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09 ottobre 2018

Juventus, alle origini di Bentancur: dal ricordo della madre al primo gol in bianconero

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Primo gol con la Juve per il talento classe 1997, exploit dedicato alla mamma Mary scomparsa quando aveva quattro anni e che ricorda sulla maglia e sulla pelle. "Lolo" è cresciuto in fretta sia in altezza sia sul campo: merito dell'umiltà e della vicinanza della famiglia. Punto fermo nell'Uruguay di Tabarez, più di un'alternativa per la squadra di Allegri

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"Sono molto felice, è il mio terzo gol in carriera: il primo con la Juventus. La dedica? Per mia madre che mi guarda dal cielo". Al termine della trasferta di Udine, ottava vittoria consecutiva in campionato dei bianconeri, si è espresso così Rodrigo Bentancur autore del provvisorio 1-0 poi bissato da Cristiano Ronaldo. Nient'altro che l’ennesimo passo in carriera del 21enne uruguayano, acquistato nel 2017 come vice Pjanic e riscopertosi un nuovo Pogba. Una parabola senza sosta quella del ragazzo in maglia numero 30, più che convincente da mezzala destra tra pressing e progressione fisica: a mancargli era l’ultimo guizzo, acuto centrato alla Dacia Arena grazie ai consigli di Allegri che ne invocava la presenza a ridosso dell’area di rigore. Bentancur è già una certezza nella Juve, margini di miglioramento che promettono un’evoluzione assicurata. Arrivato a Torino come "regalo d’addio" di Tevez tornato al Boca, Carlitos ha garantito un altro gioiello ai campioni d’Italia. In realtà la parabola di Rodrigo era iniziata ben prima di Buenos Aires, un’infanzia in salita prima della ribalta dal Mondiale alla Serie A.

Nel ricordo di mamma Mary

Classe 1997 originario di Nueva Helvecia, dipartimento di Colonia da 14mila abitanti in Uruguay, Bentancur perse la madre Mary quando aveva solo quattro anni. Come ha raccontato chi gli è stato vicino fin dalla tenera età, "Lolo" (questo il suo soprannome in famiglia) ha imparato a crescere in fretta educando il fratello Damián come un genitore. Il ricordo della mamma è inciso sul braccio nelle vesti di un angelo, tatuaggio adottato invece sulla maglia con il numero 30 ovvero la data di nascita di Mary. Un bambino che ha bruciato da subito le tappe grazie alla vicinanza di Cecilia Agredi, nuova compagna argentina di papà Roberto. Due figure centrali nell’educazione del piccolo Rodrigo immediatamente appassionato di calcio: le torte di compleanno altro non erano che un pallone, entusiasmo ereditato dal padre ex giocatore e presidente dell’Artesano. Alto 187 centimetri, "Lolo" aveva già una statura impressionante da bambino tanto da scatenare i sospetti degli altri genitori sulla sua vera età. Non mancano aneddoti sui primi passi di Bentancur nel calcio: Juan Spuntone, tecnico delle giovanili, lo ricorda come un bimbo distratto tanto da dimenticarsi gli scarpini in occasione di una trasferta. E c’è pure chi come Carlos Mederos, suo allenatore agli inizi, arrivò a scommettere con lui qualora avesse segnato in una partita importante a San Pedro. Rodrigo ne segnò quattro nell’11-0 finale, rifiutò il meritato denaro rilanciando: "Asado per tutti e siamo a posto così".

Non sorprenda la replica di un giovanissimo Bentancur, emerso a 13 anni in occasione del Mundialito Danone nel 2010 in Sudafrica non prima del passaggio al Boca Juniors: a segnalarlo fu Horacio Anselmi mentre la famiglia si assicurò che il ragazzo terminasse gli studi. Il resto è storia recente: l’apprendistato nel vivaio degli Xeneizes, due stagioni in prima squadra con 57 presenze e tre titoli nazionali fino al passaggio in bianconero nell’estate 2017. Un trasferimento pari a 10 milioni di euro, propiziato come detto dal percorso inverso compiuto dall’Apache Tevez. Di lui non poteva che accorgersene pure il Maestro Tabarez, Ct della Celeste che gli ha aperto le porte della Nazionale e del Mondiale in Russia dove è sempre sceso in campo da titolare. "Lolo" è arrivato lontano ma non dimentica le sue origini: esempio di umiltà per la comunità di Nueva Helvecia e per i ragazzini della scuola cittadina, orgoglio di un intero paese che stravede per il proprio campione. È proprio l’umiltà del 21enne Bentancur a conquistare i concittadini e non solo: nessuno si sorprenda dell’incredulità in Russia quando, al termine di Uruguay-Portogallo, il centrocampista della Juventus venne riconosciuto dal futuro compagno Cristiano Ronaldo. "Mi ha chiamato per nome e non so come facesse a saperlo. Abbiamo parlato e mi è sembrata davvero una gran persona", spiegava il raggiante talento della Celeste. A vederli insieme, entrambi decisivi nell’ultima trasferta vinta dalla Juve, non pare nemmeno così strano per chi sta conquistando Torino senza dimenticare da dove è partito.

dal boca alla serie A

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