Sarri dopo Napoli-Crotone: "Non so cosa farò, se vado meglio l'estero. Tempo scaduto? C'è ancora il recupero"

Serie A

L'allenatore azzurro parla del suo futuro dopo l'ultima di campionato: "Devo pensarci e discuterne con la mia famiglia, so che De Laurentiis ha bisogno di una risposta rapida. Se resto vorrei avere la possibilità di ripetermi, ma abbiamo big con clausole troppo basse. Allenare un'altra italiana? Immediatamente non potrei, il ricordo di Napoli sarebbe troppo forte"

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Vittoria e applausi: il Napoli chiude la stagione con un record di punti storico. Il successo per 2-1 sul Crotone - costretto alla retrocessione in Serie B - permette agli azzurri di centrare quota 91, traguardo che tuttavia non è bastato per conquistare lo Scudetto. Ovazione del San Paolo a fine gara per Maurizio Sarri, che ha ricambiato i tifosi con un emozionante giro di campo. E nel ha cercato di dire di più su quello che sarà il suo futuro: “Un addio o un arrivederci? Non ci si può concentrare sul linguaggio del corpo - ha spiegato - Il pubblico a Napoli è stato stupendo tutto l'anno, ed anche oggi in 50mila ci hanno tributato per un punteggio record, anche senza vittoria. Da quando ci sono i tre punti, chi ha superato 90 punti ha sempre vinto. La squadra ha fatto un campionato straordinario, ha fatto per tre anni consecutivi il record di punti del club, andando sempre in crescita. Sono arrivato e la squadra aveva fatto -24 dalla prima, ora siamo a -4. Non siamo arrivati a nessuna meta, ma il viaggio è stato fantastico. Devo ringraziare il pubblico. Al di là di allenare almeno il prossimo anno, un posto nel mio cuore ce l'avranno sempre”.

"ADL dice tempo scaduto? Ci sarà il recupero"

Sarri ha poi continuato parlando dell’incontro con De Laurentiis: “Se poi ho dormito? No, io ho fatto l'allenamento subito dopo, non so se mi è venuto bene o male, ma ci ho provato. Io quando entro in campo solitamente sono inferocito, penso di aver fatto un allenamento da inferocito come faccio di solito”. Il futuro è adesso: “Il campionato è finito da pochi minuti, la verità è come dice Insigne che nemmeno io so cosa farò. Dopo la partita di Firenze, quando ci siamo resi conto che non avremmo vinto il campionato, ci siamo posti questo nuovo obiettivo del record. Ora ho fame ed andrò a mangiare, poi domani parlerò con la mia famiglia prima di tutto, quello che riteniamo più giusto in questo momento. Il presidente ha bisogno di una risposta velocemente, siamo a fine stagione e deve programmare, capisco che abbia bisogno di una risposta. Domani parlo con la mia famiglia e poi decideremo insieme. Tempo scaduto? Ci sarà il recupero…”.

"Big con clausole basse. Se lascio Napoli non sarà per un'italiana"

Sulle priorità per il futuro: “Dipende da quello che si intende per vincere: se per vincere si intende finire sull'albo d'oro non l'abbiamo fatto, se invece si intende entrare nel cuore della gente allora l'abbiamo fatto, e dà soddisfazione. L'unica mia perplessità è che nella vita tutto finisce, e la verità è che a volte è meglio far finire le storie fino a quando sono belle. Situazione complicata? È vero, non è che si può dire andiamo avanti e riproviamo con questo gruppo, perchè non so se questo gruppo potrà rimanere tutto insieme. Sappiamo che ci sono delle clausole, a quelle cifre è difficile sostituire i big. Se perdi Mertens a 28-30 milioni non trovi uno così ad una cifra di quella levatura. Se perdi Albiol a 7-8 milioni vai pagarne 70 per dei centrali che non valgono Albiol. E allora uno si preoccupa. Andare via dall'Italia? Non penso che potrei andare in un'altra squadra italiana immediatamente, il ricordo di Napoli sarebbe troppo forte”, ha concluso.

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