Udinese, Tudor: "Squadra depressa, non creiamoci altre ansie"

Serie A
Igor Tudor, allenatore Udinese (foto sito ufficiale Udinese)
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L’allenatore croato in conferenza stampa: "Uno che vive nel calcio ha sempre le pressioni addosso, è sbagliato caricare ulteriormente i ragazzi perché le undici sconfitte sono già un peso enorme. Abbiamo personalizzato il lavoro per poi cercare la coesione del gruppo"

Si avvicina il primo match in panchina per Igor Turdor, il nuovo allenatore dell’Udinese deve condurre una squadra reduce da 11 ko consecutivi alla salvezza in questo finale di stagione. L’importante è tornare a fare punti, come ha detto lo stesso croato in conferenza stampa. Dopo le parole nel giorno della presentazione, Tudor è tornato a parlare dell’umore del gruppo e dell’importante gara contro il Benevento. Queste le sue dichiarazioni: "E' chiaro a tutti che la classifica del Benevento non è giusta. Hanno vinto anche l'ultima partita a San Siro contro il Milan. Giocano un bel calcio, sono sereni e giocheranno in casa. Ai ragazzi ho detto che devono guardarsi allo specchio, pensare a noi e guardare solo al risultato. La cosa più importante è pensare alle cose concrete e guardare alla prestazione. E' questo il mio input, poi speriamo bene domani. Come sta la mia squadra? E’ una squadra che ha perso 11 partite. Sono bravi ragazzi e non sono abituati a vivere questa situazione. C'è un po' di depressione e ansia, di stanchezza mentale e non è strano. Ho fatto quello che potevo in poco tempo, sia in campo che nella mente. Sono stati solo tre-quattro allenamenti, ma domani mi aspetto una buona prestazione. Dobbiamo essere solidi e tosti, con un'idea che ho provato a trasmettere".

"Uno che vive nel calcio ha sempre le pressioni addosso - ha continuato - è sbagliato caricarli ulteriormente perché le 11 sconfitte sono già un peso enorme. Abbiamo personalizzato il lavoro per poi cercare la coesione del gruppo. Dobbiamo fare risultato passando da ciò che abbiamo preparato. Il risultato può essere condizionato da tanti fattori, ma noi dobbiamo pensare a fare una grande performance. Io ho lavorato su tutto. E' chiaro che ci sia un blocco mentale, ma dobbiamo lavorare su tutto, anche sulla tattica e sul fisico. Il calcio è così, un insieme di cose. Serve fare risultato perché porterebbe serenità anche nel lavoro. Ma per arrivarci, alla serenità, dobbiamo fare risultato. Non posso parlare delle mie scelte. Sennò De Zerbi mi potrebbe ringraziare. Spero che si veda qualcosa del mio lavoro domani. Davvero, abbiamo lavorato su tutto. E' una questione anche di centimetri, è difficile fare gol a una difesa con 5 difensori da 1,90. Si può però allenare anche sull'attenzione e la concentrazione, ho trovato tutti i giocatori molto vogliosi, che vogliono scendere in campo e giocare. Questo è importante. Io ho detto che ci sarà spazio per tutti in queste quattro partite, è importante che siano tutti pronti. Dobbiamo aiutarci uno con l'altro e loro sono disposti a fare questo. Non bisogna fare calcoli. Ti crea solo ansia. Bisogna concentrarci sulla prestazione. E' l'unica cosa che conta. I concetti e i particolari che abbiamo studiato. Il risultato è conseguente al lavoro settimanale. Quello che si vede domenica è lo specchio del lavoro settimanale".

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