Paolo con gli acuti dei "tre tenori" Hamsik (che sbaglia anche un rigore), Quagliarella e il Pocho Lavezzi e rimettono piede in Europa (League) dopo un'assenza di 16 anni, estromettendo la stessa Juve, settima, dalla platea continentale.  

Non succedeva dall'epoca di Maradona che il Napoli vincesse due volte nella stessa stagione contro la Juve: quella volta valse lo scudetto, era il 1986-87, al terzo anno di Diego ai piedi del Vesuvio. Il Pibe ereditò una squadra che rischiò seriamente di retrocedere e progressivamente la portò al trionfo: ottavo al debutto (1984-85), terzo la seconda e campione nel 1987. La svolta - soprattutto psicologica - arrivò il 3 novembre del 1985, contro la Juve del Trap al San Paolo, quando El Diez disegnò la punizione più bella di sempre (quella dall'interno dell'area piccola con parabola impossibile). Ma questa è un'altra storia...  

Il Matador

Andrà anche meglio nel 2010-11, quando gli azzurri - con un Cavani in più - si spingeranno fino al terzo posto e al ritorno in Champions League, che mancava appunto dai tempi di Maradona. Emblematico il successo per 3-0 sui piemontesi del 9 gennaio 2011, proprio grazie alla tripletta del Matador. 

Ha da passà 'a nuttata

Nell'annata seguente - "distratto" dall'impegno in Champions e al cospetto di una Juve tornata stellare - il Napoli non va oltre la quinta posizione, ma si rifà in finale di Coppa Italia, battendo i ragazzi di Conte per 2-0. Il 2012-13 è il migliore di Mazzarri in campionato: chiude secondo, riducendo il "gap" con la Vecchia Signora a 9 punti, e saluta. L'accoppiata Rafa Benitez-Gonzalo Higuain contribuirà con un 3° e un 5° posto, un'altra Coppa Italia e la Supercoppa Italiana. Fino al primo anno di Maurizio Sarri, che tiene testa alla Juve di Allegri grazie anche alle 36 reti del Pipita, ma che deve arrendersi al gol di Zaza. Terzo - Sarri - l'anno scorso, senza Higuain, che nel frattempo è passato alla concorrenza, quasi sempre determinante negli scontri diretti tra i due club (compreso il successo bianconero dell'andata al San Paolo). Ma non dite ai napoletani che con lui avrebbero vinto lo scudetto, perché la gioia più grande - casomai - sarebbe vincerlo proprio "contro" di lui. 

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