Bologna, soltanto terapie per Krafth

Serie A
Emil Krafth, Bologna (Getty)
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Continuano i problemi alla schiena per il giocatore che anche oggi non ha lavorato con il gruppo. Mirante: "Il mio contratto scade nel 2019, non ho interesse nel cercarmi una squadra. Parlerò con la società e se ci sono i presupposti per continuare lo faremo. Roma? Ragiono a breve scadenza"

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A due giorni da alla sfida tra il Bologna e la Roma di Di Francesco, la squadra di Roberto Donadoni continua la sua preparazione sui campi di Casteldebole. Come informa il sito ufficiale della società rossoblù si è tenuta quest’oggi una nuova sessione di lavoro, al mattino. Una seduta tattica che ha visto impegnati tutti i calciatori disponibili e recuperati nei giorni scorsi ad eccezione del solo Emil Krafth: il giocatore non ha ancora recuperato dai suoi problemi alla schiena e per questo anche oggi ha proseguito le sue terapie. Domani sarà giornata di vigilia con la classica rifinitura e la conferenza stampa di Donadoni. Chi ha già parlato nelle scorse ore, sulle pagine del Messaggero è Antonio Mirante, che contro i giallorossi non scenderà comunque in campo perché squalificato. Queste le parole del portiere: "Il mio contratto non è in scadenza, lo sarà nel 2019, quindi non ho interesse nel cercarmi una squadra. Parlerò con la società e se ci sono i presupposti per continuare lo faremo. Le voci sulla Roma? Ragiono a breve scadenza. So quale ruolo andrei a ricoprire in una grande squadra. A oggi non credo che sia una possibilità, a fine anno mi incontrerò con la società, tireremo le somme. Se la volontà di entrambi sarà di continuare, andremo insieme".

"Quando ero ragazzino mi piaceva Marchegiani - ha proseguito Mirante - ho sempre pensato che il portiere debba avere molta tecnica e lui, non avendo molte qualità fisiche, era tecnicamente era fortissimo. Mi piaceva studiarlo. A pensarci, mi piaceva anche Taglialatela per come si vestiva. Poi sono arrivato a Torino in un momento in cui il settore giovanile della Juve era davvero forte. Investivano nei giovani. C’era una formazione a livello mentale che rendeva i ragazzi già pronti per giocare in un campionato professionistico”. Mirante torna anche sul problema cardiaco che lo ha fermato per qualche mese tempo fa: “Ho trovato un equilibrio quando ho capito le cose si stavano sistemando. Inizialmente ho avuto lo sconforto di chi pensa di dover smettere di giocare. Di chi pensa a un problema serio di salute. Ti cadono addosso mille pensieri. Quando è scomparso Astori c’è stato uno smarrimento nello spogliatoi. Un senso di impotenza, di vuoto, che ci ha coinvolti in prima persona. Io ho conosciuto Davide in Nazionale. Questa tragedia ci ha toccato perché è stato un episodio che lo ha coinvolto nella nostra quotidianità. In un ritiro… Mi sono sentito indebolito. A volte la notorietà, lo star bene, gli allenamenti ti fanno credere invincibile. Vedere una cosa del genere, per me che ho avuto quel problema, mi ha indebolito. Ancor di più per il ragazzo che era. Era uno di noi, Davide. A volte non mi capacito di come la Fiorentina faccia ad andare avanti".

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