Roma, Schick e l'attacco a due. Il caso dell'attaccante ceco

Serie A

Paolo Assogna

In attesa del rientro di tutti i nazionali e della ripresa del campionato, a Roma scoppia il caso Schick, dopo le dichiarazioni del ceco circa la sua spiccata preferenza per l'attacco a due punte

 

"Mi piace giocare in un attacco a due" La frase è quella pronunciata da Patrick Schick dal ritiro della nazionale,  un'uscita leggera, ingenua, probabilmente senza secondi fini ma comunque significativa.

Sarà difficile trovare una collocazione a Schick perche c'è distanza tra le sue aspettative e le idee dell'allenatore che non ha mai nascosto di aver voglia di portare avanti certe principi di calcio, fondati comunque su una fase offensiva molto portata sulle corsie laterali, un sistema di gioco che non prevede l'attacco a due.

Non è un dogmatico Di Francesco ma su certi principi punta molto. Cosa succede allora con Schick? Difficilmente verrà riproposto come esterno, non è il suo ruolo. In coppia con dzeko in attacco a due potrà giocare solo in condizioni particolari, con un risultato da rimontare. Rimangono altre opzioni per il futuro.

Prestazioni di un livello talmente alto fino a convincere Di Francesco ad adattargli un nuovo sistema di gioco. La cessione di Dzeko, evento considerato altamente improbabile oppure la non conferma dell'allenatore, altra strada al momento da non prendere neanche in considerazione visto che la volontà della roma è quella di alimentare un lungo ciclo con Eusebio Di Francesco. Potrebbe fare il vice Dzeko per un paio d'anni o andare in prestito a dimostrare il suo valore.

Una frase dunque, può aprire tutto un mondo di possibilità, certo è che Schick che doveva essere una grande risorsa in questo momento è un caso da risolvere.

 

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