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25 aprile 2018

Spalletti-Allegri, un equilibrio perfetto. Lo spera anche Sarri

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Otto precedenti tra i due allenatori che tornano a sfidarsi sabato in Inter-Juventus. Bilancio in pari in campionato, dove si schierano con il "2-2-2" e persino in Champions. Proprio il pareggio è un risultato che il Napoli non disdegnerebbe

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Spalletti su un piatto, Allegri sull’altro: la bilancia non si muove. Più in equilibrio di così non si può. Questo raccontano i precedenti a pochi giorni da Inter-Juventus, incrocio numero 9 tra i due allenatori: e un altro – un terzo – che per il segno X ci metterebbe la firma, riusciamo a immaginarlo.

Otto precedenti, nemmeno tanti considerando che parliamo di due tecnici sulla piazza da anni: Spalletti da venti, prima stagione in A, con l’Empoli, nel 97/98, più “giovane” Allegri (li separano 8 anni) che quest’anno comunque festeggia il decimo campionato in A. In tal senso, però, molto hanno influito le stagioni russe di Spalletti (dal 2009 al 2014). Tirando le somme, 3 vittorie per Spalletti, 3 vittorie per Allegri, 2 pareggi.

Sei le sfide in campionato, che si “schierano” con il “2-2-2”: due vittorie a testa e due X. Due gli incroci in Champions, invece: e naturalmente il conto delle vittorie è sull’1-1. Uno solo da allenatori di Inter e Juve, ed è finito 0-0. Ve l’avevamo detto: più equilibrio di così…

Il primo scontro fu quasi pareggio

Il 14 dicembre 2008 è la data del loro primo scontro da allenatori, il palcoscenico è subito quello della Serie A perché quando Max allenava in C1 (Spal, Grosseto, Sassuolo), Luciano era già in A (Udinese e Roma). Poi Allegri brucia le tappe, nel 2008 approda a Cagliari e alla 16.a giornata incontra la Roma. È un Allegri miracolato, possiamo dirlo, dato che quella stagione l’aveva iniziata con 5 sconfitte nelle prime 5 partite (alla sesta arrivò un pareggio, 0-0 con il Milan), ma evidentemente Cellino era distratto o aveva altro per la testa, e quel mancato esonero resta ancora oggi un mistero. Probabile che il presidente del Cagliari avesse fiutato che valeva la pena scommetterci, su quel giovane allenatore, e i risultati alla lunga gli danno ragione. Dopo l’avvio shock, i rossoblu si tirano fuori dalla zona retrocessione comodamente facendo 20 punti nelle 10 giornate successive (6 vittorie e due pareggi). Poi la Roma, con lo “scherzetto” di Spalletti: all’Olimpico apre Totti, pareggia il “solito” ex Daniele Conti, la ribalta Jeda e Perrotta fa 2-2; al 90°, proprio quando sembra fatta, il 3-2 di Vucinic.

Da Cagliari-Roma alla Champions

Una mazzata, per Allegri, direte voi. In realtà Spalletti gli dà la sveglia, perché poi il Cagliari infila 6 giornate senza sconfitta nonostante un calendario avverso, con un tris di colpacci mica male, tipo andare a vincere a Roma contro la Lazio (4-1) o a Torino contro la Juventus (3-2), o fermare (1-1) la striscia di 8 vittorie consecutive dell’Inter di Ibrahimovic. E poi c’è sempre il ritorno per provare a vendicarsi, il 10 maggio 2009, a 4 giornate dalla fine: Roma e Cagliari ci arrivano separate in classifica da appena 4 punti, giallorossi sesti (ultimo posto per l’Europa League) e sardi ottavi, con la banda Allegri che spaventa Spalletti portandosi sul 2-0 (Matri-Acquafresca) e a -1 in classifica. Totti e Perrotta -ancora loro - sistemano le cose nel giro di 5’ e per fortuna del Cagliari questa volta Vucinic è già uscito e non può guastare la festa: finisce 2-2 e tutto resta come prima. Roma sesta e in Europa, Cagliari nono ma sommerso dai complimenti per una stagione che vale ad Allegri la sua prima Panchina d’oro.

L’anno dopo Spalletti si dimette dopo due gare, Allegri viene esonerato ad aprile, quando il Milan gli ha già messo gli occhi addosso. Così, per il loro successivo incrocio bisogna affidarsi alla Champions. Nella stagione 2012/2013 Zenit San Pietroburgo (nuova casa di Spalletti) e Milan capitano nello stesso girone: i rossoneri vincono 3-2 in Russia, lo Zenit espugna San Siro (1-0) al ritorno.

Tempo di big-match

Mancano 4 sfide all’appello, quelle dei tempi più recenti, e si tratta sempre di big-match. Il primo è un Juventus-Roma del gennaio 2016. Spalletti è tornato sulla panchina dei giallorossi da 10 giorni (al posto di Rudi Garcia) dopo una campagna di Russia durata 4 anni: firma il 14 gennaio, il 24 affronta la Juve che va come un rullo compressore. Allegri ci è ricascato, ha iniziato ancora una volta la stagione partendo in ritardo (5 punti dopo 6 giornate, per la Juve) ma poi ha avviato una rimonta super e quando incontra la Roma di Spalletti viene da 10 vittorie di fila. Grazie a Dybala (1-0) fa 11, alla fine saranno 15 compreso l’1-0 al Napoli del “gol di Zaza” che di fatto gli regala lo scudetto.

Nella stagione 2016-2017 nuovo 1-0 di Allegri allo Spalletti giallorosso (stavolta Higuain) e vendetta al ritorno, a 3 giornate dalla fine, con il 3-1 della Roma (unico scontro tra i due con più di un gol di scarto) che avvicina soltanto i giallorossi – secondi – alla vetta. Tre vittorie ciascuno, per completare la struttura e mantenerla in perfetto equilibrio manca solo un bello 0-0, che si verifica nella gara d’andata della stagione in corso tra Juventus (Allegri) e Inter (Spalletti), il 9 dicembre 2017.

Adesso, direte voi, chi può essere interessato a tanto equilibrio? Noi una persona ce l’avremmo in mente. Già ce la immaginiamo sabato sera davanti alla tv a tifare perché la bilancia continui a non pendere. Un punto a testa, Allegri che allungherebbe a +2 sul Napoli e a quel punto l’uomo che tifa per l’equilibrio potrebbe cambiare gli equilibri del campionato.

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