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Milan, Rocco Commisso intervistato in esclusiva da Sky Sport: "Sono ancora in gioco"

Serie A

Intervista esclusiva a Rocco Commisso dalla Columbia University, dove i suoi Cosmos con il 4-0 contro Kingston hanno chiuso la regular season da imbattuti. L'imprenditore a Sky Sport si dice fiducioso sull'operazione di acquisto del Milan: "Sono ancora in gioco, sia con Yonghong Li sia con il fondo Elliott"

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In attesa di possibili svolte societarie, in un'intervista esclusiva a Sky Sport Rocco Commisso rivela la sua fiducia di acquisire il club subito da Yonghong Li o successivamente da Elliott. L'imprenditore è ancora in vantaggio per l'acquisizione del Milan e nei giorni scorsi avrebbe trovato un accordo con Mr Li: se il broker cinese sarà ancora proprietario del club cederà la società a Commisso, che pagherà 415 milioni ad Elliott e darà il 30% delle azioni e la gestione del Milan in Cina a Mr Li. Commisso sarebbe anche in buona posizione con Elliott nel caso in cui dovesse rilevare la società. La prossima dovrebbe essere quella decisiva.  

Lo abbiamo incontrato al suo stadio, Rocco Commisso Stadium, alla Columbia University, dove i suoi Cosmos hanno giocato l'ultima partita di campionato vincendo per 4-0 contro Kingston e concludendo la regular season da imbattuti: "Sono molto orgoglio della mia squadra, 50 anni fa giocavo proprio su questo campo..."

Sappiamo che lei era vicino a chiudere l'operazione con Yonghong Li. E' vero?
"Quello che è stato detto è basato sui fatti. Ho lavorato su questo affare per tanto tempo ed eravamo veramente vicini a firmare un contratto preliminare che avrebbe permesso di andare avanti per l'acquisizione del team".

E' ancora fiducioso sull'acquisizione del club?

"Non posso dire questo, quello che posso dire è che non controllo il risultato, la negoziazione. Sto parlando con delle persone che potrebbero parlare con altre persone".

Si considera ancora in gioco?
"Sono sempre in gioco fino a quando non… chiunque ha capito che tra le persone fino adesso nominate sono l'unico italiano, l'unico immigrato, ho i soldi, ho la storia, ho giocato a calcio per tanto tempo e conosco questo sport. So che sono stato un fan della Juve anni fa, ma so anche che la Juventus sta facendo molto bene e non ha bisogno dei miei soldi. Sarebbe bello, dal mio punto di vista, ritornare a fare qualcosa come ho fatto qui alla Colombia University o come ho fatto con i Cosmos. Ritornare a fare qualcosa nel calcio, che è stato importante per me in tutti questi anni".

Che cosa può fare Mr. Commisso per il calcio italiano se dovesse acquistare il Milan?
"Lo aiuterei. Data la mia passione, l'amore per l'Italia (sono nato in Italia), le mie competenze americane nel business. Come tutti sanno ho iniziato con niente, sono andato a scuola, ho costruito un'azienda enorme e mi piacerebbe ritornarea fare alcune cose che ho imparato in questi miei 68 anni di vita".

Le cose si sono complicate dopo il mancato pagamento di Yonghong Li?

"Probabilmente sí. Non sappiamo quale strada sarà, se quella che porta a Mr Li o a Elliott, non sappiamo come questa storia andrà a finire".

Yonghong Li è fuori dai giochi?
"Fino a quando qualcuno mi dice il contrario, oggi direi che lui è ancora il proprietario del Milan".

Considera l'ipotesi di trovare un accordo con lui?
"Non lo so. Prima di tutto dovremmo capire chi sta negoziando per lui".

Conosce personalmente Mr Singer?

"Non lo conosco personalmente, ma i miei advisors lo conoscono loro. E loro comunque sanno chi sono io".

Da 1 a 10...
"Non faccio promesse. Chi mi conosce sa che non faccio promesse che non posso mantenere".

Facciamo un gioco. Se dovesse diventare il proprietario del Milan, quale sarebbe la prima cosa che farebbe?
"C'è tanto lavoro da fare. Non arrivo e penso di sapere di più delle persone che sono coinvolte con la squadra. Devo imparare, ma sono uno che impara in fretta. Quindi non posso rispondere a questa domanda. Cosa mi piace però è che lí c’è un ragazzo che si chiama Gattuso che mi ricorda me stesso quando giocavo 50 anni fa. Non ero bravo come lui, lui era un giocatore molto migliore di me, ha giocato per la Nazionale, ma io ero un duro. E anche lui è calabrese come me".