Torino-Chapecoense, la presentazione: "Partita simbolo di sopravvivenza e amore per i caduti"

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Domani si sfideranno in amichevole i due club accomunati dalle tragedie aeree che ne hanno segnato la storia. La partita è stata presentata in conferenza stampa dal direttore generale Comi, il presidente della Chapecoense e l’unico superstite in attività Alan Ruschel

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Due squadre, un destino comune e tragico, che le rende indissolubilmente legate. Torino e Chapecoense sono rinate dopo un disastro aereo e si affronteranno domani, nella Sport Pesa Cup. Oggi si è tenuta la presentazione della gara, a cui hanno partecipato Antonio Comi (direttore generale del Torino, Plinio De Nes Filho (presidente della Chapecoense) e Alan Ruschel, l’unico calciatore in attività sopravvissuto alla tragedia. Il primo a prendere la parola è stato Comi, che ha parlato dell'idea di creare questa amichevole: “Tutto è nato l'anno scorso a Roma quando abbiamo conosciuto il presidente Plinio De Nes Filho. Ho parlato subito con il nostro presidente Urbano Cairo e il direttore operativo Alberto Barile per cercare di fare qualcosa di bello nei confronti di una squadra che ha subito una grande tragedia. Siamo riusciti a trovare la soluzione ideale, siamo orgogliosi. Vista la nostra storia era un nostro dovere aiutare questa squadra in un momento così difficile”.

Solidarietà e ricostruzione

L’essere accomunati in queste circostanze ha creato anche un gemellaggio tra le due squadre, che ha dato vita ad un affetto che colpito il presidente della Chapecoense. “Oltre ovviamente al presidente Urbano Cairo e al direttore operativo Alberto Barile voglio ringraziare con tutto il cuore ogni tifoso del Torino per l'affetto. Quando ci fu la tragedia di Superga del 4 maggio 1949 avevo appena quattro anni, però sia mio nonno che mio padre mi hanno sempre parlato del Grande Torino. Quando ci siamo incontrati a Roma per la prima volta è stata una grande emozione perché il Toro ha dimostrato una grande solidarietà nel voler organizzare questa partita per omaggiare i caduti. Sono felice di aver omaggiato queste due squadre in una partita che è un simbolo di sopravvivenza e amore verso i caduti” ha detto Plinio De Nes Filho. Che guarda al futuro: “Per me è stato un onore accettare la ricostruzione di questa squadra. Sicuramente non è stato semplice anche perché ho perso tanti amici, ma con la forza di volontà pian piano abbiamo raggiunto degli obiettivi importanti. Anche mentalmente non è facile pensare che da un giorno all'altro la squadra non ci sia più. Inoltre, lo sforzo di Alan è stato molto importante, in quanto nonostante i suoi traumi abbia saputo raggiungere un livello sportivo alto”.

La promessa con Dio

Ha chiuso la conferenza stampa Alan Ruschel, unico calciatore ad essere sopravvissuto e ad aver continuato la sua carriera professionistica. “Sono molto felice di disputare questa amichevole tra due squadre che purtroppo sono legate dalla stessa tragedia. Ringrazio i tifosi del Toro che ci hanno da subito dato una mano. Sono davvero motivato ed onorato di essere qua per giocare questa partita. Dio mi ha dato una seconda chance di vivere e di fare quello che amo, cioè giocare a calcio. Uscito dall'ospedale volevo confortare le famiglie dei miei amici, e quale miglior modo di farlo che non con il calcio. Ho una promessa con Dio, gioco a calcio nel rispetto dei miei amici” ha detto il difensore.

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