Milan-Inter: chance per Kalinic, svolta Rafinha

Serie A

In un mese sono cambiati gli scenari delle due formazioni milanesi. I rossoneri sono in ritardo di 8 punti dai cugini, ma con tre giornate in meno a disposizione la corsa Champions è diventata complicatissima. La squadra di Spalletti ha invece ripreso a correre, con 10 punti in 4 partite, e soprattutto è tornata solida in difesa, dove non incassa gol da 390 minuti

MILAN-INTER, LE PROBABILI FORMAZIONI

4 marzo – 4 aprile. In appena un mese, cominciato con la tragica scomparsa di Davide Astori, sono cambiate tante cose. Sono mutate soprattutto le prospettive di due squadre, Inter e Milan, opposte una contro l’altra nel derby di mercoledì. La situazione di classifica è rimasta pressoché la stessa, con i nerazzurri che hanno aumentato il proprio margine di vantaggio sui cugini da 7 a 8 punti, ma nettamente diversi sono gli scenari con cui ci addentriamo verso questo scontro diretto. 30 giorni fa infatti non c’erano dubbi su chi fosse favorita: la squadra di Gattuso era in rampa di lancio, reduce dal successo in casa della Roma e da un 2018 praticamente perfetto, costituito da 19 punti su 21, senza considerare il pari di Firenze con cui aveva terminato l’anno solare precedente. L’Inter invece aveva vinto l’ultima partita giocata prima di quel 4 marzo, contro il Benevento, ma era stato, oltre a quello con il Bologna, l’unico successo maturato nelle ultime 11 giornate di campionato. In questo lungo periodo avaro di soddisfazioni era arrivato anche il ko nel derby di Coppa Italia e una paura sempre maggiore di disperdere tutti i dati positivi conseguiti nei primi mesi, rischiando di perdere anche un posto per la prossima Champions League. Icardi, tra infortuni e cali di condizione, era rimasto a secco di reti – gara con la Fiorentina esclusa – dal 23 dicembre in poi. I suoi compagni se la passavano ancora peggio, tant’è che la media realizzativa a partire dal pareggio in casa della Juve era sceso sotto il gol a partita.

Milan più fragile e senza Biglia

Il Milan da allora non ha perso nulla in termini di grinta e determinazione, sorretta in particolare dallo spirito del suo allenatore, ma non è riuscito a mantenere la stessa solidità e organizzazione tattica. Dopo uno score quasi impeccabile sono intanto arrivate le prime sconfitte, in Europa League contro l’Arsenal, poi anche lo stop in campionato, lo scorso weekend contro la Juve. Tre battute d’arresto che, nonostante buone prestazioni soprattutto in trasferta, hanno messo a nudo le differenze tecniche e di esperienza in campo con le altre big. Vero è che i rossoneri sono riusciti a battere le due romane nel girone di ritorno, ma altrettanto evidente è che queste vittorie sono arrivate nei momenti peggiori, a livello fisico e mentale, degli avversari. Nell’ultimo mese sono arrivate anche due successi, contro Genoa e Chievo, entrambi però ottenuti con molta sofferenza e solo nel finale di partita grazie ad André Silva. I due gol sembravano aver sbloccato il portoghese, ma non è riuscito a confermarsi né contro i Gunners e né contro la Juve, nonostante la fiducia datagli da Gattuso. È forse proprio questa ragione che sta spingendo l’allenatore calabrese a inserire Kalinic dal primo minuto nel derby della Madonnina. L’attaccante croato è stato provato titolare nel corso degli ultimi allenamenti, sebbene la sua ultima presenza nell’11 di partenza risalga allo scorso 31 gennaio, match d’andata di Coppa Italia contro la Lazio. Dieci giorni prima era invece sceso in campo per l’ultima volta da titolare in Serie A, nella vittoria di Cagliari in cui aveva fornito due assist. In questo 2018 di gol invece neanche l’ombra, anche perché da febbraio in poi ha accumulato 9 panchine e tre mancate convocazioni, una delle quali a scopo punitivo. L’ultimo timbro, sui quattro totali stagionali, dell’ex centravanti viola è quello di Benevento del 4 dicembre, mentre a San Siro manca l’appuntamento con il gol dalla doppietta contro l’Udinese (17 settembre). Ciò che ha contribuito al leggero calo di rendimento del Milan nelle ultime settimane non è stato però l’attacco, ma la fragilità difensiva. Dopo 6 clean sheat consecutivi tra campionato e coppa infatti, i rossoneri hanno incassato 10 reti contro Juventus, Chievo e Arsenal. Nel derby poi non ci sarà Lucas Biglia, metronomo del centrocampo rossonero e punto fermo del Milan vincente delle ultime settimane. Al suo posto giocherà uno tra Montolivo e Locatelli, due che non hanno quasi mai visto il campo dalla vittoria contro il Crotone in poi. Il primo ha giocato titolare solo la partita interna contro la Samp, mentre il classe ’98 ha disputato appena 44 minuti.

Inter in risalita

Opposto è stato invece il rendimento in casa Inter nell’ultimo mese. La vittoria contro il Bologna aveva messo in risalto le qualità di Karamoh e illuso i tifosi che potesse essere lui la chiave di svolta per i nerazzurri dopo oltre due mesi in cui arrancavano gioco e risultati. La sconfitta conseguente di Genova, contro la formazione rossoblù, aveva invece subito escluso questa possibilità. Serviva qualcosa di più, un cambio tattico. È stato l’innesto di Rafinha la mossa vincente di Spalletti. Il giocatore, arrivato in prestito con diritto di riscatto a gennaio dal Barcellona, è diventato l’uomo in più sia per la posizione ricoperta, quel ruolo da trequartista che Joao Mario non era stato in grado di interpretare, sia per il tipo di caratteristiche che alla rosa dell’Inter pre gennaio nessuno possedeva. A lui si sono poi aggiunti la crescita di Joao Cancelo, diventato, nonostante il ruolo apparentemente difensivo, una soluzione offensiva in più e i reinserimenti di Brozovic e Gagliardini. Spalletti ha infatti avuto il coraggio di rinunciare agli ex Fiorentina Borja Valero e Vecino, due degli acquisti più importanti operati in estate, per ridare maggiore equilibrio alla squadra. Non è un caso infatti che nelle ultime 4 partite siano arrivati 10 punti e soprattutto zero gol subiti. Altrettanto importante è stato poi ovviamente il ritorno al gol del capitano, Mauro Icardi, sbloccatosi definitivamente in casa della Sampdoria. Insieme a lui ha ripreso a essere decisivo anche Perisic, tornato in versione ‘Ivan il Terribile’ dopo tre mesi di anonimato. Vincendo il derby la squadra nerazzurra avrà la possibilità di riprendersi il terzo posto in solitaria e a quel punto il sogno Champions assumerebbe toni sempre più limpidi.

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