Inter, Spalletti: "La squadra è viva ed è cresciuta. Non sono preoccupato"

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L'allenatore nerazzurro dopo lo 0-0 con l'Atalanta: "Non sono preoccupato per nulla, proviamo sempre a vincere ma abbiamo anche degli avversari. Dobbiamo prenderci più responsabilità. Reazione di Rafinha? Solo dispiaciuto per un errore"

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Due punti in tre partite: l’Inter torna a fare fatica in campionato. Dopo il pareggio con il Milan e la sconfitta di Torino, i nerazzurri si fermano anche a Bergamo: solo 0-0 nel poco emozionante match contro l’Atalanta. La squadra di Spalletti fallisce dunque il provvisorio aggancio al terzo posto, in attesa dello scontro diretto tra Lazio e Roma di domenica sera: “Sono stati tre partite disputate in maniera corretta - ha analizzato Luciano Spalletti nel post - Al di là del primo tempo di oggi, la squadra ha tentato di fare la partita, sfruttando male alcune situazioni. Non è riuscita a far prevalere la sua qualità, ma è viva e anche oggi è cresciuta. Preccupato? Non mi preoccupa niente, perchè dovrei? - ha aggiunto - Si cerca di vincere sempre, ma poi l'Atalanta gioca contro e questo si deve considerare. Gli altri ci hanno risicate le occasioni da gol. Gasperini è bravo in questo. Ci serve giocare su qualche velo dove deve venir fuori creatività e palleggio di pulizia. Dobbiamo attaccare lo spazio come con Perisic e Rafinha”.

"Dobbiamo prenderci più responsabilità"

Sul nuovo schema, poi: “Loro hanno portato Gomez alto e Cancelo è tornato basso, lasciando Skriniar dietro da solo. Ci abbiamo messo un po' a capirlo ma poi ci siamo sistemati, loro ci hanno pressati perché sono forti e fanno della fisicità la loro arma migliore, aggredendoti. Se vieni addosso così però se hai qualità si aprono spazi come abbiamo potuto sfruttare. Molte palle vanno giocate addosso alla prima punta, creando uno contro uno. Con l'appoggio dietro si creano gli spazi”. A centrocampo un’Inter spesso leziosa: “All’inizio nessuno faceva un movimento per prendere palla sui piedi - ha spiegato Spalletti - L'Atalanta gioca sul divano se si fa così, sono maestri. Si è cominciata sempre l'azione in maniera troppo timida senza scegliere i tempi di giocata sui piedi. Gli si faceva leggere che potevano montarci addosso e serviva reggere botta dal punto di vista fisico. Primi 45 minuti abbiamo sbagliato quasi tutti i recuperi. Il fattore caratteriale qui diventa importante, nel prendersi responsabilità in un campo così importante e rumoroso. Le volte che abbiamo scambiato palla sulla trequarti poi c'è stata possibilità di tirare in porta. La reazione di Rafinha alla sostituzione? Gli dispiaceva per l'errore e per un palla sbagliata a Cancelo, un po' troppo lunga”, ha concluso l’allenatore nerazzurro.

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