Napoli, Ancelotti canta 'O Surdato Nnammurato': tutti i precedenti dell'allenatore come cantante

Serie A

Il nuovo allenatore del Napoli ha dato spettacolo al karaoke con l'interpretazione di 'O Surdato Nnammurato". Una tradizione canora che l'emiliano ha cominciato oltre 10 anni fa e tramandato in ogni città in cui ha allenato

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IL NAPOLI SI DIVERTE E FA GRUPPO AL KARAOKE

"Si' sicura 'e chist'ammore, comm'i' só' sicuro 'e te... Oje vita oje vita miaaaa...". A Napoli queste parole risuonano continuamente a mo' di festa. Tutti le conoscono a memoria, come se fosse una preghiera o un inno nazionale. Ecco, forse assomiglia più a un inno, che in pochi minuti rende omaggio alla meravigliosa città ai piedi del Vesuvio. Una città che ha da poco lasciato andare il suo comandante, Sarri, e ne ha accolto un altro più pragmatico e meno 'estetico', Ancelotti. L'allenatore classe '59 si è subito mescolato alla grande nell'intenso e appassionato folclore napoletano, rubando la scena nei primi giorni di ritiro e dando voce, attraverso un microfono, alle emozioni e sensazioni raccolte fin qui. Il karaoke organizzato all'improvviso ieri dalla squadra azzurra è stata la scintilla giusta per dar spazio al talento canoro del mister, nettamente meno sviluppato di quello da calciatore e da allenatore, ma pur sempre una tradizione tramandata longitudinalmente in ogni angolo d'Europa, attraversando anche il canale della Manica e portandola verso Londra. Un lungo percorso col microfono in mano cominciato in una notte di San Siro di oltre 10 anni fa. Per la precisione nel 2007: Ancelotti con il suo Milan ha portato a casa la seconda Champions in pochi anni, la 7^ nella storia del Diavolo, riscattando contro il Liverpool quella terribile notte di Liverpool. Alla Scala del Calcio quindi è tempo di far festa. L'allenatore emiliano rappresenta il grande trait d'union tra il trionfo ai rigori contro la Juve a Manchester e la magica notte di Atene. È lui quindi a prendere la parola sul pratone e a ringraziare giocatori, staff e tifosi. L'entusiasmo di quest'ultimi è già alle stelle, ma Ancelotti rincara la dose avviando un coro tanto caro da quelle parti: "Forza Milan vincerai..."

L'X Factor di Ancelotti

Superato il primo scoglio, Ancelotti si libera delle sue paure e dà sfogo alla sua grande passione da cantante. Non si ripete al Milan perché quella notte citata in precedenza rappresenterà non altro che la fine di un ciclo, ma lo fa a Londra, dove in un biennio alla guida del Chelsea conquista un mini triplete, costituito da Community Shield, FA Cup e Premier League. Il trionfo in campionato fa scatenare nuovamente il mister italiano che, all'indomani dell'ultima partita, tra le strade della capitale, si lascia andare sul pullman della squadra all'interpretazione di "Nel blu dipinto di blu". Del resto non poteva esserci canzone più adatta per i Blues d'Inghilterra. A Parigi invece, nonostante l'ennesimo trofeo messo in bacheca, Ancelotti non riesce ad inspirarsi canoramente, forse perché ha già la testa a Madrid. Sulla panchina del Real l'allenatore vince la tanto agognata Decima. Al Bernabeu si organizza così per l'occasione una grande festa e col microfono in mano non può che esserci lui: il pubblico dei Blancos si ammutolisce per dar voce al mister e al suo "Hala Madrid y Nada Mas", scritta proprio in occasione del successo in Champions League. I tifosi apprezzano e Ancelotti decide quindi di esportare il suo X Factor anche in Germania, tra fiumi di birra e i gol del suo Bayern Monaco. In terra bavarese l'ex giocatore di Roma e Milan non smette di attivarsi in ciò che sa fare meglio, vincere, e dopo l'aritmetico trionfo del Meisterschale fa conoscere anche ai supporters tedeschi la sua capacità come cantante. Il testo scelto è un grande classico, "I migliori anni della nostra vita" di Renato Zero, e l'esibizione ha così tanto successo che qualche giorno dopo, in occasione della festa ufficiale del club di Monaco, il mister duetta addirittura con la cantante Anastacia, sostituendosi a un altro grande artista della nostra musica come Eros Ramazzotti. A Napoli infine ha leggermente rovesciato la tradizione, intonando un pezzo classico all'inizio della stagione e non alla fine. Chissà che anche questo però non sia di buon auspicio per prendere il microfono a fine campionato e con lo scudetto sul petto cantare insieme ai tifosi "Un giorno all'improvviso".

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