I debutti di Spalletti: dopo il ko arriva una grande stagione

Serie A

Per l'allenatore dell'Inter si tratta della quinta stagione in carriera iniziata con una sconfitta. Nei casi precedenti, però, ha saputo risollevarsi quasi sempre, dimostrando che il ko alla prima non compromette certo un campionato  

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"Si è perso su rigore". Luciano Spalletti lo ricorda, per l'ennesima volta, un attimo prima di chiudere l'intervista post partita ai microfoni di Sky. Lo dice ridendo, quasi divertito; poi un occhiolino alla telecamera e vola via, sicuro che una sconfitta all'esordio, e per giunta su rigore, non possa essere motivo di preoccupazione. In fondo, siamo solo all'inizio di una stagione da 50 partite tra campionato e coppa.

Ha l'aria di quello che ne ha viste tante, l'allenatore dell'Inter, e non potrebbe essere diversamente giunto alla sua venticinquesima stagione in panchina. Certo, non è abituato ai debutti con sconfitta, ma il suo passato dimostra che da una caduta alla prima uscita ci si può risollevare tranquillamente. Niente è perduto, niente drammi, il messaggio che lancia Spalletti.

Empoli: debutto amaro (al 90°) e promozione

Quello contro il Sassuolo è stato il quinto debutto amaro in carriera, per Spalletti, il quarto in Serie A con la quarta squadra diversa. Per il primo bisogna tornare addirittura alla stagione 1996/97: il tecnico di Certaldo allena l'Empoli in B, ma è ancora alle prime armi, al secondo vero campionato "giocato" dall'inizio (la stagione precedente, la prima da allenatore della prima squadra, è stata trionfale e si è chiusa con la promozione dalla C1). E il debutto in B gli riserva una brutta sorpresa. L'Empoli cade (1-0 anche in quel caso) in casa del Padova, steso da un gol al 90° di van Utrecht. Probabile che se lo avessero intervistato, all'epoca, avrebbe risposto "Si è perso al 90°". I fatti gli danno ragione perché già alla giornata successiva l'Empoli rialza la testa (2-0 alla Salernitana), inaugurando quella che sarà una storica stagione, chiusa con un'altra promozione, stavolta in Serie A. Secondo alle spalle del Brescia, 2 punti in meno ma lo stesso numero di sconfitte (8): insomma, quella all'esordio non fece certo la differenza.

Ancora Empoli: debutto amaro e salvezza

Memore di quanto accaduto, l'Empoli non si preoccupa di certo quando l'anno dopo, esattamente il 31 agosto 1997, il campionato inizia con un ko. Stavolta è la Serie A, di fronte c'è la Roma di Zeman, e una doppietta di Balbo fissa il risultato sul 3-1 dopo che Cappellini su rigore aveva risposto al vantaggio-choc (dopo 3' di Serie A) di Delvecchio. Alla seconda giornata nuova sconfitta (2-1 contro il Napoli), poi l'Empoli inizia pian piano a ingranare. Alla fine del girone d'andata è quart'ultimo, in zona retrocessione; a fine campionato chiuderà tredicesimo, centrando una bella salvezza per nulla scontata.

Udinese: debutto amaro e zona Uefa

Curioso, a questo punto, che le due stagioni successive, alla guida di Sampdoria e Venezia, iniziate entrambe con un pareggio (2-2 e 1-1, sempre contro l'Udinese), non le abbia invece concluse, finendo la sua avventura prima del tempo, con l'esonero. L'Udinese era evidentemente nel suo destino, tanto che è da lì che Spalletti ricomincia: e anche alla guida dei bianconeri capita la stagione iniziata male, 2003/2004, quando alla prima giornata perde in casa contro la Roma (stavolta è quella di Capello), con gol iniziale ancora di Delvecchio e rete decisiva di Montella dopo il pari di Kroldrup. Eppure, anche quella stagione finisce con il sorriso: un settimo posto che vale l'accesso alla Coppa Uefa.

Roma: debutto amaro e... dimissioni

Il destino finisce di unire i puntini quando è Spalletti a ritrovarsi sulla panchina della Roma: la quinta in giallorosso (2009/2010) è la stagione più delicata, iniziata perdendo 3-2 in casa del Genoa di Gasperini e finita 7 giorni più tardi con le dimissioni dell'allenatore dopo il ko contro la Juventus (3-1). Potremmo parlare di eccezione alla regola, posto che perdere alla prima non rappresenta certo una consuetudine per Spalletti. Quell'occhiolino serviva a ricordarci anche questo.

 

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