Sassuolo: Adjapong, Goldaniga, Lemos e Sensi a parte

Serie A
Stefano Sensi, Sassuolo (Getty)
sensi_getty

Prosegue la preparazione della squadra emiliana allo Stadio Ricci: questa mattina la squadra ha svolto riscaldamento, lavoro specifico per reparto, sviluppo manovra e partitella a metà campo, nella seconda sessione messa in azione e partitelle ad alta intensità su campo ridotto

Quattro giorni a Sassuolo-Roma, la partita che chiuderà la stagione dei neroverdi di Giuseppe Iachini. Anche oggi è proseguita la preparazione della squadra emiliana allo Stadio Ricci: questa mattina la squadra ha svolto riscaldamento, lavoro specifico per reparto, sviluppo manovra e partitella a metà campo, nella seconda sessione messa in azione e partitelle ad alta intensità su campo ridotto. Per quanto riguarda gli infortunati, hanno svolto in lavoro differenziato Claud Adjapong, Edoardo Goldaniga, Mauricio Lemos e Stefano Sensi. Il programma di domani - informa poi il Sassuolo - prevede un allenamento pomeridiano sempre al Ricci. Nella giornata di oggi, inoltre, il presidente del Sassuolo Giorgio Squinzi ha fatto un bilancio della stagione: “Iachini? Dobbiamo parlare del futuro - ha raccontato a La Gazzetta dello Sport - Iachini è bravo, ma lontano dall’idea di calcio di Eusebio. Il suo gioco non sembra adatto alle caratteristiche di Politano e Berardi. Col 3-5-2 si pestano i piedi, meglio il 4-3-3 anche se devo dire che è mancato il centravanti: Babacar mi ha deluso. Sinceramente non mi aspettavo tutta questa fatica per il Sassuolo quest’anno, ma abbiamo pagato il vuoto lasciato da Di Francesco”.

“Domenica Eusebio tornerà al Mapei Stadium e gli farò i complimenti, meritava di conquistare la finale di Champions. Ho pensato a lui e a Max Allegri in questi mesi, ci siamo anche sentiti. Posso dire con orgoglio che i due tecnici italiani più bravi sono passati dal Sassuolo, peccato che per uno di loro la Champions stia diventando un incubo. Detto da uno che ricorda tutto delle 7 finali vinte dal Milan. Il gioco di Iachini non sembra adatto alle caratteristiche di Politano e Berardi. Col 3-5-2 si pestano i piedi, meglio il 4-3-3 anche se devo dire che è mancato il centravanti. Paura di retrocedere? Sette-otto partite fa, poi mi sono fatto sentire. E le cose sono in parte cambiate. Berardi si merita la Nazionale, ha faticato a tornare in forma dopo l’infortunio della scorsa stagione. Vedremo, gli allenatori sono animali strani”.