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07 settembre 2018

Dinastia Milan: dopo Cesare e Paolo, anche Daniel Maldini in prima squadra

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Il più piccolo dei fratelli Maldini, 17 anni ancora da compiere, è stato chiamato da Gattuso per allenarsi insieme ai compagni più grandi. Sulle orme del papà e del nonno, sogna anche lui una vita in rossonero

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Di padre in figlio. E così via ... all'infinito. Prospettare uno scenario simile fa parte, al momento, solo dell'immaginazione, ma le premesse per sognare ci sono tutte. Quando si legge Maldini si legge, inevitabilmente, anche Milan. Questione di sangue, di appartenenza. Per una dinastia cominciata nel lontano 1954 e che ora, a distanza di ulteriori 54 anni, segna un'altra tappa importantissima: Daniel, figlio di Paolo, è stato aggregato alla prima squadra rossonera. Nulla di definitivo, s'intende, giusto il premio per lui e altri ragazzi della Primavera di poter sostituire temporaneamente i giocatori di Gattuso volati nei ritiri delle rispettive Nazionali. Quanto basta per godersi quest'esperienza tra i più grandi e sentirsi meno spaesati, un po' come successe a papà Paolo quando, a soli 16 anni, trovò il suo debutto in Serie A. Da lì 25 stagioni di amore incondizionato, il doppio di quelli trascorsi con la maglia del Milan dal padre Cesare, il primo Maldini a diventare bandiera del club, con la conquista di 4 scudetti e della prima Coppa di Campioni alzata al cielo da capitano. Paolo ha poi vissuto un breve periodo di separazione dalla società, ma da qualche settimana è tornato nelle vesti di dirigente per sposare il nuovo progetto sportivo dei rossoneri. Un matrimonio che si augura un giorno di poter celebrare anche Daniel, 17 anni da compiere il prossimo 11 ottobre. La strada è ancora lunga, lunghissima, ma le basi su cui lavorare ci sono tutte. Un anno fa si è laureato campione d’Italia con l’Under 16 del Milan, nell’ultima stagione ha lasciato il segno in U17 con 13 gol e poi è passato nella Primavera. Una crescita importante, a dispetto del cognome, confermata anche qualche mese fa da Filippo Galli, responsabile del settore giovanile. A differenza di suo padre gioca nel ruolo di attaccante e le sue qualità hanno ben impressionato Gattuso che ha deciso, quindi, di farlo allenare per qualche giorno con i più esperti.

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Un percorso simile a quello affrontato inizialmente anche dall’altro baby Maldini, Christian, le cui strade con il Milan si sono, però, poi separate. Anche il più grande dei fratelli, oggi 22enne, è cresciuto nel settore giovanile rossonero e si è tolto la soddisfazione di essere aggregato in prima squadra, senza però riuscire mai a debuttare. Era l’ottobre 2013 quando, l’allora allenatore Massimiliano Allegri, vista l’indisponibilità di 7 uomini alla vigilia del match contro la Juventus, decise di chiamare agli allenamenti anche il piccolo Christian, desideroso di prendere l’eredità del padre anche nella posizione in campo. Il passaggio successivo non è, però, mai arrivato. A 20 anni si è trasferito alla Reggiana, ha vissuto una breve esperienza a Malta, ed è tornato in Italia prima con la maglia del Pro Sesto e poi con quella della Racing Fondi. Da quest’anno, invece, gioca per la Pro Piacenza. E caso del destino la squadra emiliana sarà avversaria del Milan nell’amichevole di domani. Un’occasione inedita in cui i due fratelli potrebbero diventare rivali sul campo, sotto gli occhi di papà Paolo. Un’emozione difficile da raccontare, anche per chi ha ammirato (e dominato) il mondo intero dall’alto del suo trono.

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