Udinese, Tudor: "Mi hanno scelto perché sono bravo, voglio una squadra propositiva"

Serie A
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L'allenatore dell'Udinese ha parlato della sua nuova avventura sulla panchina bianconera, svelando i suoi segreti e i suoi principi di gioco: "Voglio che la mia squadra giochi la palla e sia propositiva"

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Una missione chiara e precisa, salvare l’Udinese e tenerla in serie A. Igor Tudor è stato chiamato per questo, per permettere al club bianconero di uscire da un tunnel da cui non si vedeva più la luce. Subito un pari all’esordio, arrivato solo nel finale a Benevento dopo che la doppietta di Lasagna aveva fatto pregustare al croato la prima vittoria su una panchina di A. Il gol di Sagna ha spento però l’entusiasmo, lasciando l’Udinese a soli tre punti sopra la zona retrocessione. Una scelta convinta e ponderata quella di sbarcare in Friuli, come sottolinea lo stesso Tudor alla Gazzetta dello Sport: "È successo tutto molto in fretta. In un giorno. Il mio agente Anthony Seric mi ha chiamato e sono venuto a fare una chiacchierata con i Pozzo. Bisognerebbe chiedere a loro perché hanno scelto me, ma penso perché sono bravo. Galatasaray? Ho fatto 14 partite. Dopo l’esperienza precedente al Karabükspor. Per 12 gare sono stato primo, per 2 secondo a un punto dalla prima. Hanno deciso di far tornare Terim. Non ci sono tante spiegazioni, lì va così. Per quanto riguarda la mia idea di gioco, preferisco attaccare ed essere propositivo. La differenza oggi è proprio questa, avere dei principi propri da trasmettere ai calciatori. Non mi piacciono i lanci lunghi, voglio che la mia squadra giochi la palla".

"A Lippi devo tanto"

Igor Tudor poi si sofferma sui suoi maestri, per poi concentrarsi sul prossimo match con l’Inter: "A Lippi devo tantissimo. Mi ha fatto fare tre ruoli, difensore, terzino e centrocampista. Io nasco in mezzo. Lui e Ancelotti sono super umanamente. L’Inter? E’ forte, ha un grande allenatore come Spalletti che ha molto migliorato Brozovic. Perisic spero non si scateni contro di noi. Rispettiamo l’Inter, ma proviamo a giocarcela. La motivazione viene da sola. E io quando entravo a San Siro pensavo sempre che fosse il top. Ci perdevo raramente con loro. L’obiettivo è la salvezza, la otterremo solo facendo punti. A Benevento ho visto una squadra che vuole andare a colpire, lavoreremo su questo. In fin dei conti i giocatori sono come i bimbi, devi dargli amore e disciplina".

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