Roma-Inter, le chiavi tattiche

Serie A

Francesco Lisanti

Una Roma piena di assenze affronta in casa un Inter che ha bisogno di non perdere il passo in classifica. Quali aspetti tattici bisogna tenere d'occhio e quali duelli individuali potranno essere decisivi

ROMA-INTER LIVE

Le due sconfitte del turno infrasettimanale di Champions League si ritroveranno nel posticipo della quattordicesima di campionato, in un momento della stagione particolarmente delicato, in cui gli impegni iniziano ad accumularsi (a dicembre saranno 7, sei di campionato e uno di Champions, prima della lunga sosta invernale) e le energie vanno centellinate, messe da parte per la primavera. Inter e Roma lo sanno bene. Nella passata stagione, si presentarono ai nastri di partenza della quattordicesima giornata con un bottino insperato di 33 e 32 punti rispettivamente, l’Inter era addirittura imbattuta; nelle successive sei giornate avrebbero raccolto 8 punti ciascuna, limitandosi a due vittorie e altrettante sconfitte. La Juve nel frattempo le vinse tutte (tranne una, proprio contro l’Inter) e andò a vincere il campionato, marcando quella distanza che proprio Roma e Inter erano le principali candidate a colmare, al termine di una stagione molto positiva.

Quale sarà il contesto di gioco?

È impossibile dire adesso se Roma e Inter si trovino sulla strada giusta per diventare grandi squadre. Ci hanno provato seguendo strategie differenti, il campo non ci ha ancora detto con chiarezza dove sono arrivate. La Roma è stata generalmente un disastro ma ha retto il colpo in partite difficili come il derby e la trasferta di Napoli, che le consentono di mantenersi ancora nei pressi del quarto posto; l’Inter si trova in un’ottima posizione ma ha già dimostrato di soffrire le trasferte difficili (a Barcellona come a Bergamo come a Londra) e i contesti di gioco particolarmente intensi.

La Roma trasmette una sensazione di fatica a coprire il campo di difficile attribuzione. A tratti assume i contorni della stanchezza fisica, a tratti della fragilità nervosa, a tratti del disordine tattico. La fase offensiva dà il meglio di sé quando centrocampo e attacco riescono a chiudere gli avversari nella propria metà campo, ma da un momento all’altro può spuntare un terzo uomo completamente libero nel raggio di dieci metri che costringe l’intera squadra a voltarsi alle spalle e a coprire una porzione di campo che appare sempre più lunga del normale.

Tutto il centrocampo collassa sulle finte d’anca di Modric, a cui basta girarsi con eleganza su sé stesso per aprire il campo all’attacco verticale del Real. Brozovic prende appunti in lingua madre.

In difesa, Di Francesco ha sicuramente un problema di personale, e non solo a causa degli infortuni. Con un reparto lento e in questo momento non molto lucido nelle scelte, la Roma sembra a suo agio a difendere solo contro squadre come la Lazio, tanto dirette da risultare prevedibili, contro le quali si può incollare Manolas alla prima punta che corre e disinnescare ogni pericolo. Nel momento in cui aumentano le combinazioni tra le linee e gli scambi rapidi palla a terra, la Roma perde facilmente le distanze del pressing, e non le rimane altra soluzione che arroccarsi a protezione del pareggio come fatto a Napoli.

Per il momento la Roma è sospesa in un limbo tra la sua versione peggiore, che si scioglie al primo errore individuale e non riesce mai a recuperare il terreno perso, e la sua versione migliore intravista nel Derby, contro la Sampdoria, nel primo tempo contro il Real. Quest’ultima metterebbe di sicuro in difficoltà l’Inter, che da parte sua fatica proprio a sfuggire alla pressione, a liberare il terzo uomo a centrocampo, a restare precisa quando i ritmi di gioco crescono. Al contrario, l’Inter al suo meglio sembra costruita per ribaltare all’improvviso il piano di una partita, per sciogliere in un attimo le certezze e la serenità di squadre come la Roma.

 

La reazione nervosa della Roma allo svantaggio contro il Real: nessun equilibrio, nessuna marcatura preventiva, anche nessuna idea chiara, visto che Kluivert solo sulla fascia opposta viene ignorato

Quali i duelli che decideranno la partita?

Al netto di pochissime divagazioni, Di Francesco e Spalletti hanno plasmato le loro attuali squadre intorno a un assetto simile, un 4-3-3 che diventa 4-2-3-1 a seconda dei momenti della partita o degli interpreti in campo. Per questo in campo ci aspettiamo di vedere molti duelli, pressing in parità numerica a centrocampo, molti isolamenti uno contro uno sulle fasce. Nessuno dei due allenatori potrà però contare sul proprio undici titolare, a causa dei numerosi infortuni. Della coppia, il più sfortunato è certamente Di Francesco.

Il tecnico abruzzese dovrà gestire le assenze per infortunio di De Rossi, Dzeko, El Shaarawy, Pellegrini e Coric, preoccupandosi di reinserire con cautela Perotti e Pastore, che hanno ripreso ad allenarsi con il gruppo soltanto pochi giorni fa. La formazione titolare è quasi obbligata, e dovrebbe poggiare su un attacco affidato interamente alla boyband Kluivert - Zaniolo - Schick - Ünder. L’unico dubbio gira intorno all’inserimento dell’ex Santon al posto di Florenzi, il terzino destro titolare, oppure al posto di Ünder che è reduce dall’errore contro il Real, spostando lo stesso Florenzi qualche metro più avanti.

Giocando con 5 giocatori offensivi, il Tottenham ha potuto portare un grado di pressione intorno a Brozovic che l’Inter non è abituata a fronteggiare. Con una linea di difesa più organizzata, la Roma può fare lo stesso sfruttando i 4 attaccanti e Cristante.

Gli assenti acclarati nello scacchiere di Spalletti sono invece solo due, Dalbert e l’ex Nainggolan. Poi ci sono diversi giocatori in forse, Vrsaljko di rientro dall’infortunio alla coscia sinistra accusato con la nazionale croata, De Vrij e Icardi che in settimana hanno lamentato diversi acciacchi, e almeno un paio di ballottaggi, specialmente a centrocampo, dove ai fianchi dell’irremovibile Brozovic giocheranno uno tra Gagliardini e Vecino, e uno tra Borja Valero e João Mário. Perisic e Politano dovrebbero completare il reparto d’attacco ai lati di Icardi.

Sono molti gli elementi di interesse: il confronto diretto fra due giocatori lenti in modo diverso come N’Zonzi e Borja Valero, quello fra due giocatori incostanti, spesso poco lucidi ma onnipresenti come Florenzi e Perisic, quello fra l’eleganza languida di Schick e quella sgraziata di Skriniar. Non è detto che risulti nel complesso una partita brillante, ma ci aspettiamo per lo meno una partita fisica. Entrambe le squadre finora sono state fedeli alla propria fama e hanno segnato 7 gol su calcio piazzato in questa stagione, più di qualunque altra in Serie A.

In un campionato che si sta decidendo e delineando intorno agli scontri diretti, l’auspicio è che la posta in palio così alta (potrebbe addirittura essere l’ultima partita di Di Francesco sulla panchina della Roma) non faccia passare in secondo piano la voglia di esprimere gioco delle due squadre. L’ultima volta che Di Francesco si è trovato così in difficoltà alla vigilia di una partita importante, ha scelto di prendersi tempo e si è accontentato di un pareggio a Napoli. Adesso il tempo è scaduto, e la partita importante deve giocarla in casa. Se è vero che le grandi squadre cominciano a venir fuori in questo periodo, Roma-Inter cade nel momento perfetto della stagione.

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