Inter, partenza flop: con quest'avvio i nerazzurri mai oltre il 4° posto

Serie A

I nerazzurri, nella propria storia, hanno raccolto gli stessi punti di oggi dopo quattro giornate solo in altre quattro occasioni, tre delle quali son costate l'esonero dell'allenatore, mentre altre due volte son riusciti a far peggio. Quasi sempre, tuttavia, la formazione milanese ha centrato l'obiettivo Europa

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Seconda sconfitta subita e appena quattro punti in classifica. È questo il magro bottino raccolto da Luciano Spalletti dopo i primi quattro turni di Serie A. Troppo pochi per affermarsi come l'anti-Juve e soprattutto meno rispetto a quanto l'esaltante calciomercato estivo aveva fatto immaginare. Contro il Tottenham, martedì, c'è subito la possibilità di riscattarsi e cominciare col piede giusto il nuovo ciclo europeo a sei anni di distanza dall'ultima apparizione in Champions, ma questo negativo inizio di campionato non può non far preoccupare la squadra nerazzurra, in grado finora di raccogliere l'intera posta in palio solo nel match di Bologna prima della sosta. Se davanti c'è ancora quasi un intero campionato a disposizione per risalire la china e tenere alto l'umore, ci pensano le statistiche a far storcere il naso e creare inquietudine tra tifosi e società. Con il ko rimediato contro il Parma, infatti, l'Inter ha registrato la terza peggior partenza di sempre della sua storia dopo quattro giornate, al pari di altre quattro stagioni. Nel 1935-36 e nell'annata successiva i punti in classifica dopo quattro settimane di calendario furono solamente tre, ma solo in virtù del differente valore assegnato alla vittoria. Sempre quattro, invece, frutto di un successo e di un pareggio, furono i punti raccolti alla vigilia del quinto turno sia nel campionato 1995-96 che nell'edizione 2011-12.

L'ultima partenza negativa fu quella che caratterizzò la breve parentesi sulla panchina nerazzurra di Gian Piero Gasperini. L'attuale allenatore dell'Atalanta fu esonerato dopo il ko di Novara, corrispondente alla quarta giornata, ma in realtà fu mandato via al terzo risultato negativo visto che la prima giornata fu rinviata e recuperata soltanto a dicembre. Considerando o meno quel match di debutto, la classifica di allora dopo la prima fase resta la stessa e, coincidenza, il primo successo in stagione arrivò anche quella volta in casa del Bologna. A prendere il posto di Gasperini fu Ranieri ma neanche l'ex Leicester riuscì a terminare la stagione, sostituito nel finale da Stramaccioni che condusse la squadra fino al 6° posto, utile per accedere all'Europa League. L'obiettivo Europa fu centrato anche nel 1995-96, altra stagione caratterizzata dal triplo cambio in panchina. A cominciare il campionato fu Ottavio Bianchi, sollevato dall'incarico anche lui dopo la quarta giornata, culiminata con la sconfitta di Napoli, con Luis Suarez che fece da traghettatore prima di lasciare il posto a Roy Hogdson che chiuse la sua prima avventura in Italia in 7^ posizione. La qualificazione non mancò neanche nel 1935-36, sebbene l'allenatore in panchina a inizio campionato, Gyula Fieldmann, venne sostituito da Albino Carriro dopo 25 partite. L'anno successivo, invece, la squadra guidata da Castellazzi terminò la Serie A al 7° posto, rimanendo fuori da ogni competizione internazionale.

Per trovare un avvio di campionato peggiore bisogna risalire alla stagione 1983-84 quando Luigi Radice, al debutto sulla panchina nerazzurra, incassò tre sconfitte nelle prime quattro gare, riuscendo a pareggiare solamente contro il Torino. L'Inter riuscì comunque a riprendersi e a ottenere un importante quarto posto finale, sufficiente per assicurarsi un posto nella successiva Coppa Uefa. Stessi punti, ma ottenuti attraverso tre pari e con zero vittorie all'attivo, furono quelli che caratterizzano anche il campionato 1946-47, terminato con un deludente 10° posto dall'allora allenatore Carlo Carcano, sostituito poi dal 16° turno in poi da Giuseppe Meazza. In oltre 100 anni di storia, quindi, i nerazzurri non sono mai riusciti ad andare oltre il 4° posto dopo aver messo in cassaforte quattro punti nelle prime quattro partite. A Spalletti il compito di 'cancellare' questi precedenti, iniziando però a cambiare il trend casalingo. L'ultimo successo tra le mura amiche è datato, infatti, 17 aprile, giorno del poker rifilato al Cagliari. Dopo la sfida ai sardi sono arrivate tre sconfitte e un pari contro il Torino, subito in rimonta.

Problemi o sfortuna?

Il ko subito contro il Parma non ha rappresentato il miglior match dell'Inter, eppure i ragazzi di Spalletti - dati alla mano - non hanno fatto così male, com'era successo ad esempio sul campo del Sassuolo. Sia il primo che il secondo tempo, infatti, sono stati un continuo assalto verso la porta difesa da Sepe. 28 in totale le conclusioni effettuate dai padroni di casa al termine dei 90 minuti, un numero che l'Inter non riusciva a centrare dal febbraio 2012, e anche la prima frazione di gioco è stata dominata dai nerazzurri: un solo tiro subito (record stagionale fin qui dell'intera Serie A) e con ben 9 elementi nerazzurri tra i giocatori ad aver toccato più palloni, con il solo estremo difensore ex Napoli a comparire tra gli emiliani. Con l'assenza di Lautaro Martinez e un Icardi a mezzo servizio (è entrato nella ripresa, non subentrava a partita in corso dal gennaio 2016) l'Inter non è riuscita a concretizzare le numerose occasioni avute e alla fine ha pagato caro, a mo' di beffa, la giocata di Dimarco, cresciuto proprio nel settore giovanile nerazzurro. Statistiche che danno speranza e un piccolo motivo per sorridere in un weekend così negativo.

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