Inter, il patto Icardi-Nainggolan: i "gemelli" anti-Juve

Serie A

Alfredo Corallo

Tra le chiavi della nuova stagione nerazzurra che partirà lunedì il "patto" tra i due leader Icardi e Nainggolan, carichi dopo la delusione mondiale e accomunati da una storica "anti-juventinità", ma anche dalle umili origini, la fama di "bad boy", la passione per i tatuaggi, due figlie femmine e due mogli capitane...

NAINGGOLAN, LA CONFERENZA DI PRESENTAZIONE CON L'INTER

"Benvenuto Ninja. Non ci sarà più da lottare contro. Da oggi lotteremo insieme". Nemmeno lo spregiudicato décolleté argentato di Wanda al Lio di Ibiza ha "tirato" tanto: perché se è vero che la nostra vita balla ormai, inesorabilmente, intorno ai "likes" di una foto, quella postata da Maurito per dare il benvenuto a Nainggolan certifica ufficialmente il valore - o la percezione del valore - che avrà il rapporto tra i due calciatori per il futuro dell'Inter. Oltre 218mila "mi piace" per l'immagine in bianco e nero che li ritrae contendersi il pallone sotto lo sguardo sospeso, quasi in trance dei compagni - un po' in stile holly&benjiano - contro i 137mila di uno degli ultimi selfie vacanzieri della coppia, di ritorno a Milano dopo un mesetto di ferie "forzate", che l'attaccante avrebbe rimandato volentieri al post-Mondiale. Niente Russia per l'argentino (che non sia stato un bene?) come a casa è rimasto il belga, che farà benissimo invece a tenere spenta la tv ancora per qualche giorno ("Guardare le partite mi ricorderebbe che non ci sono e mi farebbe male" aveva ammesso nel giorno della presentazione da neo-interista). Nella stessa conferenza stampa in cui aveva accennato anche alla telefonata di Icardi: "Ho già parlato con Mauro, gli ho detto che sono carico e lui mi ha risposto che lo è altrettanto". Carichissimi per la nuova stagione che partirà lunedì alla Pinetina nel segno dei "gemelli": Maurito e Radja, proprio loro, della serie lui è peggio di me...

Gli "anti-Juve"

Se Icardi si è "limitato" al campo (8 gol in 11 match le reti siglate dal bomber contro i bianconeri tra Sampdoria e Inter) il "fratello" Radja non ha mai nascosto il suo "status" di anti-juventinità, documentata dal video amatoriale che circolò in rete l'anno scorso. In auto, con il finestrino abbassato, ignorando - forse - di essere ripreso da un telefonino, non le mandò a dire: "Ho rifiutato offerte importanti, potevo andar via, tanto che mi fregava degli insulti... Ma io sono contro la Juve, lo sono da quando sono nato. Prima di arrivare a Cagliari già odiavo la Juve. A prescindere. Avrei dato tutto per vincere contro di loro. Allo Stadium però col Cagliari non ho mai perso. Li odio perché vincono sempre per un rigore o per una punizione... Sono venuto alla Roma perché volevo vincere qualcosa contro la Juve". 

Segni indelebili

La "cattiveria" agonistica di Nainggolan è la stessa di Icardi (non solo contro la Juve): cresciuti in ambienti difficili (abbandonato piccolissimo ad Anversa dal padre indonesiano e tirato su dalla madre belga insieme alla gemella il Ninja; allevato in un barrio di Rosario e scappato giovanissimo alle Canarie El Niño del partido), portano entrambi addosso i segni di una vita sofferta nei tatuaggi che ne adornano il corpo. Specialmente le due ali dietro la schiena di Radja, in memoria della madre volata via troppo presto. E poi la forza caratteriale e la paternità, rappresentata dal grande leone stampato sul petto di Maurito e quella rosa sul collo di Nainggo a simboleggiare - nei codici della cultura nomade - la leadership all'interno di un gruppo. Il minimo per uno che si chiama Radja, dall'indiano "re".

Incidenti di percorso 

Per Maurito ci vorrebbe un libro... ma è indubbio che con la nascita delle figlie (ne hanno due entrambi, altra cosa che li lega) il capitano dell'Inter abbia trovato quell'equilibrio che a 20 anni sembrava un po' ballerino (non che ora ne avesse 50...). Nel caso di Nainggolan, lo schianto con la Ferrari dell'altra notte a causa dello scoppio di una gomma - per fortuna solo un piccolo spavento e una comprensibile arrabbiatura per i danni alla nuova fuoriserie, che pare non conducesse lui - ha inevitabilmente scatenato il web e riportato alla memoria altri "incidenti di percorso" che hanno visto per protagonista in negativo l'ex numero 4 giallorosso (all'Inter ha preso la "14"). Vedi - per dirne uno - l'ultimo capodanno, festeggiato in "diretta social" con qualche parolaccia, birra e sigaretta di troppo, ma di cui si è immediatamente scusato. "Ho fatto una cavolata, ho preso il telefono, ed è successo quello che è successo, mi dispiace perché ho dato un brutto esempio, ma io sono così: ho due figlie, sono bravo e cerco di insegnare loro il massimo possibile. Soprattutto nei loro confronti è stata una cosa sbagliatissima. Però in quelle situazioni non si capisce più niente e scusarsi dopo non serve. È capitato una volta, mica tutti i giorni combino cose del genere". 

Un uomo solo al comando

In questo senso il recente invito rivolto da Luciano Spalletti su Instagram ai tifosi nerazzurri ("Si riparte, certi che sarete ancora lì ad indicarci la strada giusta") non potrà che estendersi anche al suo vecchio guerriero, che ha fortemente voluto a Milano. E che ha subito coccolato alla notizia dell'ingaggio: "Quando ha giocato contro di noi avrà visto l'amore che circonda questo club. I tifosi ci hanno sempre scortato e questo piace ai calciatori. È la turbina che mancava al nostro motore, ti dà la vampata. È un Ninja". D'altronde è stato il tecnico toscano a trasformare Nainggolan in un centrocampista completo, sfruttando al massimo le sue doti di inserimento alle spalle di Dzeko e l'abilità al tiro (12 reti in campionato, la migliore stagione del trequartista), una "formula" che andrà riadattata alle caratteristiche di Icardi (e del "Toro" Lautaro Martinez), una delle tante sfide che attende la nuova Inter, tornata a riveder le stelle della Champions dopo 6 lunghissimi anni non esattamente paradisiaci. 

Si riparte...certi che sarete ancora lì ad indicarci la strada giusta... #amala @inter

Un post condiviso da Luciano Spalletti (@lucianospalletti) in data:

Le Capitane 

Il sergente Spalletti alla Pinetina, due vere capitane a casa: Wanda - che non ha bisogno di presentazioni - e Claudia, sarda, sposata con Radja dal 2011, che si è autodescritta così in occasione del suo 36° compleanno: "Ho scelto questa foto perché penso sia quella che mi rappresenta di più, per quella che realmente sono....una madre forse un po' matta, ma che per le sue bambine sarebbe disposta a tutto, anche a lanciarsi nel vuoto".

Se Wanda è la moglie del capitano, Claudia Lai è stata una delle "Capitane" nel docu-reality andato in onda su Spike Italia che raccontava la dolce vita delle wags. "Ci siamo conosciuti al karaoke - ha raccontato la signora Nainggolan - è stato un colpo di fulmine. Ma appena ho scoperto che era un calciatore ho lasciato perdere! Lavoravo in un centro commerciale, mi riempiva le giornate, i calciatori si spostano facilmente e sono ricercati dalle ragazze, però all'amore non si comanda... Certo a Cagliari si andava allo stadio con una tuta e le scarpe da ginnastica, a Roma sai che devi arrivare con un abbigliamento consono, la gente non è abituata a vedere la moglie di un calciatore che serve alla cassa... Ho cercato di inserirmi nell'ambiente, ma sono fatta in questa maniera, o mi ami o mi odi". Come aperitivo di benvenuto... chissà che Wanda non cominci a seguirla su Instagram. Claudia la segue già, da buona sorella nerazzurra. 

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