Milan-Sampdoria, Giampaolo: "E' una sfida di prestigio in cui misureremo la nostra forza"

Serie A

L'allenatore della Sampdoria ha presentato in conferenza stampa la sfida contro il Milan, un match complicato contro una squadra reduce da due pesanti sconfitte arrivate con Inter e Betis: "Sarà una gara di prestigio che misurerà il nostro livello"

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Quinto posto, un filotto di quattro risultati utili consecutivi e solo quattro gol subiti, che fanno della Sampdoria la difesa meno battuta della Serie A. Per la formazione blucerchiata si profila adesso l'ostacolo Milan, un avversario di tutto rispetto reduce della doppia sconfitta contro Inter e Betis. Marco Giampaolo non vuole cali di concentrazione, come sottolineato nel corso della conferenza stampa della vigilia: "Si tratta di una partita di prestigio, un’occasione per misurarci con una squadra costruita per obiettivi diversi. Siccome la nostra missione è quella di rompere le scatole a tutti, questo e un altro match in cui potremo misurare la nostra forza. Il Milan mi piace, è una squadra che rincorre la vittoria attraverso idee di gioco. Le ultime due partite non rovinano il valore dei rossoneri, capaci di giocare splendidamente a Napoli. Le difficoltà saranno tecniche, sia per la contrapposizione che per l’uno contro uno. Potrebbero cambiare sistema di gioco, dunque non sappiamo come si disporranno. A prescindere dai sistemi di gioco però, il protagonista è sempre il calciatore. Gattuso? Ho grande rispetto per lui, è una persona diretta e schietta".

I dubbi di formazione

L'allenatore della Samp si sofferma poi sulla formazione da schierare a San Siro: "Non ho dubbi solo sull’impiego di Saponara, ma ne ho anche altri perché in tanti stanno bene, in tanti insidiano i cosiddetti titolari. Chi gioca non deve sedersi sugli allori, non deve pensare di avere il posto garantito perché chi sta dietro è lì col fiato sul collo. Le partite sono importanti, ma è importante che i giocatori ci arrivino bene. Defrel? Ha recuperato, Jantkto si è allenato ieri e oggi ma sta bene. Per quanto riguarda Colley, non è contento perché non gioca, ma deve stare lì e mettermi in difficoltà. Sta bene, si allena bene, è lucido, non deve essere irrazionale, isterico, perché quello si traduce in inaffidabilità".