Berardi, 50 gol in A e vista sul futuro: "Sono timido come Kimi, ma forte dentro. Pronto anche per l'Italia di Mancini"

Serie A
Domenico Berardi ha raggiunto quota 50 reti in Serie A e ora fissa gli obiettivi per il futuro

L'attaccante del Sassuolo ha fatto cifra tonda domenica scorsa con la rete al Frosinone e si racconta a Sky Sport: "Il gol più pesante contro il Chievo per la prima salvezza, ma il poker al Milan resta indimenticabile". E ammette: "Sono come Raikkonen, timido nelle interviste. Ma dentro sono molto forte"

SERIE A, LA DIRETTA GOL DELLA 17^ GIORNATA

"Se quando ho segnato il primo gol in Serie B, contro il Crotone, mi avessero detto che a 24 anni avrei segnato quasi 70 gol, di cui 50 in Serie A con la maglia neroverde, avrei preso tutti per matti. Questo dato stupisce anche me”. Il centro del 2-0 nella trasferta di Frosinone, un mancino a giro che ha battuto Sportiello e ipotecato la vittoria del Sassuolo sul campo dello Stirpe, ha permesso a Domenico Berardi di fare cifra tonda. L'esterno offensivo classe 1994, con radici di famiglia a Cariati Marina, in Calabria, e maturazione passata per l'Emilia, è a quota 3 reti nella Serie A 2018/2019 e ha raccontato ai microfoni di Sky Sport la soddisfazione per l'importante traguardo raggiunto.

Berardi e i gol: "Il più pesante contro il Chievo nell'anno della prima salvezza, quel poker al Milan non si dimentica"

L'album dei ricordi di Berardi, manco a dirlo, passa dalla prima marcatura in Serie A con la maglia del Sassuolo: “Il primo gol lo ricordo con piacere, su rigore contro il Parma”. Sulla rete più bella, nessun dubbio: “L'ultima contro il Frosinone perché arriva da un momento di astinenza (13 giornate, ndr) e per gli attaccanti conta molto. Quello più pesante – aggiunge - invece è quello contro il Chievo nell'anno della prima salvezza, stagione 2013/2014”. Stessa annata del poker personale al Milan, in una vittoria che resta indimenticabile: “I quattro gol ai rossoneri? Per me è stata una serata bellissima, nella quale ho capito che potevo diventare un calciatore importante”. All'epoca Berardi non aveva ancora compiuto 20 anni e per lui si prospettava un avvenire da stella del calcio italiano. Gli anni seguenti ne hanno leggermente frenato il percorso, ma a 24 anni sognare è assolutamente lecito: “L'ambizione di giocare le coppe internazionali con una grande squadra c'è – ammette lui – ora tocca a me. Spero che possa essere l'anno della consacrazione. Con il Sassuolo sono maturato tanto e riesco ad apprezzare quanto è bello questo sport. Amo giocare a calcio divertendomi e se possibile vincendo”.

"Io come Raikkonen: timido nelle interviste, ma dentro sono molto forte"

La cura De Zerbi sta giovando a Berardi e a tutto il Sassuolo, che oggi guarda all'Europa League grazie al sesto posto condiviso con Roma e Atalanta a quota 24 punti. E la zona Champions è lontana solo tre passi: “Avremmo potuto avere 3 o 4 punti in più – è il rimpianto di Berardi - persi contro la Fiorentina per un calo di attenzione. Noi puntiamo prima di tutto alla salvezza: una volta raggiunto quell'obiettivo, proveremo a mettere nel mirino l'Europa League. Siamo una squadra con dei valori, che magari a causa dell'età giovane paga la scarsa malizia e l'inesperienza. Però devo dire che anche in quello stiamo migliorando rapidamente. Boateng è la nostra ciliegina sulla torta”. Dal Sassuolo alla Nazionale, il concetto non cambia: il 2019 dovrà essere per Berardi l'anno della definitiva maturazione, con vista sull'Europa in neroverde e sull'Europeo con la maglia dell'Italia: “Giocare in Nazionale è bellissimo, mi rende orgoglioso. Mister Mancini ci lascia liberi negli ultimi 30 metri. La qualificazione all'Europeo è il nostro obiettivo, non sentiamo la pressione”. Come invece accade al numero 25 del Sassuolo davanti ai microfoni: “Sono molto timido nelle interviste, come Kimi Raikkonen – scherza lui - ma dentro sono molto forte, forse anche troppo". Parola di Berardi, leader ritrovato del Sassuolo che guarda in alto.

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