Marani: "Incapacità club italiani a diventare grandi. Solo Juve ce l'ha fatta. Milan? Elliott unica certezza"

Serie A

Matteo Marani

La differenza tra il club bianconero e il Milan? La Juve ha fatto la rivoluzione, quella dei numeri e dei conti, i rossoneri no, sono fermi da troppi anni. Al Milan è mancata la sseconda generazione, a casa Agnelli sono alla terza. Nedved fondamentale per il club, i rossoneri ancora cercano una bandiera (escluso Gattuso)

L'anticipo della trentesima giornata di campionato si gioca in campo, è vero, ma anche in società. I bianconeri sono avanti in classifica, non solo per punti fatti e gol segnati, ma anche e soprattutto, per ricavi. I conti tornano, a Torino. Mentre a Milano sponda rossonera si respira tanta incertezza. Se Gattuso ha portato vittorie e ottimismo, meno lo ha fatto la società cinese.

L'incapacità dei club italiani a diventare grandi. Solo la Juve ha fatto la rivoluzione

La differenza principale tra Juventus e Milan, a livello di club, è che una ha fatto la rivoluzione, l’altra, il Milan, ancora no. La speranza era che i rossoneri avessero potuto fare la rivoluzione grazie al nuovo gruppo cinese, ma così non è stato. La rivoluzione della Juventus è nei numeri: la società bianconera ha chiuso l’ultimo bilancio con più di 560 milioni di ricavato. E’ una cifra che dice molto: racconta che la Juve nel giro di pochi anni – dal 2011- ha più che raddoppiato le proprie entrate. Ed il fatto che Agnelli sia diventato presidente dell’Eca è solo la fine di un percorso, è lì per quello che la Juve ha sviluppato in queste ultime stagioni. Il passo avanti è stato fatto anche grazie ai ricavi televisivi, la voce che è aumentata di più e la partecipazione alla Champions League. Guardando invece l’ultima semestrale del Milan, si nota la voce dell’Europa League che ha aumentato gli introiti, ma con cifre abbastanza basse.
Se la Juve è nell’élite dei primi otto club europei, il Milan sta cercando di ritornarci. Ma se 20 anni fa Juve e Milan viaggiavano alla stessa velocità, oggi il Milan si è fermato. C’è stata una generale incapacità dei club italiani a diventare grandi: l’unica società che è riuscita ad essere internazionale e ce l’ha fatta è proprio la Juve.
 

Milan, la certezza si chiama Elliott

La situazione del Milan non è semplice, adesso si aggiunge anche la tegola dell’infortunio di Andrea Conti. In estate si pensava ad un Milan di grande profilo con l’arrivo ella nuova proprietà, ad oggi questo non c’è. Il campo va benissimo con Gattuso, quello che non sta funzionando è la società: molti hanno dubbi e sospetti al riguardo. Ma bastava guardare i numeri, oggi l’unica certezza di chiama Elliott, fondo finanziario, che ha grande solidità, cosa che permette al Milan un presente. E credo che se le cose andranno avanti così, gli “uomini Elliott” dovranno sbarcare sul pianeta Milan.

Al Milan manca bandiera, la Juve ha un "affamato" Nedved 

Quello che mi colpisce di Nedved è la fame che ex calciatore ceco continua ad avere, anzi, forse la voglia di successo è addirittura cresciuta da quando è passato dal campo alla scrivania. E questa “fame” la trasmette a tutto il gruppo ed è il motivo per cui piace così tanto ad Andrea Agnelli. Al Milan, in questo momento, manca una figura così in società. I rossoneri l’hanno cercata prima con Maldini, poi hanno cercato una bandiera e l’hanno trovata, ma è l’allenatore…Quello che il Milan non ha trovato è la seconda generazione, cosa che è riuscita a casa Agnelli (dove addirittura sono alla terza generazione). Doveva essere Barbara Berlusconi, ma il tentativo non è-decisamente-riuscito.

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