Roma-Sampdoria: rigore Manolas su Ramirez, per il Var è un errore grave ma le direttive dicono altro

Serie A

Lorenzo Fontani

Non condivisa dai vertici, a quanto filtra, la scelta del Var di richiamare Irrati sul rigore pro-Samp: non era un chiaro errore. E sui falli di mano regna la confusione, in attesa che l'Ifab faccia chiarezza

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Stavolta alla Roma è andata bene. Di nuovo, dopo il rigore "leggero" datole contro a Firenze, l'arbitro - Banti allora, Irrati ora - l'aveva punita eccessivamente indicando il dischetto per un contatto Ramirez-Manolas cercato più dal doriano che dal romanista, che per non rischiare cerca anche di ritrarre all'ultimo la gamba. Se a Firenze il Var Orsato aveva però avallato la scelta di Banti, stavolta invece l'uomo in cabina, Rocchi, ha richiamato Irrati, in una sorta di inversione dei ruoli rispetto al Mondiale (dove il fiorentino arbitrava e Irrati era il Var "top"), e si è assistito a una scena insolita: un arbitro che revoca un rigore nonostante ci sia stato il contatto tra difensore e attaccante. Non che il protocollo lo vieti - ma finora la prassi era stata di non considerare errore "chiaro ed evidente" una situazione del genere.

Per Rocchi invece lo era, e ha preso un'iniziativa che sicuramente ha disinnescato nuove polemiche da parte della Roma, ma - a quanto risulta - non è stata approvata dalla Commissione presieduta da Rizzoli. Al di là della "consistenza" del rigore infatti, l'approccio non deve essere quello di fare una sorta di moviola a questo tipo di episodi ma di rivederli solo quando si tratta di sviste palesi.

Giusto invece il suggerimento di Rocchi a Irrati per fargli controllare il rigore dall'altra parte, quello dato alla Roma per mani di Colley. Revisione che ha permesso a Irrati di vedere, o forse intravedere, un tocco col fianco precedente al tocco di mano, inducendolo a revocare anche questo penalty.

Peraltro, come dimostrano i rigori concessi a Inter e Chievo (in particolare a Verona sarebbe stata opportuna una "on field review", Calabresi sembra davvero innocente), sul mani sarà sempre complicato trovare uniformità (solo su quello al Milan ci sono pochi dubbi): qualche passo avanti potrebbe arrivare dalla prossima stagione, visto che l'Ifab sta rivedendo la regola. Dovrebbe scomparire il termine "volontario" e la punibilità essere affidata - oltre che alla distanza e alla velocità con cui arriva il pallone - alla sola posizione del braccio, diventando punibile quando, usando la metafora dell'orologio, il braccio è aperto sulle "4" o sulle "8" rispetto al busto. Battuta facile: sarebbe ora.

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