Inter, Zanetti: "Mourinho era il nostro condottiero. Il ruolo del capitano? Parlare poco e dare l'esempio"

Serie A

L'ex capitano nerazzurro: "Mourinho era il nostro condottiero, curava tutti i minimi dettagli ed era una cosa fondamentale". Sull'Italia esclusa dal Mondiale: "Mi spiace molto, ho tre figli nati in Italia, sono italiani e dopo la partita con la Svezia hanno pianto"

Una lunga vita all'Inter, da calciatore prima e da dirigente adesso. Dal 1995 al 2014, quasi 20 anni in nerazzurro per Javier Zanetti. Con tanti successi, soprattutto nell'era Mourinho. Indimenticabile il Triplete del 2010, con la vittoria di Madrid con il Bayern Monaco in finale di Champions League entrata nella storia dell'Inter. Gran parte dei meriti di quel successo, Javier Zanetti la dà a José Mourinho sottolineando l'importanza di avere un allenatore all'altezza: "Mourinho era il nostro condottiero, molto preparato, un uomo con una grande capacità, anche nell’attraversare i momenti diversi della stagione – ha dichiarato l'ex capitano dei nerazzurri al Forum dei Talenti a Malpensa - Nonostante quello che la gente possa credere, è una persona molto aperta, che parla. Con me ad esempio parlava tantissimo, perché ero il capitano. Ci sentiamo ancora, abbiamo un ottimo rapporto, è stato lui a far fare all’Inter il salto di qualità verso il successo. Curava i minimi dettagli, perché ad alti livelli sono i dettagli a fare la differenza".

"La fascia di capitano non mi ha cambiato"

Tante battaglie vissute da capitano, un ruolo che Zanetti interpreta così: "La prima cosa è il rispetto che tu devi avere per i compagni e per tutte le persone che stanno facendo un percorso insieme a te. A me la fascia da capitano è stata data quando ero giovane, l’ho sempre indossata con onore e orgoglio, i compagni mi rispettavano per quello che ero, al di là della fascia. Perché la fascia non mi ha cambiato, è giusto così, non deve cambiare la tua maniera di essere e la tua essenza. Anche nei momenti di difficoltà, il capitano deve indicare la strada e cercare di risolvere i problemi insieme al gruppo. E’ la persona che ti guida. Penso che un capitano debba parlare poco e fare vedere tanto". 

"I miei figli hanno pianto per l'Italia"

Una grande delusione, negli ultimi mesi, l'ha vissuta l'Italia intera con la mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali: "Io ho tre figli, sono tre figli italiani – racconta Zanetti - La sera di Italia-Svezia ero a San Siro con i due maschi, loro indossavano la divisa della Nazionale italiana, alla fine piangevano entrambi. E’ davvero dura spiegare a due bambini perché l’Italia non giochi il Mondiale. Può darsi, però, che questa sconfitta possa servire per far ripartire il calcio italiano".

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