Morte Daniele Belardinelli, al via gli interrogatori: ultrà arrestato accusa leader della curva dell'Inter

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Proseguono gli interrogatori a Milano: uno degli ultrà arrestati dopo gli scontri che hanno preceduto Inter-Napoli ha fatto il nome di un leader della curva nerazzurra che secondo lui sarebbe tra gli ispiratori dell'attacco al Van di napoletani in cui ha perso la vita Daniele Belardinelli

EDITORIALE. LA RIVOLTA DELLE PERSONE PERBENE

COSA SAPPIAMO FINORA DELLA VICENDA

Prosegue il lavoro degli investigatori relativo alla morte di Daniele Belardinelli, che ha perso la vita investito da un Suv durante gli scontri che hanno preceduto Inter-Napoli del 26 dicembre. Uno dei tre ultras arrestati, Luca Da Ros, rispondendo alle domande del gip di Milano Guido Salvini nel carcere di San Vittore, ha fatto il nome di uno degli ispiratori dell'attacco alla carovana dei Van dei tifosi napoletani: secondo quanto riportato dall'Ansa, si tratta di uno dei leader della Curva dell'Inter che si è presentato in Questura sabato pomeriggio accompagnato da suo legale. Non sono stati presi provvedimenti nei suoi confronti e, all'uscita, l'avvocato Mirko Perlino ha spiegato: "Il mio assistito ha ammesso di aver preso parte agli scontri ma ha declinato responsabilità sull'organizzazione. Ha semplicemente ammesso di aver partecipato agli scontri. Punto. Qualche descrizione l'ha data, ma ha smentito di essere l'organizzatore". Ai giornalisti che gli chiedevano se il suo assistito avesse fatto altri nomi, l'avvocato infine ha risposto "assolutamente no. Altrimenti dovrei rinunciare anche per lui...". Mirko Perlino ha infatti dovuto oggi rinunciare alla difesa di Luca Da Ros, 21 anni, uno dei tre interisti arrestati, quando questo ha fatto il nome del capo ultrà, altro assistito dal legale. 

"Il Suv non apparteneva alla carovana napoletana"

Secondo Luca Da Ros, la vettura che ha investito e ucciso Daniele Belardinelli non apparteneva alla colonna dei tifosi napoletani presa d'assalto nei pressi di via Novara. Difeso da un nuovo legale, Alberto Tucci, il ragazzo ha ricostruito davanti al gip Guido Salvini le fasi degli incidenti spiegando che, a suo avviso, la vettura che ha travolto Belardinelli, pur procedendo verso lo stadio Meazza (e non in senso opposto come a una prima ricostruzione), non apparteneva alla colonna. Il legale ha chiesto che non sia applicata la misura della custodia cautelare in carcere per il giovane incensurato. 

"Presenti, ma non con ruolo attivo"

Hanno ammesso di esser stati presenti agli scontri ma hanno precisato di non aver avuto contatto con i tifosi napoletani Franceco Baj, 31 anni e il suo coetaneo Simone Tira, due dei tre ultras dell'Inter arrestati in relazione agli incidenti prima di Inter-Napoli in via Novara a Milano. Assistiti dall'avvocato Antonio Radaelli, i due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e hanno rilasciato dichiarazioni spontanee

Arsenale per assalto già sul posto

Bastoni, mazze, spranghe, tutto l'arsenale utilizzato dagli ultras dell'Inter, ma anche di Varese e Nizza per l'assalto alla carovana dei van dei tifosi napoletani dello scorso 26 dicembre si trovavano già sul posto quando gli oltre cento assalitori sono arrivati al punto in cui era stato deciso l'agguato. E' emerso durante la giornata di interrogatori. Dal racconto di uno dei tre, in particolare, (due hanno fatto dichiarazioni spontanee in ordine al loro ruolo) sarebbe emerso un piano quasi militare in cui i ruoli erano ben definiti e compartimentati, con tanto di autisti che avrebbero fatto salire quattro ultras a bordo di ogni auto (altri sarebbero arrivati a piedi) per giungere sul posto dove già si trovavano le armi per l'assalto. A quanto si è appreso, la decisione dei gip di Milano Guido Salvini se mantenere in carcere i tre, come chiesto dai pm Maria Letizia Mannella, Michela Benedetta Bordieri e Rosaria Stagnaro dovrebbe venire nella giornata di domenica.

 

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